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A tutto Benitez: “Napoli nel mio cuore. All’Inter mi nascosero i problemi”

A tutto Benitez: “Napoli nel mio cuore. All’Inter mi nascosero i problemi”
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Il tecnico del Newcastle parla delle sue due esperienze italiane ricordando i trionfi, i giocatori migliori ma anche gli addii e qualche dispiacere

Alla terza stagione sulla panchina del Newcastle, Rafa Benitez può vantarsi di aver riportato alla prima occasione i Magpies in Premier League ed aver poi centrato una salvezza tranquilla (10^ posto, a metà classifica esatta) lo scorso anno. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il tecnico iberico è però tornato a parlare delle due esperienze italiane alla guida di Inter e Napoli, dissotterrando ricordi positivi come i trofei e i migliori calciatori allenati ma anche negative come gli addii o quei problemi col Fair Play Finanziario nascostigli dai nerazzurri fino alla fine della sessione calciomercato.

Le parole di Benitez

Sul Napoli: “Ho un grande ricordo di quei due anni bellissimi: Napoli è rimasta nel mio cuore. Abbiamo vinto due titoli, ma soprattutto è stato un gruppo di grandi giocatori, ben assortito. Mazzarri aveva fatto un buon lavoro, la squadra girava. Però l'arrivo di giocatori come Albiol, Callejon e Mertens ha aiutato i più giovani al salto di qualità. E Reina merita una citazione a parte per il suo contributo in campo e nello spogliatoio“.

Sui singoli: “Convincere Higuain fu semplicissimo. Avevamo già preso tutti gli stranieri più in gamba e Gonzalo si è subito fidato. Penso non se ne sia mai pentito. Koulibaly ora è uno dei migliori difensori al mondo. È già al livello dei più quotati in Premier, può migliorare ancora. Per me un difensore centrale dà il meglio di sé tra i 28 e i 32 anni. Insigne ha imparato tanto nel tempo. Già allora spiccava per velocità, abilità tecnica e resistenza fisica. E poi è un bravo ragazzo. Come Jorginho, anche lui è cresciuto tanto“.

Sul Napoli attuale: “Può arrivare in fondo, su tutti i fronti“.

Sull'addio ai partenopei: “Il presidente De Laurentiis mi aveva offerto un contratto pluriennale, ma le mie due figlie erano piccole e ho dato priorità alla famiglia che voleva tornare in Inghilterra o Spagna“.

Sull'Inter e Moratti: “Alla fine insieme abbiamo vinto due titoli ed è la priorità per chi fa questo lavoro: vincere con i giocatori che abbiamo a disposizione. Moratti resta un signore, innamorato della sua Inter anche se forse un po' troppo emotivo. Per i suoi giocatori dava tutto, poi bastava un risultato storto e s'innervosiva. Arrivammo a Brema già promossi in Champions e decisi di schierare i giovani per risparmiare i titolari in vista del Mondiale per club. Lo avvisai e fu d'accordo. Ma perdemmo e si lamentò con la stampa. Quando arrivai c'era il problema del Fair Play Finanziario, ma lo seppi a mercato chiuso. Peccato perché con Branca, Ausilio e il presidente avevamo stilato un bel programma triennale. Volevamo puntare su tre giocatori di peso. poi si era concordato di acquistare tre italiani con meno di 25 anni e altri tre under 21 di prospettiva importante. Avevamo visto i dati della stagione precedente. In rosa c'erano 15 giocatori con più di 30 anni e un'alta percentuale di infortuni. Per aprire un nuovo ciclo era fondamentale puntare gradualmente sui giovani. Ad esempio lanciai subito Coutinho. Fu un bel colpo di mercato, si vedeva che aveva i numeri. Se un calciatore ha qualità deve giocare: non bisogna guardare la sua carta d'identità“.

Sul suo addio al nerazzurro: “Non è vero che andai via perché vinse la vecchia guardia. Ebbi l'appoggio del nucleo storico: Zanetti, Cordoba, Milito, Samuel, Cambiasso e dello stesso Eto'o che con me fece 18 gol. Peccato non aver avuto il tempo per andare oltre le due vittorie nelle coppe. Diciamo che forse papà Moratti non se l'è sentita di staccarsi dai suoi pupilli. Ma ormai è andata in quella maniera. L'importante è che ora l'Inter sia tornata competitiva“.

Sull'Inter attuale: “Per vincere le manca che la Juve sbagli qualcosa. Ora sono una super-potenza: è molto più difficile scalzarli“.

Sulla Serie A: “È migliorata. Insieme alla Juve sono cresciute pure le altre. Dal punto di vista tattico resta il campionato più difficile. La Liga è a metà strada perché in Spagna non c'è un calcio forsennato come in Premier e si cura la manovra più che in Italia. Vi manca solo un po' ci pazienza. Tornerete presto al top. Il calciatore italiano in media ha più nozioni, ma è meno spensierato. Non è un problema di qualità“.

Sulla Nazionale italiana: “Intorno a Bonucci e Chiellini sta nascendo un bel gruppo. A me piace molto Verratti, con Insigne e Jorginho può aiutare i giovani a crescere in fretta. Chiesa ha tutto per eccellere, ma avete anche dei ragazzi giovanissimi molto interessanti: in particolare Tonali e Kean. Di loro mi ha parlato molto bene il mio amico Filippo Fusco. È un bel segnale che Mancini li abbia convocati in Nazionale“.

Su un futuro in Italia: “Ho ancora voglia di lottare per vincere dei titoli e alzare trofei, di competere ai massimi livelli, E la Serie A italiana è uno dei campionati più importanti del mondo. Inoltre ho il vantaggio di parlare la lingua, di conoscere e ammirare la cultura italiana. questo aiuta. Quindi non si sa mai in futuro cosa potrà accadere“.

Pillola di fanta

Una supercoppa italiana con l'Inter e una con il Napoli, poi un Mondiale per club in nerazzurro e una Coppa Italia coi partenopei. Rafa Benitez ha vinto due volte la Liga col suo Valencia e una la Premier con il Liverpool, ma mai la Serie A nelle sue due esperienze italiane. Che possa esser questo lo stimolo per tornare a guidare nel prossimo futuro una big del belpaese? VOGLIA DI SCUDETTO


Giovanni Rosati

Appassionato di calcio e scrittura sportiva, abituale del calciotto del venerdì sera e presidente di FantaLega impegnato ogni anno in tre diversi fantacalci (perché basta vincerne uno per potersi definire "campione", no?). Poi anche giornalista pubblicista, laureato e tutto il resto.

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2 AC Milan

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3 Juventus

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4 Atalanta

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37 21 6 10 31 69
5 Bologna

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38 18 14 6 22 68
6 Roma

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38 18 9 11 19 63
7 Lazio

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38 18 7 13 10 61
8 Fiorentina

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37 16 9 12 14 57
9 Torino

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10 Napoli

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38 13 14 11 7 53
11 Genoa

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12 Monza

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38 11 12 15 -12 45
13 Verona

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38 9 11 18 -13 38
14 Lecce

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38 8 14 16 -22 38
15 Udinese

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38 6 19 13 -16 37
16 Cagliari

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38 8 12 18 -26 36
17 Empoli

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38 9 9 20 -25 36
18 Frosinone

Frosinone

38 8 11 19 -25 35
19 Sassuolo

Sassuolo

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20 Salernitana

Salernitana

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