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Lazio-Inter, l’ex dimenticato: il passato biancoceleste di Handanovic

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Nell’attesa degli ex De Vrij, Keita e Candreva tutti si sono dimenticati dello sloveno: così lui si è preso la scena all’Olimpico

Nei giorni precedenti alla sfida dell’Olimpico tra la Lazio e l’Inter si è parlato ampiamente degli ex-biancocelesti ora passati in nerazzurro che avrebbero potuto risultare determinanti ai fini della sfida. Si è immaginata la possibilità che Keita o Candreva potessero ritagliarsi uno spazio nell’undici titolare che poi pungere con il più classico dei gol dell’ex, così come ci si è soffermati a lungo sull’ultima partita di De Vrij con la società capitolina, avvenuta proprio contro l’Inter. Si è tornati a parlare del rigore concesso dall’olandese, del conflitto di interessi che avrebbe vissuto in quell’occasione, della scelta di Inzaghi di impiegarlo nonostante queste remore.

Eppure nello schieramento titolare nerazzurro non è partito nessuno dei tre, neanche lo stesso De Vrij, a cui è stato preferito Miranda. “Vista l’emotività del ragazzo, non c’era bisogno di farlo fischiare da tutto lo stadio“, ha detto Spalletti al termine della gara. Così dalla “gara degli ex” si è passati ad una senza ex. O almeno così hanno pensato in molti.

L’ex dimenticato

Nel 2006 il cartellino del 21enne Samir Handanovic apparteneva all’Udinese, che lo aveva però girato temporaneamente al Treviso. In Veneto però colleziona solo 3 gettoni, e allora a gennaio la Lazio ottiene uno scambio di prestiti tra il loro portiere Sereni e il giovane sloveno, che sarebbe stato il terzo alle spalle di Peruzzi e Ballotta fino a fine anno. Nell’ultima giornata di campionato Delio Rossi gli dà la soddisfazione di esordire in biancoceleste contro il Parma e lui, anche grazie ad un’imprecisione sul finale dell’allora minorenne Paponi, mantiene la propria porta imbattuta.

Abbastanza per meritare il riscatto da parte della società romana? Nient’affatto. “L’Udinese lo avrebbe ceduto a una cifra irrisoria rispetto al suo reale valore: fu un grande errore non acquistarlo“, ha detto solo lo scorso anno il suo ex-collega Ballotta. E così lo sloveno torna alla base, sfrutta il successivo prestito al Rimini e quando rientra all’Udinese esplode definitivamente. Nel 2012 l’Inter lo acquista per consegnargli l’eredità di Julio Cesar tra i pali del Meazza, lui si dimostra più all’altezza e non lascia più la porta della Beneamata.

La sua prestazione

Così ieri, senza i tanto attesi De Vrij, Candreva e Keita, era proprio Handanovic il solo ex-biancoceleste in campo all’Olimpico. Riversare però la retorica dell’ex dal dente avvelenato su un estremo difensore è piuttosto ambizioso, e così lo sloveno ha semplicemente messo in campo una prestazione maiuscola grazie alla quale quelle porte, che per un solo pomeriggio del maggio 2006 erano state le “sue”, sono rimaste inviolate ancora una volta. Proprio come in quel Lazio-Parma.

Al termine della gara Handanovic ha contato quattro parate e una presa alta (dati whoscored), ma non solo. Il classe ’84 ha infatti anche partecipato attivamente al possesso difensivo della sua squadra al punto di raggiungere una percentuale di possesso del 4,5% rispetto a quello complessivo della sua squadra (vicino al 60%), ovvero una fetta simile a quella di giocatori come Vecino (4,9%) e ben maggiore a quella di Perisic (3,1%) e ovviamente Icardi (1,7%). Per fare un paragone, il suo collega Strakosha ha una percentuale inferiore al 3%, con un indice di efficacia dei passaggi effettuati pari al 62%. Anche in questo l’87% di Handanovic gli è decisamente superiore.

Pillola di fanta

All’asta del fantacalcio chi punta su un top in porta si aspetta un rendimento ben migliore di quello tenuto dagli estremi difensori delle medio-piccole. Ebbene quest’anno il solo a rispettare questa aspettativa è proprio Handanovic, che a 5,65 guida la classifica per fantamedia tra i portieri con almeno 5 presenze. Szczesny è quarto a 5,27, Olsen nono a 4,75, Donnarumma addirittura quattordicesimo con un voto intero in meno del suo collega nerazzurro.

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