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Serie A

Inter-Milan, da Comandini a Schelotto: gli eroi per caso del derby

I derby regalano sempre emozioni e, in passato, hanno regalato anche marcatori insospettabili rimasti nella storia di questa partita

È risaputo che i derby, generalmente, sono partite con una storia particolare. Non conta, infatti, la posizione in classifica o la condizione delle squadre, perché nelle stracittadine l’imponderabile regna sovrano. Le partite tra Inter e Milan non fanno eccezione, non solo per il risultato finale, ma anche per alcuni marcatori alquanto improbabili. Giocatori rimasti nella storia dei club perché “eroi per caso” della partita più importante dell’anno.

“Sentenza” Comandini fece impazzire Pellegatti

Il più “eroe per caso” del derby è Gianni Comandini. “Sentenza”, come veniva soprannominato da Carlo Pellegatti, segnò il primo e il secondo gol del famoso derby dell’11 maggio finito 6-0 per rossoneri. A “rincuorare” I tifosi dell’Inter, a cui il ricordo dello 0-6 brucerà per sempre, può essere il fatto che ora Gianni Comandini è “Dj Gianni Comandini” e i due gol nel derby sono rimasti gli unici con la maglia del Milan.

Inter-Milan, tra top players e sorprese: i migliori esordi con gol nel derby

Schelotto, De Jong e Obi nei derby più brutti di sempre

Tra i 2013 e il 2015, anni bui per entrambe le milanesi, i derby hanno offerto spettacoli non esaltanti. In quegli anni non sono stati i vari Icardi, Balotelli (quando militava nel Milan) a decidere il derby, ma un trio di giocatori che si fatica a ricordare per altro. A inaugurare la serie è “El galgo” Schelotto, fortemente voluto dall’Inter nell’inverno del 2013, e messosi in mostra solo per il gol del pareggio – l’unico all’Inter – nel derby del 24 febbraio. Gli interisti ancora lo stramaledicono, ma il colpo di testa, tra l’altro su cross di Nagatomo, sarà sempre motivo di sfottò verso i cugini.

All’argentino si aggiungono due centrocampisti che con il gol c’entrano poco o nulla: Nigel De Jong e Joel Obi. Il 4 maggio del 2014, con il risultato di 0-0, l’olandese del Milan, dall’alto dei suoi 174 centimetri, svettò più in alto di tutti e segnò di testa la rete della vittoria per i rossoneri. Obi, invece, in un altro derby di rara bruttezza, nel novembre del 2014, pareggiò la rete di Menez con un tiro da fuori area. Di quella partita e della sua carriera in nerazzurro restano quel gol e le capriole “Martins’ style” con cui l’attuale centrocampista del Chievo festeggiò il gol.

Kaladze e Zapata dentro l’uovo di Pasqua

I due difensori sono stati i regali che i tifosi rossoneri hanno trovato dentro l’uovo di Pasqua. Entrambi, infatti, hanno fatto male ai cugini nerazzurri in un derby nel turno di Pasqua. Kaladze, nel 2006, decise una stracittadina nel venerdì santo – mai giorno fu più azzeccato – con un gol a 20′ dalla fine. Quando, nel 2017, il derby fu collocato alle 12:30 del sabato pasquale, ai tifosi dell’Inter sarebbe dovuto scattare l’allarme. Fu un altro difensore, infatti, a pietrificare i tifosi della Beneamata, segnando il 2-2 al 97′ di un finale thrilling. Cristian Zapata, in una partita che, fino all’80’, il Milan perdeva per 2-0, pareggiò con una sforbiciata a tempo più che scaduto. Anche per lui, così come per Schelotto, vale la seguente regola: se giocasse in un’altra squadra sarebbe meglio, però ha segnato nel derby.

Minaudo chi?

Il nome Giuseppe Minaudo, probabilmente, dice poco ai tifosi interisti più giovani, ma quelli più grandi non possono averlo dimenticato. La sua storia è da favola, di quelle da scrivere a caratteri cubitali nella storia dei derby. Il 6 aprile 1986 il centrocampista allora 19enne, debuttò da professionista nella stracittadina milanese. Entrato in campo con il numero 16, Minaudo, al 77′, segnò in mischia il gol del definitivo 1-0. Ai tifosi milanisti farà certamente piacere sapere che quella giovane promessa vagò tra Atalanta, Piacenza e Udinese, segnando appena otto gol in carriera e finendo la carriera in Prima Categoria alla Ghisalbese.

A conclusione di questa carrellata di top player, arriva Armando Picchi. Lo storico capitano della “Grande Inter” di Helenio Herrera e vincitore di due Champions League, ha segnato un solo gol in nerazzurro, al primo derby novembre del 1960.

Pillola di fanta

Domenica qualche altro giocatore potrebbe aggiungersi alla pagina “eroi per caso dei derby”. Del Milan potrebbero essere gli insospettabili Abate o Borini, nel caso in cui entrasse, mentre dell’Inter potrebbe essere Gagliardini o, addirittura un Joao Mario recuperato per i capelli da Spalletti. VOLI PINDARICI

 

 

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