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Serie A, Capello: “Derby d’Italia importante per l’Inter, ma la Juve ha vinto già da luglio”

Don Fabio parla del big match della 15^ giornata come un test importante per la personalità nerazzurra. E poi spazio a var e Napoli

Nella Juventus ha giocato nel periodo 1970-76 e allenato tra 2004 e 2006, ma il suo nuovo ruolo di opinionista sportivo gli fa vedere questo Derby d’Italia da una prospettiva piuttosto imparziale. Se per Fabio Capello i bianconeri hanno infatti già vinto lo Scudetto prima che incominciasse il campionato, l’Inter è d’altra parte secondo Don Fabio la squadra più quotata per opporsi al suo dominio in Serie A nel prossimo futuro. Queste le sue parole a La Repubblica sul big match della 15^ giornata, ma anche su var e Nazionale.

Le parole di Capello

Sul Derby d’Italia societario: «Ho conosciuto bene il signor Suning, ho avuto il privilegio di lavorarci e vi dico che se esiste qualcuno in grado di opporre una forza mondiale alla Juventus, è proprio lui. Tra quanto tempo dipende dal campo. Ma il grande capo dell’Inter ha forza economica e ambizione. Stiamo parlando di super potenze planetarie: oggi nel calcio serve questo per arrivare a certi livelli, quelli dove vive la Juventus».

Sulla partita: «Se non sbaglio, Spalletti ha dichiarato di non sentirsi l’anti-Juve, ma io credo che avremo un test molto importante sulla vera caratura dell’Inter. Se scenderà in campo a Torino per giocarsela alla pari, con la fiducia che deriva dalla consapevolezza dei propri mezzi, allora sapremo cos’è la personalità dell’Inter. Un esame importante, anche se non riaprirebbe i giochi per lo Scudetto. Il campionato 2018/19 si è chiuso nel giorno di luglio in cui la Juventus ha annunciato l’acquisto di Cristiano Ronaldo. Erano già i più forti prima, a volte enormemente più forti, figurarsi con questo mostro».

Su Cristiano Ronaldo: «Siccome è un giocatore smisurato, stupirsi di lui è impossibile. Ma non si può non apprezzare il suo modo di essere al servizio della squadra, e come trascina i compagni anche in allenamento, come cerca l’assist e non solo l’azione personale o il gol. Il merito è anche di Allegri se Ronaldo sta diventando persino più bravo di quanto già non fosse».

Sulla superiorità bianconera: «Lo noto in Champions più che in campionato. Dipende dall’intensità di ogni gesto, dalla velocità di mente e di piede con cui fanno tutto, senza tocchetti o giocatine come a volte la domenica. In Europa ci sono azioni in cui la Juve non si concede neanche una sbavatura, è sempre concentratissima. Ancora non si può però dire se sia la miglior squadre europea, perché il destino di una Champions dipende dai dettagli. Di sicuro, la Juve se la gioca alla pari con chiunque. E sì, nella prima parte di Champions è sembrata avere qualcosa in più».

Sulla Nazionale di Mancini: «La vedo molto bene. Le ultime partite hanno espresso il gioco; il gol verrà. E poi abbiamo finalmente dei giovani di assoluto valore, cominciando da quel portiere ragazzino che è già un veterano. Ma sono in tanti a piacermi, ad esempio Zaniolo che sa fare molte cose bene, e poi Barella, forte anche lui. Però quello che mi piace più di tutti è Sensi, veloce di cervello anche quando cerca il gioco lungo. Il comodo girone di qualificazione europea aiuterà il lavoro di Mancini».

Sulla var: «Meno male che esiste! Ma se chi gestisce il marchingegno ha meno personalità di chi arbitra, il Var diventa inutile».

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