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Qualificazioni Euro 2020, la scheda della Bosnia: compattezza, Pjanic e Dzeko

Qualificazioni Euro 2020, la scheda della Bosnia: compattezza, Pjanic e Dzeko

Focus sulla Bosnia, avversaria dell'Italia nel gruppo J delle qualificazioni ad Euro 2020: Pjanic e Dzeko le stelle, ma il punto di forza è la solidità

Ieri si sono tenuti i sorteggi dei gironi di qualificazione verso gli Europei 2020. L'Italia, inserita in prima fascia, ha pescato piuttosto bene. In particolare la seconda fascia poteva portare l'insidia Germania: tedeschi evitati, con gli azzurri che dovranno sfidare la Bosnia. Un avversario ostico, ma sicuramente alla portata della selezione di Mancini. Analizzando la squadra allenata da Prosinecki (ex calciatore, vinse la Coppa dei Campioni 1990/91 con la Stella Rossa) spicca la presenza di molti elementi italiani, tra cui le due stelle della squadra: Pjanic e Dzeko. Il secondo è anche capitano della squadra, nonché miglior marcatore di sempre in Nazionale. In rosa anche Zukanovic, titolare fisso in difesa, nonché il talento emergente dell'Empoli Krunic. Non figura invece Lulic, che lo scorso anno ha annunciato l'addio. La Bosnia arriva da un girone di Lega B vinto in Nations League (10 punti in quattro partite, le avversarie erano Austria e Irlanda del Nord) ma ha fallito l'appuntamento con i Mondiali, giungendo terza nel gruppo di qualificazione preceduta da Belgio e Grecia.

La formazione tipo

Il modulo utilizzato dalla Bosnia è il 4-3-3. Trovano stabilmente posto in squadra tre elementi del calcio italiano: Zukanovic in difesa, Pjanic a centrocampo e Dzeko in attacco. Il talento emergente dell'Empoli Krunic ha trovato spazio nelle ultime amichevoli, ma attualmente è una riserva di Besic. I ballottaggi riguardano principalmente il terzino destro (Todorovic insidia Vranjes) e uno degli interni di centrocampo, con Cimirot prima alternativa ai titolari.

Bosnia (4-3-3): Sehic; Vranjes, Sunjic, Zukanovic, Civic; Besic, Pjanic, Saric; Visca, Dzeko, Duljevic. All. Prosinecki

L'allenatore

Robert Prosinecki è un allenatore croato nato nel 1969 con un passato abbastanza importante da giocatore. Può infatti vantare nel proprio palmares una Coppa Dei Campioni, conquistata nel 1991 con la maglia della Stella Rossa. Oltre alla squadra serba ha militato anche in Real Madrid e Barcellona, pur senza lasciare il segno. Una particolarità è che Prosinecki l'unico giocatore ad aver segnato ai Mondiali con due Nazionali diverse: prima con la Jugoslavia ad Italia '90 e poi con la Croazia a Francia '98. La sua carriera da allenatore inizia prina con la squadra a scacchi bianco e rossi: è infatti il vice di Bilic dal 2006 al 2010. Si trasferisce poi alla Stella Rossa e al Kayserispor, ma l'esperienza più importante sono i tre anni alla guida dell'Azerbaijan dal 2014 al 2017. Dal gennaio 2018 è l'allenatore della Bosnia.

Il capitano

Il capitano nonché miglior realizzatore di sempre (con 55 reti) della nazionale bosniaca è Edin Dzeko. Attaccante della Roma, sta vivendo una stagione non eccezionale con i giallorossi. Il suo rendimento in questa Serie A non è affatto indimenticabile, ma va riconosciuto che con i suoi gol ha trascinato la squadra di Di Francesco agli ottavi di Champions League. Ovviamente l'Italia, preparando le partite contro la Bosnia, dovrà pensare a fermare il Dzeko migliore, quello che due anni fa è stato capace di realizzare 39 reti in 51 partite. L'esperienza in Italia segue quelle in Inghilterra e Germania con le maglie di Manchester City e Wolfsburg: grande costante gli ottimi numeri offensivi, anche se la prima stagione è spesso stata deludente. In Nazionale detiene due importanti record: detto dei 55 gol che lo rendono il miglior realizzatore di sempre, le 99 presenze gli valgono il primato di apparizioni.

