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Qualificazioni Euro 2020, la scheda dell’Armenia: gol, spettacolo e Mkhitaryan

Euro-2020-armenia

Focus sull’Armenia, avversaria dell’Italia nel Gruppo J delle qualificazioni a Euro 2020: Mkhitaryan inventa, Movsisyan segna, ma la difesa è rivedibile

I sorteggi per le qualificazioni agli europei del 2020, tenutisi domenica, hanno fatto sorridere l’Italia. Il sorteggio, infatti, è stato benevolo per gli azzurri, che, inseriti in prima fascia, sono riusciti a evitare lo spauracchio Germania, in seconda. Dall’urna della quinta fascia è uscito il nome dell’Armenia, una nazionale che l’Italia aveva incontrato anche nel cammino verso gli infausti mondiali in Brasile del 2014. Nella nazionale allenata da Gyuldbudaghyants spicca il talento puro di Henrikh Mkhitaryan, stella dell’Arsenal, e il fiuto del gol di Movsisyan, autore di una quaterna contro Gibilterra nel 6-2 del 16 novembre. La nazionale armena ha concluso la propria Nations League al secondo posto del Gruppo 4 della Lega D, dietro la Macedonia, e con il secondo miglior attacco di tutti i gironi: sono stati 14 i gol segnati in sei partite.

La formazione tipo

Il modulo usato nelle partite di Nations League sotto la gestione Gyuldbudaghyants è stato il 4-2-3-1. Nella precedente gestione, quella di Minasyan, è capitato che l’Armenia fosse schierata con il 3-4-2-1, opzione scarta dall’attuale ct. Il modulo ruota intorno al trequartista e stella Mkhitaryan e agli esterni Adamyan e Ghazaryan, che hanno il compito di innescare il goleador Movsisyan. Come attaccante, però, può giocare lo stesso Mkhitaryan con l’ingresso di Pizzelli, out fino a gennaio, sulla trequarti.

Armenia (4-2-3-1): Avagyan; Hovhannisyan, Haroyan, Kartashyan, Daghbasyan; Grigoryan, Hovsepyan; Adamyan, Mkhitaryan, Ghazaryan; Movsisyan. All. Gyuldbudaghyants

L’allenatore

Il commissario tecnico Armen Gyuldbudaghyants è molto rispettato in patria, avendo vinto, nel 2007 e nel 2008, due campionati armeni con la squadra del Pyunik, società che ha allenato anche nella stagione 2017/2018. Il 7 ottobre, mentre era l’allenatore dell’under 21, è stato chiamato a sostituire il ct dimissionario Minasyan. Da calciatore ha collezionato una sola presenza con l’Armenia e ha vinto solo una Coppa d’Armenia nel 1992 con il Banants.

Il capitano e la stella

Il capitano, nonché la stella, di questa nazionale non può che essere Henrikh Mkhitaryan, trequartista e, all’occorrenza, esterno dell’Arsenal. Il classe 1989 è il capocannoniere all time della sua nazionale con 25 reti e, a differenza dei suoi compagni, può vantare una grandissima esperienza internazionale. In carriera, prima di giocare nell‘Arsenal, ha militato in squadre del calibro di Shakhtar Donetsk, Borussia Dortmund e Manchester United, segnando, complessivamente, 66 reti, di cui 19 tra Champions League ed Europa League, nell’arco di otto stagioni con le maglie di questi club. Le sue stagioni migliori le ha vissute, indubbiamente, in Germania, dove ha realizzato 41 gol e 49 assist in 140 presenze, toccando l’apice nella stagione 2015/16. In quell’annata i gol furono 11 e gli assist addirittura 20. Nel suo vasto palmares può vantare un’Europa League vinta con lo United, quattro campionati armeni – di cui due sotto la guida  di Gyuldbudaghyants – con la maglia del Pyunik e tre campionati ucraini. Da quando, nel 2007, ha esordito con la nazionale maggiore, ha sempre messo a disposizione la sua tecnica e, in seguito, la sua grande esperienza internazionale per l’Armenia, con cui ha collezionato ben 80 presenze. Indubbiamente è lui il pericolo numero uno per l’Italia, che dovrà stare attenta alla sua imprevedibilità e alla sua grande abilità negli assist. 

I punti di forza

Il punto di forza dell’Armenia, soprattutto da quando si è insidiato Gyuldbudaghyants, è la fase offensiva. In quattro partite con questo ct, infatti, sono arrivati ben 12 gol, di cui ben cinque realizzati da Movsisyan. L’attaccante dei Chicago Fire, però, è solo il terminale di una manovra corale che coinvolge soprattutto Mkhitaryan, i due esterni alti, Adamyan e Ghazaryan, e i due terzini, HovhannisyanDaghbasyan.

I punti deboli

Ciò che manca, invece, agli armeni, oltre alla presenza di altri giocatori di carisma – esclusi Mkhitaryan e, forse, Movsisyan – è l’equilibrio difensivo. Quella armena è una nazionale votata al gioco offensivo, che si lascia spesso sorprendere in difesa, dove i due centrali non ispirano molta fiducia. In sei partite di Nations League l’Armenia ha tenuto una sola volta la porta inviolata, subendo otto gol in sei incontri. 

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