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Serie A, non a tutti si può rinunciare: la top 11 degli stakanovisti

Questi i calciatori che fin qui hanno giocato di più in Serie A: i migliori 11 del campionato italiano con il maggior minutaggio

Con il passare del tempo, il calcio è cambiato sempre di più. Mentre fino a qualche anno fa si “scendeva in campo in 11”, adesso non è più possibile. Come più volte ribadito da Allegri, adesso “si gioca in 14”. I giocatori titolari sono fondamentali, ma sono spesso i 3 ragazzi che subentrano dalla panchina a cambiare in modo decisivo le sorti di una gara. Lo stesso allenatore della Juventus lo ha ripetutamente dimostrato in campionato, ruotando in maniera costante i suoi uomini e – soprattutto – mantenendo sempre un asso nella manica da giocarsi a partita in corso. In ogni caso, ogni tecnico ha i suoi fedelissimi, quegli stakanovisti a cui non può proprio rinunciare, indipendentemente dall’importanza del match. Ecco quindi la top 11 dei calciatori che hanno fin qui giocato tutti i 720 minuti – cioè le prime 8 gare – nel campionato di Serie A.

Samir Handanovic

Il portiere dell’Inter ha giocato sempre fino a qui, ed è stato spesso determinante. Handanovic ha subito 6 gol in 8 gare, mantenendo però in ben 3 occasioni la sua porta inviolata. Lo sloveno è uno dei protagonisti della rinascita nerazzurra dopo la sconfitta casalinga con il Parma. Insieme a lui, però, ci sono altri colleghi avversari ad aver disputato tutti i 720 minuti a disposizione: Strakosha, Cragno, Skorupski, Sirigu, Sportiello, Consigli, Scuffet, Audero, Gomis, Olsen, Sepe, Terraciano. A questi si aggiunge anche Donnarumma, che ha sempre giocato ma con una partita in meno: il Milan deve infatti ancora recuperare la 1^ giornata contro il Genoa, ecco quindi che Gigio conta “solo” 630 minuti in campo.

Kalidou Koulibaly

Il difensore del Napoli è il vero pilastro della squadra di Ancelotti: è letteralmente impossibile rinunciare a lui. Carletto spera infatti che il problema muscolare che lo costretto ad abbandonare il ritiro del Senegal in questi giorni, sia solo un leggero fastidio. Il ragazzo non ha ancora segnato in queste prime 8 partite, ma è probabilmente solo una questione di tempo. La sua presenza in area è fondamentale: grazie alla sua fisicità, velocità e leadership, il Napoli rischia davvero poco.

Nikola Milenkovic

Il difensore della Fiorentina è cresciuto tantissimo nell’ultima stagione, acquisendo grande personalità. Pioli lo utilizza principalmente da terzino destro, lasciando Biraghi libero di alzarsi maggiormente a sinistra e trasformando così il serbo nel terzo centrale di difesa. Il classe 1997 ha regalato fin qui prestazioni di alto livello, impreziosite da 2 gol: il primo – fantastico – da fuori contro il Chievo all’esordio, il secondo contro la Spal per chiudere la partita. Insieme a Milenkovic, però, sono da segnalare anche i suoi compagni nella Fiorentina, scesi in campo anch’essi per 720 minuti: Vitor Hugo e German Pezzella.

Francesco Acerbi

Il difensore centrale della Lazio è stato la scoperta di Inzaghi. L’ex Sassuolo ha sostituito alla grande De Vrij, ed è l’unico in rosa a non aver mai riposato. Non una novità per Acerbi, considerato da tempo un vero e proprio “highlander”. Acerbi gioca come libero nella difesa a 3 biancoceleste, e le sue caratteristiche – qualità e leadership – lo rendono unico. Il ragazzo si è tolto la soddisfazione di segnare anche con questa maglia: lo 0-1 contro l’Udinese. A lui sono da aggiungere N’Koulou del Torino, Samir, Stryger Larsen e Troost-Ekong dell’Udinese, Silvestre e Di Lorenzo dell’Empoli, e Andersen della Sampdoria. Infine, rientrano in questa selezione anche Biraschi e Criscito del Genoa, che avendo disputato 7 partite hanno totalizzato 630 minuti anziché 720.

Gian Marco Ferrari

Il centrale del Sassuolo è una delle più belle sorprese di questa stagione per l’ambiente neroverde. Il ragazzo ha sostituito a tutti gli effetti Acerbi, e non lo sta facendo rimpiangere sotto nessun punto di vista. A volte pecca un po’ di inesperienza e superficialità, ma le sue capacità sono indubbie. Arrivato in estate dalla Sampdoria, il classe 1992 ha già messo a segno 2 gol. Insieme a lui, non sono da dimenticare altri ragazzi “emiliani” fin qui sempre presenti: Riccardo Gagliolo e Bruno Alves del Parma, e Danilo del Bologna.

