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Champions League, la scheda dell’Atletico Madrid: Cholismo, Griezmann e la finale in casa

Diego-Godin-Atletico-Madrid

Focus sull’Atletico Madrid, avversario della Juventus negli ottavi di finale di Champions League: il pragmatismo del Cholo esaltato dalla classe di Griezmann

Dall’urna di Nyon la Juventus ha pescato una delle avversarie più temibili per gli ottavi di finale di Champions League. Il sorteggio, infatti, ha riservato per i bianconeri l‘Atletico Madrid, arrivato secondo nel gruppo A, dietro al Borussia Dortmund. I colchoneros, che dal 2014 hanno fatto due finali di Champions League e lo scorso anno hanno vinto l’Europa League, quest’anno hanno una motivazione in più per arrivare fino in fondo: la finale, infatti, si giocherà al Wanda Metropolitano, il prossimo 1 giugno. Nella squadra madrilena spicca il talento di Antoine Griezmann, terzo classificato per il Pallone d’Oro, il terminale offensivo del gioco pragmatico del Cholo Simeone, che fa della fase difensiva e dell’organizzazione tattica il suo credo.

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La formazione tipo

Il modulo su cui si basa il gioco dell’Atletico Madrid è il 4-4-2. I colchoneros basano le partite su una difesa molto compatta e organizzata, su un’aggressività alta, che tende a soffocare il gioco avversario, e un grande cinismo in fase offensiva. Godin e Savic comandano la difesa, mentre a centrocampo sono Rodri e Thomas a far giare la squadra con Lemar e Koke a giostre sulle fasce. Griezmann e Correa  – Costa sarà ai box per un po’ di tempo a causa dell’infortunio al piede – sono i terminali offensivi.

Atletico Madrid (4-4-2): Oblak; Arias, Godin, Savic, FIlipe Luis; Koke, Thomas, Rodri, Saul; Griezmann, Correa. All. Simeone

L’allenatore

Il condottiero dei colchoneros è Diego Pablo Simeone, detto il “Cholo”. Arrivato sulla panchina dell’Atletico, dove da calciatore, nel 1996, ha contribuito alla vittoria della Liga, nel 2011 con i madrileni ha vinto quasi tutto. Grazie alla grande organizzazione della sua squadra Simeone ha portato l’Atletico a vincere due Europa League – nel 2012 e nel 2018 – due Supercoppe Europee, una Liga – nel 2014 – una Supercoppa di Spagna, una Coppa del Re e a partecipare a due finali di Champions League – nel 2014 e nel 2016.

Il capitano

Il capitano dell’Atletico Madrid è l’uruguaiano Diego Godin. Nato a Rosario il 16 febbraio 1986 il difensore centrale, dopo esser stato nel Cerro, nel Nacionale e nel Villarreal, nel 2010 è giunto alla corte dei madrileni. Nella capitale Godin ha giocato 367 partite segnando 25 gol, tra cui quello decisivo per la vittoria della Liga nel pareggio 1-1 contro il Barcellona del 18 maggio 2014. Con la Nazionale, di cui è capitano, ha disputato 125 incontri, segnando otto gol e vincendo la Copa America nel 2011

La stella

Il giocatore su cui sono puntati i riflettori è l’asso francese Antoine Griezmann. L’attaccante mancino, nato a Macon il 21 marzo 1991, è il più talentuoso degli uomini di Simeone ed è l’uomo che può incutere più paura ai bianconeri. Dopo cinque anni alla Real Sociedad, nel 2014 “Le petit diable” è passato ai colchoneros. A Madrid Griezmann si è affermato come uno dei migliori giocatori del panorama mondiale, segnando 122 gol in 222 apparizioni e contribuendo, con una doppietta in finale, alla vittoria dell’ultima Europa League. Il grande mondiale disputato e vinto – anche qui con gol in finale – con la Francia gli ha fatto conquistare il terzo posto nella classifica del Pallone d’Oro 2018, dietro a Modric e al rivale Ronaldo. La sua rapidità e la sua grande tecnica, anche se non accompagnate da un fisico eccelso – è alto 176 centimetri – fanno sì che sia il terminale perfetto delle ripartenze dell’Atletico Madrid.

I punti di forza

Il punto di forza dell’Atletico Madrid è, senza dubbio, la fase difensiva. Gli uomini di Simeone in Champions League hanno sì subito sei gol in sei incontri, ma esclusi i quattro gol subiti nella gara con il Dortmund, ha incassato appena due gol in cinque partite. In Liga i madrileni, che sono al terzo posto, a tre punti dal Barcellona, sono la miglior difesa con 12 gol subiti in 16 partite. Godin e Savic custodiscono la porta dell’ottimo Oblak, ma anche il grande lavoro di Thomas a centrocampo contribuisce a mantenere spesso la porta inviolata (10 volte su 22 incontri tra Liga e Champions League).

I punti deboli

Il punto debole dell’Atletico Madrid potrebbe essere una mancanza di un gioco propositivo che si traduce in una pochezza in fase offensiva. In Champions League sono arrivati nove gol in sei partite, mentre in Liga 24 in 16. La media, quindi, rimane inferiore ai due gol a incontro. 


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