La stella

Il titolo di stella della squadra va probabilmente condiviso tra Dzeko e Pjanic. Avendo però già dedicato un paragrago al romanista, la scelta ricade sul centrocampista della Juventus. Classe 1990, Pjanic si sta affermando con la maglia della Juventus come uno dei migliori centrocampisti del mondo. nizia la carriera da professionista in Lussemburgo, con la divisa dello Schifflange 95. Le sue qualità spiccano in maniera evidente e avviene dunque il passaggio in Francia, in particolare al Metz. Qui il bosniaco disputa un campionato di ottimo livello che richiama le attenzioni del Lione: il club di Genesio lo acquista nell'estate del 2009 per 7,5 milioni di euro. Sono gli anni in cui il centrocampista si mette in mostra come uno dei migliori talenti a livello mondiale. Con il club francese disputa complessivamente 121 presenze, condite da 16 reti. La Roma fiuta l'affare e nel giugno del 2011 se lo porta a casa per 11 milioni e mezzo, una cifra che già all'epoca sembrava piuttosto bassa. Il suo impatto con la Serie A è sin da subito importante: il bosniaco conquista un ruolo da titolare nei giallorossi e diventa una pedina chiave per i diversi allenatori avuti dalla Roma nel periodo. La società di Pallotta è però poco previdente nel fissare una clausola rescissoria di soli 32 milioni e così la Juventus decide di puntare proprio su di lui per sostituire il partente Pogba. L'esperienza in giallorosso su chiude così con 185 partite e 30 gol. In bianconero Pjanic si afferma definitivamente come uno dei migliori centrocampisti al mondo. Le sue presenze in Nazionale sono 84, impreziosite da 11 gol e ben 26 assist.

I punti di forza

Si potrebbe ragionevolmente pensare che il punto di forza della Bosnia è l'attacco. Le statistiche raccontano però una storia molto diversa. Nell'ultima Nations League la selezione di Prosinecki ha raggiunto il primo posto e la conseguente qualificazione in Lega A grazie al rendimento difensivo: solamente un gol subito in quattro match. Le reti segnate sono state cinque, certamente non un dato così esaltante. In generale da quando è avvenuto il cambio di allenatore, nel gennaio 2018, sono solamente quattro i gol incassati in 12 match.

I punti deboli

Si è dunque detto che la Bosnia può contare su un'ottima organizzazione difensiva che permette di subire pochi gol. Va da sé che se ne realizzasse pure tanti si starebbe parlando di Francia o Spagna e non, con tutto il rispetto, della Bosnia. Il problema dunque sta nei numeri realizzativi: nelle 12 partite sopracitate i gol segnati sono solamente nove. Prosinecki punta dunque molto sulla compattezza, a discapito magari della ricerca di un gioco offensivo nonostante la presenza di Dzeko e Pjanic. Pochi gol fatti, pochi gol subiti: non ci sarebbe da sorprendersi se Italia-Bosnia finisse 0-0.

 


Massimiliano Brignoli

Delle vicinanze di Bergamo, preferisco i monumenti naturali a quelli artificiali, l'Udinese alle altre squadre e i film francesi rispetto ai film di altre nazionalità. E poi l'arancione e i numeri dispari.

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Classifica Serie A

Serie A
# Squadra G V P S +/- Punti
1 Inter Milan

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24 20 3 1 47 63
2 Juventus

Juventus

25 16 6 3 21 54
3 AC Milan

AC Milan

25 16 4 5 18 52
4 Bologna

Bologna

26 13 9 4 16 48
5 Atalanta

Atalanta

24 14 3 7 24 45
6 Roma

Roma

25 12 5 8 15 41
7 Lazio

Lazio

25 12 4 9 5 40
8 Fiorentina

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25 11 5 9 8 38
9 Torino

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25 9 9 7 1 36
10 Monza

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26 9 9 8 -3 36
11 Napoli

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24 10 6 8 5 36
12 Genoa

Genoa

26 8 9 9 -3 33
13 Empoli

Empoli

26 6 7 13 -18 25
14 Lecce

Lecce

25 5 9 11 -15 24
15 Udinese

Udinese

26 3 14 9 -15 23
16 Frosinone

Frosinone

25 6 5 14 -20 23
17 Sassuolo

Sassuolo

25 5 5 15 -17 20
18 Verona

Verona

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20 Salernitana

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