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Polonia-Italia, Mancini e Chiellini: “Partita importante, ma non una finale”

Roberto-Mancini-Italia

Il ct e il capitano azzurro sono intervenuti in conferenza stampa alla vigilia della sfida di Nations League contro la Polonia

Dopo il pareggio ottenuto in amichevole contro l’Ucraina, la Nazionale di Roberto Mancini è ora attesa da una sfida più importante come quella di Nations League contro la Polonia delle tantissime conoscenze della nostra Serie A. Alla vigilia della gara hanno parlato in conferenza stampa il commisario tecnico e il capitano Giorgio Chiellini.

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Le parole di Mancini

Sulla Polonia: “Al momento loro hanno qualcosa in più. Sono un’ottima squadra, con giocatori di talento: non sarà una partita semplice però ce la possiamo giocare bene“.

Sugli Europei: “Il nostro percorso è iniziato a maggio, il Portogallo al momento è un po’ più avanti di noi ed è giustamente in testa. Probabilmente ci giochiamo il secondo turno con la Polonia. Gli Europei sono lontani, stiamo facendo delle prove, arriveremo a quell’appuntamento con le idee chiare dopo aver trovato il giusto assetto“.

Sulla formazione: “Un mese fa i giocatori non erano ancora al massimo della condizione e c’era anche il pericolo di infortuni giocando due gare ravvicinate. Avevo poi bisogno di vedere i ragazzi un po’ più giovani in una gara difficile perché dobbiamo pensare a domani. Oggi i giocatori sono più avanti con la condizione, stanno meglio, abbiamo avuto dei calciatori che la volta scorsa non c’erano, sono andati bene e proviamo andare avanti con questi“.

Sui cambiamenti nel calcio italiano: “Ho iniziato questo percorso e il primo obiettivo sono i campionati d’Europa. Sto benissimo con chi c’è adesso in Figc ed è sempre stato tutto perfetto, quel che accadrà troppo ci riguarda ma neanche troppo direttamente perché il nostro lavoro è sul campo. Le altre cose non mi interessano neanche tanto: quando ci sarà un nuovo presidente, ci vedremo e sarà tutto abbastanza normale“.

Sul ruolo di attaccante: “Un centravanti è importante in una squadra, ma si può giocare anche con giocatori offensivi di movimento che non sono centravanti di ruolo e si trovano in maniera perfetta come è successo al Napoli. Ho detto che nel calcio per vincere bisogna fare gol. Per vincere serve un centravanti che fa gol, poi servono delle soluzioni e vanno cercate. Siamo andati molto bene per 60 minuti contro l’Ucraina, poi abbiamo cambiato. Dobbiamo cercare di continuare sulla nostra strada. A qualsiasi squadra serve un centravanti, ma noi possiamo fare bene anche senza. Non si construisce una grande squadra in cinque partite. È una partita importante, bella da giocare con lo stadio pieno. Noi cercheremo di vincere ovviamente“.

Sull’eventualità di una sconfitta: “Cosa cambia se dovessimo perdere? Io credo che andrà bene e se non andrà bene non sarà la fine. Cosa cambia se perdiamo? Mica non giochiamo più o non andiamo agli Europei. Questa Nations League è stata fatta per dare un po’ più di importanza alle amichevoli. Non ci sono drammi: noi cercheremo di vincere, di migliorare come squadra ma non cambia assolutamente niente“.

Su Verratti: “Ha fatto una buona gara contro l’Ucraina, la seconda che giocava con Jorginho. Non credo abbia il 100% della condizione, ma credo possa giocare“.

Le parole di Chiellini

Sul suo ruolo in squadra: “Se mi sento fondamentale? Sono abituato a vivere alla giornata, sempre con grande entusiasmo. Oltre a me, non dimentichiamoci che ci sono tanti ragazzi bravi. Ci stiamo conoscendo sempre di più e non mi sento indispensabile, ma nemmeno un problema. Sono importante come gli altri 26-27 giocatori in rosa. Poi quel che sarà sarà, se per un mese, sei mesi o due anni si vedrà“.

Sull’importanza della gara di domani: “No, non è una finale. Semmai uno spareggio, che ci darebbe una spinta importante per l’Europeo. La strada però è ancora lunga, a prescindere da domani“.

Sull’amichevole contro l’Ucraina: “Abbiamo giocato bene ed è stato piacevole, sicuramente c’è rammarico perché avremmo meritato almeno due gol“.

Sul momento del calcio italiano: “Non sono abituato ad esprimere giudizi su cosa sta accadendo nel nostro calcio. E non penso nemmeno che questo sia il momento adatto per parlarne


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