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Serie A

Napoli, Hamsik: “Sono un centrocampista offensivo. La Juve non è invincibile”

Dal ritiro della Slovacchia ha parlato il capitano del Napoli Marek Hamsik: dalla sfida scudetto contro la Juventus al ruolo in campo, diversi gli argomenti trattati

Impegnato con la Slovacchia durante questa sosta nazionali, Marek Hamsik continua però a pensare alla Serie A e al suo Napoli. Proprio dal ritiro della nazionale slovacca, il capitano dei partenopei ha parlato di diversi argomenti: dal campionato alla sfida con la Juventus, passando per posizione preferita in campo e Champions League. Si parte proprio dalla Serie A, con la Juventus che è sempre la più forte ma non è invincibile: “Il campionato italiano è tra i migliori al mondo. Non c’è solo la Juve, ci sono altre squadre forti come la Roma, le due milanesi, è un torneo equilibrato anche se la Juve si è rinforzata. I bianconeri non sono invincibili, si può lottare e da qui alla fine mancano tante partite, speriamo di raggiungerli“.

Rispetto a Sarri, ed in generale agli allenatori precedenti, Ancelotti fa giocare Hamsik qualche metro più indietro: “Sono un centrocampista offensivo, da una vita sono abituato a segnare, e giocare piu’ dietro è una novità per me. Ma sono un calciatore a cui piace tenere la palla per cui non vedo dov’è il problema“.

In Champions dopo un passo falo è arrivata una vittoria importante, e adesso arriverà una sfida impegnativa: “Il Liverpool è una squadra incredibilmente forte in attacco e noi non abbiamo concesso nemmeno un tiro in porta, è stata una grande prestazione. Purtroppo nella prima partita non siamo riusciti a vincere a Belgrado e questi due punti persi potrebbero pesare alla fine. Nella prossima giornata affronteremo il Psg che, come il Liverpool, ha un grande potenziale offensivo. Ma sappiamo contro chi giochiamo e cosa dobbiamo fare e prima avremo altre gare a cui pensare“.

Pillola di Fanta

Un po’ come accaduto lo scorso anno con Sarri in panchina, Marek Hamsik in questa prima parte di stagione sta trovando un minutaggio leggermente ridotto. In sette presenze totali (tra Serie A e Champions League), il capitano degli azzurri non è inoltre riuscito a portare a casa nemmeno un bonus. Lo scorso anno, dopo otto giornate di campionato, era già a quota un gol e un assist. CALO

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