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Lazio-Milan, Immobile contro Cutrone: la sfida tra centravanti si tinge d’azzurro

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La 13^ giornata di Serie A metterà di fronte due dei centravanti su cui Mancini potrà fare affidamento per il prossimo ciclo della Nazionale

La sosta per le Nazionali è finita e manca poco all’apertura di questa 13^ giornata di Serie A. Probabilmente assieme al derby della Lanterna, la gara più attesa del weekend sarà quella dell’Olimpico tra Lazio e Milan, squadre in lotta per un piazzamento valido per la partecipazione alle prossime coppe europee e attualmente divise in classifica da un solo punto.

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Come per ogni testa a testa, anche per quello tra biancocelesti e rossoneri sarà interessante osservare delle particolari sfide a distanza come quella tra i portieri Strakosha e Donnarumma o, dall’altra parte del campo, tra i due centravanti.

Immobile contro Cutrone

Il centravanti deve segnare. Tante volte abbiamo sentito dire questa frase ad addetti ai lavori di ogni tipo e, rimanendovi aderenti, il confronto non regge: nelle prime dodici giornate di Serie A, l’ex capocannoniere Ciro Immobile ha segnato ben otto reti, contro le sole due di Patrick Cutrone. Eppure questo non può essere l’unico ed insindacabile campo di analisi per un attaccante, per due motivi.

Il primo è che il ruolo si è evoluto. Non tutti i centravanti hanno le stesse caratteristiche, non tutti gli allenatori chiedono loro le stesse cose e, soprattutto, difficilmente ci si accontenta più del classico rapace d’area che la butta dentro ma non partecipa alla manovra o non si sacrifica durante la fase di non possesso. Il secondo è che, ovviamente, in questa analisi bisogna considerare un gran numero di altre variabili, non riducendo il tutto al mero rapporto tra presenze e gol segnati.

Per assottigliare il distacco tra i due basta rifarsi alle statistiche di più semplice fruizione come quelle del minutaggio. Una cosa è dire che Immobile abbia segnato 8 reti in 12 presenze contro le 2 reti di Cutrone in 10, un’altra è considerare che il laziale ha totalizzato 1014′ di gioco contro i soli 363′ del milanista. In parole povere, Immobile ha giocato quasi tre (2,7) volte tanto rispetto al rossonero, segnando il quadruplo: è sempre avanti il primo, ma il margine è già diminuito.

Non si può poi prescindere dall’analisi tattica delle due squadre e dai compiti svolti dai due soggetti in analisi durante i 90′. Se da una parte il 3-5-1-1 biancoceleste fa di Immobile il solo terminale offensivo, chiamato ad effettuare di continuo gli efficaci tagli in verticale che lo mettono in condizione di portarsi a tu per tu col portiere, dall’altra Cutrone ha trascorso la prima parte della stagione principalmente in panchina e la seconda da partner offensivo di Higuain nel 4-4-2 di Gattuso. Oltre a compiere molto più lavoro oscuro del suo prossimo avversario, Cutrone condivide il palcoscenico dell’area di rigore con un giocatore del calibro del Pipita.

Testa a testa azzurro

L’interesse su questo confronto a distanza deriva anche dalla prospettiva che sia proprio uno di questi due giocatori a poter interpretare il ruolo di punta di diamante nel 4-3-3 utilizzato dal ct Roberto Mancini in questo nuovo corso della Nazionale italiana. Il commissario tecnico ha dimostrato di star sperimentando in quel ruolo utilizzando vari calciatori e non sdegnando neanche l’adattamento di un ‘falso nueve‘ per la composizione di un tridente iper-tecnico.

Dopo alcune polemiche sul mancato utilizzo di Immobile, il ct ha dato spazio nell’ultima partita di Nations League all’attaccante biancoceleste, che non lo ha però ancora una volta ripagato con un gol. In effetti, il suo rapporto con l’azzurro non è dei migliori: se con la Lazio il campano segna circa una una rete ogni partita e mezza, con la Nazionale la media è di un gol ogni cinque gare (7 su 35 apparizioni).

Dal canto proprio, Cutrone ha totalizzato finora solo 16′ con la selezione maggiore, prendendo invece con maggiore frequenza parte alle gare dell’U21. Eppure le difficoltà realizzative di questa Italia hanno spinto in molti a chiedere un rinnovamento nel reparto in favore proprio del milanista e dell’ancor più giovane Moise Kean. A proposito di età, Cutrone (20) ha ben otto anni in meno di Immobile. Se quindi da una parte potrebbe esser lui il centravanti della Nazionale del futuro, dall’altra l’ex Toro non vuole perdere uno degli ultimi treni importanti della sua carriera in azzurro. E la sfida di domenica sembra proprio essere una di quelle gare da inserire nel curriculum.


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