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Serie A

Milan, Scaroni: “Sono innamorato di Suso. Champions? Non quest’anno”

Il presidente rossonero analizza l’inizio della sua prima stagione alla guida del Diavolo: da Gattuso agli obiettivi europei, da Suso a Ibrahimovic

Dopo un filotto di risultati utili consecutivi, il Milan ha leggermente rallentato. Gli infortunati non hanno aiutato i rossoneri, che ora si ritrovano ad affrontare il primo vero crocevia della stagione senza diversi pezzi pregiati. Questo è comunque l’anno della rinascita per il Diavolo, che ha bisogno di tempo e lavoro sodo per tornare ai suoi livelli. “Lunedì incontrerò l’Uefa. A breve invieremo tutta la documentazione necessaria, poi speriamo che i magistrati della corte europea agiscano nel modo gusto. Il loro compito non è difficile: siamo tutti d’accordo che la società abbia violato i parametri del Fair Play Finanziario tra il 2014 ed il 2017, loro devono solo stabilire una sanzione proporzionata alla colpa. L’Uefa comunque ha fatto bene a dotarsi di questo strumento: non è giusto spendere valanghe di euro per fare poi un campionato a parte. Oggi, a noi servirebbe comprare campioni per tornare ai livelli che ci competono, ma non è possibile: anche volendo, non ha senso acquistare nemmeno Messi se poi ti possono vietare di farlo giocare. L’unico modo è puntare sui giovani e far leva sulle plusvalenze: se facciamo crescere il valore di un ragazzo da 0 a 30-40 milioni, poi i tifosi sarebbero accontentati – esordisce ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport” Paolo Scaroni, che poi continua – L’arrivo di Leonardo e Maldini è il nostro vero successo. Sono una coppia complementare e affiatata. Gazidis? Ha svolto lo stesso ruolo all’Arsenal per 9 anni, sarà lui a gestire il tutto: io farò un passo indietro. Il problema del Milan è che i ricavi sono gli stessi dal 2003, ma oggi le spese sono doppie o triple. Non c’è più un mecenate che copra le uscite, quindi bisogna percorrere un’altra strategia. In questo senso, la Juventus è un modello: è stata la prima in Italia ad emulare le inglesi, che per primi hanno trasformato il calcio in business vendendo ad esempio i diritti tv. Sono però fiducioso nella rinascita della nostra Serie A“.

Il presidente del Milan passa poi ad analizzare questioni più tecniche, soffermandosi su allenatori e giocatori. “Oggi gli allenatori si valutano in base ai risultati. Gattuso ha finora fatto meglio del suo predecessore, quindi il problema non si pone. Inoltre, vedo come i ragazzi abbiano assorbito la sua grinta e la sua voglia di fare, anche se sarebbe meglio che questo non si tramutasse in nervosismo: Higuain, ad esempio, deve stare più tranquillo. Il primo tempo contro il Betis Siviglia in casa mi ha rattristato profondamente, questo è vero, ma non ho mai nemmeno accennato all’esonero. Conte? Non so se qualcuno lo abbia sentito, ma a me nessuno ha mai fatto il suo nome. Non ho neanche il suo numero di telefono sul cellulare. Champions League? La qualificazione non fa parte dei nostri piani per il momento. Ci penseremo dall’anno prossimo. In ogni caso, preferirei qualificarmi per 3 volte di fila alla Champions League piuttosto che vincere una volta lo scudetto e poi basta: all’estero nessuno guarda le nostre partite di campionato. Inter? Il prossimo derby voglio vincerlo io, ma non provo grandi ostilità verso una squadra che ha obiettivi diversi dai nostri. Inoltre, devo ammettere che contro il Tottenham ho tifato per i nerazzurri – spiega Scaroni, che infine conclude – Sono innamorato di Suso, è il mio giocatore preferito in assoluto. Mi piace molto ovviamente anche Ibrahimovic, da tifoso lo ammiro per come abbina agilità e fisicità: è un giocatore fantastico. Sul mercato però non decido io: il ragazzo è libero di scegliere il suo futuro“.

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