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Perché si perché no

Perché sì e perché no: il ritorno di Ibrahimovic può fare bene al Milan?

Zlatan-Ibrahimovic-Milan

Dall’ambiente rossonero è trapelata una pazza idea di calciomercato: riportare lo svedese a Milano a gennaio. Può essere utile per la causa milanista?

In mattinata, ha fatto parecchio scalpore l’indiscrezione trapelata dall’ambiente Milan in ottica calciomercato. In casa rossonera, infatti, si sarebbe fatto un nome di primissimo piano per puntellare l’attacco a gennaio: si tratta di Zlatan Ibrahimovic, attualmente sotto contratto con i Los Angeles Galaxy. L’affare si svilupperebbe sul “modello Beckham” di qualche anno fa: prestito per sei mesi, in concomitanza della pausa per il campionato americano. Ma la domanda che tutti i tifosi rossoneri – e non solo – si pongono è: il ritorno di Ibra potrebbe veramente fare bene al Milan?

Perché sì

La risposta è molto semplice: perchè si parla di Zlatan Ibrahimovic. Nonostante l’età, lo svedese rimane un fuoriclasse unico nel suo genere e ha ancora in serbo tante giocate straordinarie. Basti vedere il gol segnato meno di un mese fa contro il Toronto di Giovinco, il numero 500 della sua fenomenale carriera.

L’acquisto di Ibra potenzierebbe vertiginosamente il tasso tecnico della squadra, senza calcolare il ritorno anche in termini di carisma: parliamo di un vincente e di un vero e proprio trascinatore, che può solo aiutare a crescere una formazione giovane come quella rossonera. Lo svedese darebbe poi un’alternativa in più in avanti a Gattuso, che avrebbe sufficienti opzioni per provare anche un attacco a due. Infine, si tratterebbe di un colpo molto importante dal punto di vista mediatico, ad un costo relativamente ridotto: sono lontani i giorni dell’Ibra paperone con un ingaggio faraonico, a Los Angeles si “accontenta” di poco più di un milione all’anno.

Perché no

Anche in questo caso la risposta è abbastanza evidente: il valore di Ibrahimovic è indiscutibile, ma è anche vero che si tratta di un giocatore che ha compiuto oggi 37 anni. Le giocate sono certamente spettacolari, però vanno contestualizzate in un campionato dai ritmi decisamente più blandi di quello italiano. Inoltre, bisogna valutare anche la questione dello spazio da dedicargli: fatta eccezione per l’emergenza infortuni di questi ultimi giorni, il Milan è già sufficientemente coperto in avanti per giocare a una punta. L’eventuale innesto di un nuovo attaccante andrebbe valutato nell’ottica di un passaggio ad un reparto a due. Ibra, però, sarebbe compatibile con i giocatori già presenti in rosa? Molto probabilmente non con Higuain: entrambi amano molto giocare da registi del reparto offensivo, attraendo a sé tanti palloni, e rischierebbero di pestarsi i piedi. Più semplice sarebbe forse assortire un tandem con Cutrone, ma ciò comporterebbe lasciar fuori il Pipita, colpo da novanta del mercato estivo e giocatore più pagato dell’intera rosa.

 

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