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Fantameteore – Lord Nicklas Bendtner e quell’insano rapporto con i tassisti

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L'incredibile epopea dell'attaccante danese, transitato anche alla Juventus. Leggendario per le sue bravate, tanto da guadagnarsi il titolo di “Lord”

A Torino, sponda bianconera, in questi anni sono passati tantissimi fuoriclasse. Giocatori che si sono affermati come top nel loro ruolo a livello mondiale. Eppure, questa età d'oro della Juventus non si è costruita da sola. È passata per anni di esperimenti e, perché no, anche fallimenti, Tra questi, c'è chi è passato inosservato e chi invece ha fatto di tutto per essere notato. Rientra perfettamente nella seconda categoria Nicklas Bendtner, il “colpo” in attacco dell'estate 2012 targato Marotta e Paratici. Pochissime emozioni in campo, compensate da una vita notturna da top player. Due opposti che gli valgono il sarcastico titolo di “Lord“- Ripercorriamo con Fantameteore la leggendaria storia di uno dei personaggi più sregolati del calcio moderno.

Gli esordi: Arsenal, un gunner dalle polveri bagnate?

Il perticone biondo che non abbiamo mai imparato ad apprezzare in Italia si affaccia al grande calcio nientepopodimeno che con la maglia dell'Arsenal. Nel 2004 il sedicenne Bendtner approda a Londra come punta di diamante del vivaio della squadra campione d'Inghilterra in carica. Effettivamente, il danese sembra uno dei talenti più cristallini del calcio d'oltremanica: il tandem con Arturo Lupoli (!) mette a ferro e fuoco i campionati giovanili inglesi, sfornando caterve di gol. L'esordio tra i grandi di Bendtner arriva a soli 17 anni. Nel 2006 si trasferisce in prestito al Birmingham, nella serie B inglese, contribuendo attivamente al suo ritorno nella massima categoria e consacrandosi come grandissimo prospetto. Wenger decide di puntare forte su di lui al suo ritorno e rifiuta ogni altro prestito. Con i Gunners Bendtner giocherà tante partite, ma sempre all'ombra del duo titolare Van Persie-Adebayor. Proprio il togolese è al centro di una delle prime controversie del giovane Bendtner: durante un derby contro il Tottenham, sul 5-1 per gli Spurs si accende un diverbio tra i due attaccanti, che culmina in un violento scontro fisico e naso rotto per il danese. Nicklas gioca quattro anni con la maglia dell'Arsenal, raccogliendo un tutto sommato discreto bottino di 157 presenze e 45 gol. Ma è fuori dal campo che comincia a dare il meglio di se: distrugge la sua Aston Martin in un incidente – anche se pare che non fosse sotto effetto di alcolici e sostanze stupefacenti nell'occasione – e inizia a frequentare i festini più trasgressivi della Londra notturna.

Il prestito alla Juventus: un Lord non ha bisogno di gol

Bendtner chiede sempre più spazio, e nel 2011 l'Arsenal decide di girarlo in prestito per valorizzare il suo talento. La destinazione è il Sunderland, dove il danese riesce ad esprimersi ad ottimi livelli. Il suo rendimento in campo è però offuscato dalle sue prodezze extracalcistiche: risale a queste date la sua prima esperienza in carcere. Nicklas viene arrestato insieme al compagno di squadra Cattermole per aver danneggiato senza alcun motivo apparente diverse macchine nei parcheggi vicini allo stadio. Con questo magico curriculum e con più di qualche chilo di troppo, Lord Bendtner si presenta alla Juventus. Marotta, infatti, vede in lui la pedina perfetta per completare l'attacco a disposizione di Conte e riesce a strappare un prestito dai Gunners. Il tecnico bianconero, però, avrà il suo bel da fare per riportare il centravanti danese in uno stato di forma consono ad un calciatore professionista. L'esordio arriva solo a fine settembre, ma i tifosi della Juventus capiscono ben presto di non essersi persi proprio nulla. La stagione di Nicklas si assesterà su livelli tragicomici: l'infortunio non basta a giustificare il miserrimo bottino di 11 presenze e zero reti. In compenso, riesce a raggiungere un altro straordinario traguardo personale: il ritiro della patente per tre anni, dopo essere stato colto alla guida in contromano e in evidente stato di ebbrezza. Ciò nonostante, Bendtner riesce a chiudere la parentesi alla Juventus festeggiando lo scudetto. Ovviamente, alla sua maniera:

Cosa è successo dopo?

Semplice: Lord Bendtner continua a cazzeggiare in giro per l'Europa. Rientrato all'Arsenal trascorre la stagione 2013/14 ai margini delle cronache sportive, ma sulle prime pagine di tutti i tabloid inglesi. Le sole 9 presenze in campo vengono infatti compensate dal primo disguido con un tassista. Approfittando della mancata convocazione per una trasferta di Champions League, Nicklas pensa bene di concedersi una serata a tema alcolico in patria. Al termine della notte brava il “bomber” danese chiama un taxi, salvo poi incominciare ad importunare il malcapitato autista, che ha così raccontato l'esperienza:

“Bendtner è andato letteralmente fuori di testa. Mi ha urlato che se non fosse stato così famoso mi avrebbe fatto a pezzi e poi mi ha chiamato ‘piccolo maiale’. Solo la minaccia di chiamare la polizia lo ha convinto a scendere dal taxi, ma una volta in strada Bendtner si è slacciato i pantaloni e ha cominciato a strusciarsi contro il finestrino del taxi, insultandomi”

Alla fine della stagione, l'Arsenal decide di non rinnovare il suo contratto. Nicklas passa quindi al Wolfsburg, dove decide di vestire un'atipica maglia numero 3 – che, ironia della sorte, sarà anche il totale dei suoi gol nei due campionati giocati in Germania. Se in Bundesliga l'apporto di Bendtner è decisamente dimenticabile, il destino sceglie di farlo entrare nella storia diversamente. Nella Supercoppa di Germania del 2015 – finale in gara secca – segna all'ultimo minuto il gol del pareggio contro il Bayern Monaco e nella lotteria finale trasforma il rigore decisivo per la storica vittoria del Wolfsburg. Dopo due anni, però, si chiude anche l'esperienza tedesca.

A questo punto Bendtner, da buon Lord quale è, sceglie di trasferirsi nella contea più celebre della storia della letteratura: la Nottingham resa famosa dalle avventure di Robin Hood. Il suo dominio, però, dura decisamente poco: dopo cinque mesi deludenti, per il danese è già il momento di indossare una nuova maglia. Stavolta è la Norvegia ad accoglierlo: ad inizio 2017 Nicklas firma con il Rosenborg. Sembra l'inizio di una nuova vita: forte di una prepotenza tecnica allucinante, l'ex bidone segna a raffica e pare aver lasciato da parte gli eccessi. I fatti dimostreranno che è solo un'illusione: nel settembre 2018 Bendtner si rende protagonista dell'ennesima bravata. Ancora una volta vittima è la povera categoria dei tassisti, che sembrerebbe proprio aver fatto qualcosa di male al danese. In stato di ebbrezza – e ormai non è una notizia – il Lord ingaggia in maniera poco cortese una rissa con un povero autista, rompendogli la mascella. Stavolta, però, la giustizia usa la mano pesante: 50 giorni di reclusione e un risarcimento da pagare alla parte lesa. A testimoniare che il lupo perde il pelo ma non il vizio, soprattutto se è quello dell'alcol.


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