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Serie A

Juventus, Deschamps: “La squadra di Allegri è come la mia nel 1996”

Il ct della Francia si racconta: dal suo passato in bianconero alla squadra di Allegri, da Pogba a Zidane, da Mbappé al Pallone d’Oro

La Juventus è sulla bocca di tutti. La sua partenza strepitosa non ha sorpreso, ma fa comunque notizia: 10 vittorie in altrettante gare tra campionato e Champions League. “Questa Juventus è all’altezza della mia nel 1996, anche se poi perdemmo due finali di fila. Prima c’ero io e adesso a centrocampo c’è Matuidi: gli avevo già parlato della Juventus e sapevo che si sarebbe trovato bene. La squadra di Allegri è molto competitiva, ed ha i mezzi per vincere la Champions League. Quella coppa è come un Mondiale, ma in più all’inizio ci sono almeno 7-8 squadre che potrebbero vincerla. Cristiano Ronaldo ha reso questa rosa ancora più forte, e in primavera sapremo se il suo acquisto sarà servito. Lui è un giocatore decisivo nei momenti importanti, un grandissimo professionista ed atleta nonostante l’età – esordisce Didier Deschamps ai microfoni della “Gazzetta dello Sport”, che poi continua – Il progetto Juve è ambizioso e moderno, devo tanto a questa società. Ho già provato di fare qualcosa come allenatore, ma ora si parla di Zidane. Può darsi che in futuro faccia come ho fatto io tornando a vestire bianconero, ma al momento sulla oanchina c’è un grandissimo allenatore come Allegri che sta facendo un ottimo lavoro“.

Il ct della Francia si sofferma quindi sul calcio italiano e sulla nazionale di Roberto Mancini. “La Serie A è tornata ad essere un campionato davvero importante: l’arrivo di Cristiano Ronaldo è servito anche a questo, un po’ come per Neymar al Psg. L’effetto marketing del portoghese ti permette di allargare il tuo brand in ogni angolo del pianeta. Anche Napoli e Roma stanno ottenendo risultati a livello europeo, mentre Milan ed Inter stanno facendo investimenti importanti – spiega l’ex giocatore-allenatore della Juventus, che continua – Mancini si lamenta che i giovani italiani giocano poco nelle rispettive squadre di club, ed ha ragione, io lo dicevo già 12 anni fa. In Italia avete un metodo sbagliato rispetto alla Francia: noi diamo la possibilità ai ragazzi di giocare presto a buoni livelli, mentre voi gli imponente una trafila lunghissima che li fa arrivare in un grande club solo a 23-24 anni. Mancini comunque non parte da zero: ha pochi giocatori di qualità, ma il progetto per far un buon Europeo c’è. Tuttavia, devo riconoscergli che in Italia c’è sempre troppo poco tempo per tutto“.

Infine, il tecnico Campione del Mondo in carica passa ad analizzare i singoli giocatori, tra mercato e Pallone d’Oro. “Pogba potrebbe tornare alla Juventus, è pur sempre uno dei migliori centrocampisti al mondo. A volte i sogni diventano realtà, ma stavolta i bianconeri lo pagherebbero molto di più rispetto a qualche stagione fa. Buffon? Non mi stupisce vederlo al Psg a 40 anni. Basta solo vedere come lavora per capire perché rimane ancora al top. Aveva bisogno di nuovi stimoli, poi Parigi è una bellissima città. Gigi è una persona stupenda e potrà aiutare molto i giovani sotto tutti gli aspetti – chiarisce Deschamps, che poi conclude – Mbappé non è ancora Messi, ma fa già parte di quella categoria. Il ragazzo è un fuoriclasse ed ha ampi margini di miglioramento, ma Messi è al top da oltre 10 anni. Può senza dubbio raggiungerlo, anche per quanto riguarda i trofei vinti. Mbappé ha davanti a lui una grandissima carriera. Pallone d’Oro? Se andasse a Modric sarebbe una grandissima delusione. Lui lo meriterebbe, ma spero lo vinca un calciatore francese. Ragazzi come Varane, Griezmann e Mbappé hanno vinto anche altri titoli con i loro club, oltre al Mondiale in Russia“.


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