Nicolò Barella

Il centrocampista del Cagliari è finalmente esploso. Già l’anno scorso aveva fatto vedere cose molto interessanti; quest’anno si è affermato definitivamente. E la convocazione in Nazionale da parte di Mancini ne è la prova. Barella può giocare in tutti i ruoli di centrocampo: dalla mezzala destra alla mezzala sinistra, dal regista al trequartista. Il ragazzo ha grande talento, e Maran lo sa bene: non ha infatti rinunciato al giovane nemmeno per un secondo. Il classe 1997 ha anche già segnato una rete in stagione.

Seko Fofana

Il centrocampista dell’Udinese è fin da subito uno dei punti fermi del 4-3-3 di Velazquez. Il tecnico ha i suoi fedelissimi, e l’ivoriano ne fa ampiamente parte. Il suo dinamismo e la sua fisicità in mezzo al campo sono utilissimi per il modo di giocare – incentrato sulla qualità – della squadra friulana. Fofana è anche andato a segno all’esordio contro il Parma, e la partita dopo ha fornito un assist.

Blerim Dzemaili

Il centrocampista del Bologna è l’anima dei rossoblu. Diventato capitano, Inzaghi si affida perennemente a lui. Il ragazzo fa la mezzala, ma con compiti maggiormente offensivi. Dzemaili ha infatti un ottimo piede e, anche se fino ad ora non ha ancora punto, quando arriva nei pressi dell’area avversaria può fare molto male. Lo svizzero è tornato a Bologna per amore della squadra e dei tifosi, e il tecnico lo sa bene. Anche quando non rende al meglio, la carica emotiva che dà Dzemaili non ha eguali. Al centrocampista rossoblu sono da aggiungere Stulac del Parma, Radovanovic del Chievo e Chibsah del Frosinone, tutti e tre scesi in campo per 720 minuti su 720.

Cristiano Ronaldo

Il fenomeno della Juventus è arrivato per vincere la Champions League e, a detta di molti, Allegri lo risparmierà in campionato. Per il momento, però, le cose non sono andate così. Complici anche infortuni e squalifiche, Cristiano Ronaldo non ha perso un secondo della Vecchia Signora in Serie A. Il Pallone d’Oro in carica è infatti sempre stato in campo, in tutte e 8 le vittorie bianconere, dal primo minuto all’esordio al Bentegodi contro il Chievo all’ultimo a gara conclusa alla Dacia Arena contro l’Udinese. L’ex Real Madrid ha infatti già messo in cantiere 4 gol e 5 assist. Insomma, se Ronaldo sta bene, Ronaldo gioca.

Andrea Belotti

Il “Gallo” Belotti è l’uomo da cui Mazzarri ha deciso di ripartire per il suo Torino. Dopo la stagione fallimentare dell’anno scorso, il tecnico lo ha spronato e convinto a restare in granata con la mentalità giusta. Il compagno di reparto è cambiato spesso – prima Iago Falque e dopo Zaza – ma il capitano è sempre rimasto al suo posto. Anche per l’assenza delle coppe europee, Belotti ha giocato tutti i 720 minuti. Sono 2 fin qui le rete messe a segno dal numero 9.

Francesco Caputo

Arrivato dalla Serie B, Caputo è ancora la punta di diamante del suo Empoli. Il centravanti non si è fatto spaventare dal massimo campionato italiano, ed ha già realizzato 3 gol in 8 gare. Con La Gumina affianco, Caputo riesce ad esprimersi al meglio. La sua velocità e la sua cattiveria sotto porta – incentivata dagli assist di Zajc – lo rendono un giocatore insostituibile per Andreazzoli. In realtà, a lui si dovrebbero aggiungere anche due ragazzi – non esattamente gli ultimi arrivati – che, avendo giocato una partita in meno, hanno fatto registrare 630 minuti. Il primo è Suso, sicuramente più decisivo dell’attaccante dell’Empoli: lo spagnolo è la luce del Milan, poiché ha già realizzato 2 gol e 6 assist. Il secondo è Piatek, capocannoniere del campionato e del suo Genoa con ben 9 reti in 7 gare.

La top 11 degli stakanovisti (4-3-3)

Handanovic; Milenkovic, Koulibaly, Acerbi, Ferrari; Barella, Fofana, Dzemaili; Ronaldo, Belotti, Caputo

 

 

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