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Champions League

Champions League, la scheda del Porto: tra i fantasmi del passato e Marega

Focus sul Porto, avversario della Roma negli ottavi di finale di Champions League: c’è il maliano Marega tra i giallorossi e la vendetta per il 2016

Mezzo sorriso per la Roma, che, nei sorteggi per gli ottavi di finale di Champions League ha pescato il Porto. L’urna di Nyon ha risparmiato ai giallorossi squadre come il Barcellona, il PSG e il Bayern Monaco. I portoghesi, tuttavia, non sono un avversario da sottovalutare perché sono una squadra organizzata e abituata a certi palcoscenici. Il Porto, poi, evoca brutti ricordi alla Roma, in quanto, nel 2016, fu proprio la squadra lusitana a battere nel preliminare i giallorossi, allora allenati da Spalletti. In questa Champions League gli uomini di Conceiçao – ex di Lazio, Parma e Inter – sono arrivati primi con 16 punti nel girone con Schalke 04, Galatasaray e Lokomotiv Mosca grazie a un grande tridente offensivo. Marega, Corona e Brahimi hanno segnato, complessivamente, otto gol dei 15 totali.

Champions League, il sorteggio degli ottavi: Atletico-Juventus, Roma-Porto

La formazione tipo

Sergio Conceiçao schiera i suoi con un 4-3-3 votato all’attacco. Il tridente Corona-Marega-Brahimi è supportato dai muscoli e dalla qualità di Pereira, Danilo ed Herrera. Il gioco si sviluppa molto sulle fasce, dove la spinta dei terzini Maxi Pereira e Alex Telles – ex Inter – è molto importante per creare la superiorità numerica.

Porto 4-3-3: Casillas; Maxi Pereira, Militao, Felipe, Alex Telles; Torres, Danilo Pereira, Herrera; Corona, Marega, Brahimi. All. Conceiçao

L’allenatore

L’allenatore del Porto è la vecchia conoscenza del calcio italiano Sergio Conceiçao, ex ala di Lazio, Parma e Inter. Dopo esser stato sulle panchine di Olhanense, Academica, Braga, Vitoria Guimaraes e Nantes, nel 2017 approda alla panchina della squadra di Oporto. Il primo anno riporta il Porto a vincere il campionato dopo cinque anni, uscendo però agli ottavi di Champions League per mani del Liverpool. Oltre al campionato si è aggiudicato anche una Supercoppa Portoghese la scorsa estate.

Il capitano

Il capitano dei Dragoes – così è soprannominata la squadra portoghese – è Hector Herrera. Il messicano, nato a Tijuana il 19 aprile 1990, è nel mirino proprio della squadra giallorossa, che ha individuato in lui il centrocampista giusto per risollevare la squadra. Con il Porto, squadra in cui milita dal 2013, il messicano ha disputato 215 incontri, realizzando 29 reti. È una mezzala di inserimento con una buona confidenza del gol ed è uno dei perni del centrocampo della propria nazionale, con cui ha ben figurato ai Mondiali di Russia 2018. Nella competizione iridata la Tricolor è stata eliminata agli ottavi dal Brasile, dopo aver superato il girone con Germania, Corea del Sud e Svezia.

La stella

La unta di diamante del 4-3-3 di Conceiçao è il maliano Moussa Marega. L’attaccante, nato il 14 aprile 1991, è arrivato al Porto nella stagione scorsa, mettendosi subito in luce. Nella conquista della Liga Portoghese, infatti, ha dato un grande contributo con 22 reti e cinque assist in 29 partite. Quest’anno, dopo 11 incontri ha già gonfiato la rete sei volte, ma è in Champions che si sta esprimendo al massimo. Nella competizione continentale il maliano ha segnato ben cinque gol in sei partite, portando il Porto a ottenere 16 dei 18 punti disponibili. Non è il classico centravanti boa – è alto 183 centimetri – ma sa trasformare perfettamente gli assist dei compagni grazie a una grande velocità e a un ottimo killer instinct sotto porta.

I punti di forza

Il punto di forza dei portoghesi è la fase offensiva. Il tridente Brahimi-Marega-Corona garantisce un gran numero di gol, come si vede dallo score in Champions e in campionato. Già detto dei numeri di gol fatti in campo europeo, in patri va ancora meglio, con 28 reti realizzate in 13 partite. La Roma, in particolare Fazio e Manolas, dovrà fare molta attenzione alla velocità dei Dragoes.

I punti deboli

La difesa non sembra essere impenetrabile. Il gioco molto offensivo di Conceiçao e la non eccelsa caratura dei due centrali difensivi potrebbero essere la chiave per la Roma. È vero che, tra campionato e Champions, i gol subiti sono stati solo  14, ma è anche vero che il Porto ha affrontato avversari tutt’altro che irresistibili. La Roma, con Dzeko, Under ed El Shaarawy può far male.

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