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Polonia-Italia, Bonucci: “Gara da dentro o fuori. Barella è già un leader”

Il difensore dell’Italia ha parlato della sfida di Nations League contro la Polonia, elogiando Bernardeschi e Barella e tornando su Ventura

Tra due giorni l’Italia sfiderà la Polonia per la quarta giornata di Nations League. Il difensore degli azzurri Bonucci è intervenuto in conferenza stampa per parlare della sfida di domenica, ma non solo. Il centrale ha iniziato parlando delle difficoltà della Nazionale: “Contro l’Ucraina si è vista una squadra propositiva, poi certamente non si può ignorare il problema del gol: bisogna fare male negli ultimi 20 metri, non accontentarsi di esserci arrivati. Il miglior marcatore con l’Italia credo sia Riva con 35 gol, è una dimostrazione che vestire questa maglia non sia affatto semplice”.

Il difensore prosegue: “Mancini non è troppo ossessivo, ma ci chiede molto. Prendere sempre gol è un problema: è un dato che ci deve far riflettere, anche se poi contro l’Ucraina abbiamo subito due tiri. L’altezza media un po’ bassa è forse un contro nei calci piazzati, ma nel possesso la qualità fa divertire. Certo è che i giovani oggi soffrono un po’, dobbiamo essere noi più esperti ad insegnare il valore della maglia”.

Sulla Nations League: “I tre punti danno uno stimolo diverso rispetto alle amichevoli, è un torneo che mi piace. Domenica è una gara quasi da dentro o fuori, retrocedere complicherebbe qualcosa nell’ottica di Euro 2020. Contro la Polonia dovremo stare attenti a non concedere spazi, hanno grandi attaccanti”.

Bonucci tratta poi il tema Juventus: “Ho visto Ronaldo sereno, sono vicende personali. Un ragazzo di 33 anni che ha vinto tutto e continua a lavorare: ti stimola a dare sempre il massimo. Bernardeschi sta vivendo una crescita impressionante, è sempre più maturo”. Non mancano gli elogi anche ad un altro giovane, Barella: “Trascina da solo il Cagliari, è già un leader. Credo sarà uno dei pilastri nel futuro”.

Su Ventura: “Credo sia importante per lui, gli auguro un bocca al lupo. Dopo la Svezia è stato fatto un gioco al massacro, lui ha le sue colpe come noi giocatori”.

Infine, sul tema presidente federale: “Io ho a cuore la Viterbese, che all’11 ottobre non ha ancora giocato una partita. Credo sia una situazione non normale, il calcio deve ripartire, serve una riforma limpida che migliori il panorama. L’anno scorso abbiamo vissuto un punto zero, ora però siamo messi ancora peggio”.

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