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Calcio estero

Liverpool, Alisson col cuore in mano: “Prima di lasciare Roma ho pianto tanto”

L’ex portiere giallorosso si racconta in una lunga intervista: dall’addio alla Capitale alla nuova avventura coi Reds, fino al Napoli prossimo avversario in Champions League

Sembra ieri, e invece sono già passati mesi da quanto Alisson Becker ha lasciato la Roma per il Liverpool e la Premier League per diventare il portiere più pagato della storia del calcio. Il portiere brasiliano è da tempo considerato uno dei migliori al mondo nel suo ruolo, e i Reds sono riusciti ad aggiudicarselo in estate. Il ragazzo – che oggi compie 26 anni – non ha comunque mai nascosto il suo amore incondizionato verso la Capitale. Quando ho lasciato Roma ho pianto tanto insieme a mia moglie. Ho passato due anni stupendi, stavo benissimo in quella città. Il mio posto preferito era il Colosseo, perché lì si respira aria di storia. A Roma è nata mia figlia, e per un attimo ho pensato anche di rimanerci a vita. Ho però dovuto fare una scelta professionale, il Liverpool mi ha voluto fortemente e la Roma ha così incassato una grossa cifra – esordisce Alisson ai microfoni della “Gazzetta dello Sport”, che poi continua – Roma mi rimarrà sempre nel cuore. Sono contento abbia vinto il derby, conta tantissimo. Normale che l’inizio sia stato dura, sono arrivati diversi giocatori nuovi. Quando però tutti capiranno cosa vuole Di Francesco, allora arriveranno i risultati sperati. Ora però penso al Liverpool, perché gioco nel campionato più bello del mondo. A convincermi ovviamente è stato Klopp, che mi ha chiamato diverse volte spiegandomi il suo progetto. Io stravedo per lui fin dai tempi di Dortmund, mi piace come dice le cose: è una persona molto intelligente e di grande carattere”.

L’estremo difensore brasiliano si sofferma quindi sulla sua nuova avventura in Premier League. “La Curva Sud quando piena è spettacolare, ma la Kop ti è davvero vicinissima. Il campionato inglese non è così diverso da quello italiano, ma di sicuro è più intenso. E poi anche le piccole squadre spendono cifre importanti per i grandi giocatori, in Serie A questo non succede: ecco perché vince sempre la Juventus. Una grande differenza invece sono i campi: in Inghilterra sono sempre perfetti. Qui a Liverpool abbiamo tutto per vincere: io vorrei sollevare tutti i trofei uno dopo l’altro. In campionato le nostre rivali principali sono Manchester City e Chelsea, mentre in Champions League può succedere di tutto. La Juventus è sicuramente più forte con l’arrivo di Ronaldo: lo ammiro molto. Domani giochiamo a Napoli, mi è sempre piaciuto il pubblico del San Paolo. La loro forza è il gruppo: sarà una partita molto difficile – spiega Alisson, che infine conclude su sé stesso – In Inghilterra mi considerano un portiere-libero. Mi piace perché ho sempre giocato così, Klopp mi ha preso anche per questo. Dopo il mio errore contro il Leicester si è messo a scherzare in spogliatoio. Io devo ringraziare i miei genitori per il talento, ma senza il lavoro non si va da nessuna parte. Credo di essere uno dei migliori al mondo, ma ci sono anche De Gea, Oblak e ter Stegen. Buffon? Il mio idolo, un modello fin da quando ero piccolo. I portieri brasiliani? Taffarel, Dida e Julio Cesar sono stati dei grandissimi, io cerco solo di essere me stesso apprendendo il meglio da loro”.

Pillola di Fanta

Alisson è rimasto 2 anni alla Roma. Dopo aver fatto il secondo di Szczesny, l’anno scorso ha ottenuto il ruolo di portiere titolare. Ed ha subito dimostrato le sue immense doti. Oltre al tuffo e alla reattività, il portiere brasiliano gioca meravigliosamente – a volta anche troppo – con i piedi. Nell’ultima stagione con la maglia giallorossa, il classe 1992 ha totalizzato – fra tutte le competizioni – 49 presenze, incassando 47 gol: in ben 22 occasioni, però, è riuscito a mantenere la sua porta inviolata. SUPERMAN

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