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Calcio estero

Juventus, senti Buffon: “Non voglio incontrarti in finale di Champions”

Gianluigi Buffon PSG
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L’ex portiere bianconero parla del rapporto chiuso con la Juventus e con la Nazionale, felice della sua nuova avventura al PSG

Il portiere del PSG racconta i suoi primi mesi di ambientamento a Parigi, senza dimenticare il suo passato con la Juventus e la prospettiva di incrociarsi nuovamente in Champions League. Mentre sulla Nazionale, Buffon ha pochi dubbi: non vestirà più la maglia azzurra.

La nuova avventura

Il trasferimento in Francia – come racconta a La Gazzetta dello Sport – ha restituito grande entusiasmo a Buffon: “La quotidianità di Parigi trasmette energia e positività, mi piace. Abito in una bella zona e dalla mia finestra vedo la Tour Eiffel. Mi serve anche come esame della vista, finché riesco a vederla posso continuare a parare”. Poi l’attenzione si sposta alla quotidianità sportiva, all’allenamento con fenomeni come Neymar e Mbappé: “Neymar ha una visione dell’ultimo passaggio sconcertante, adesso che vedo Verratti tutti i giorni però vi assicuro che non è inferiore nel passaggio filtrante. Mbappé è una forza della natura e nella Francia che ha conquistato il Mondiale c’è tanto di suo, merita il Pallone d’Oro”. Inevitabilmente il pensiero va al percorso europeo del PSG e al possibile incrocio di destini con la sua ex Juventus: “Se proprio devo affrontare la Juve, meglio prima della finale. Ne abbiamo già piante troppe insieme e non voglia che la mia eventuale gioia sia condizionata dalle lacrime dei miei ex compagni e dei miei ex tifosi”.

L’addio alla Juve e alla Nazionale

Buffon fa poi il punto sui due recenti addii della sua carriera, in primis la conclusione del rapporto con la Vecchia Signora: “Io e la Juve abbiamo programmato insieme, da molto lontano, un percorso d’addio che ha chiuso il cerchio in modo perfetto. Andava chiuso lì. Anche se avessi saputo dell’arrivo di Cristiano Ronaldo non sarei rimasto.  Non aveva senso ritardare la decisione di un anno. Alla Juve non c’era più bisogno, ormai volava da sola. Avevo deciso di smettere con il calcio, ma mi sentivo ancora in grado di giocare. Poi è arrivata la chiamata del PSG. Ma con Agnelli l’addio non è stato ruvido: questa settimana ero in Italia e mi ha dato il permesso di allenarmi tre giorni alla Continassa”. Infine una parentesi sulla Nazionale: “Possibilità nulla di vestire ancora l’azzurro, dietro Donnarumma ci sono Perin, Sirigu, c’è Cragno e tornerà Meret. Ho dato disponibilità a Mancini, in caso di emergenza, ma non penso ci sarà bisogno. Sono state dette cose vergognose dopo la Svezia, che ero un imbucato, il vecchio che si aggrappa alla poltrona: Gigi Di Biagio mi telefona e mi dice che ha bisogno di me per le successive due amichevoli. Per amicizia e senso di responsabilità, ho detto di sì. La maglia azzurra che ho portato per 25 anni, gloriosa ed emozionante, merita rispetto. In Nazionale devono andarci sempre i migliori, a prescindere dall’età”.

 

 

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