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Napoli, ecco la decisione sul ricorso per Koulibaly

Kalidou-Koulibaly-Napoli
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La Corte federale d'appello della FIGC si è espressa in merito alla richiesta del Napoli di ridurre la squalifica del difensore senegalese

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Non ci sono stati stati sconti di pena per Koulibaly. La Corte federale d'appello della FIGC infatti ha respinto il ricorso del Napoli per ridurre la squalifica di due turni inflitta al senegalese in seguito all'espulsione in Inter-Napoli. Il difensore di Ancelotti, dopo esser stato ammonito, aveva rivolto un applauso all'arbitro che gli era costato il rosso diretto. Il giocatore ha subito una squalifica di due turni perché, diffidato, ha subito prima l'ammonizione (una giornata) poi il rosso diretto (un'altra giornata). Contro la Lazio, quindi, Koulibaly sarà assente e rientrerà solo nella partita con il Milan del 26 gennaio. La linea difensiva del Napoli si è basata sul precedente di Muntari a cui fu annullata la squalifica dopo l'espulsione per reazione ai cori razzisti ricevuti a Cagliari. Ecco un estratto del comunicato ufficiale.

Il comunicato ufficiale

Nel merito, la Corte, esaminati gli atti, rileva, in primo luogo, come il comportamento sanzionato, seppur avvenuto nell’ambito di una situazione ostile per il Sig. Koulibaly, a causa dei cori razzisti che hanno caratterizzato la suddetta gara, debba necessariamente essere ritenuto come irriguardoso nei confronti dell’Arbitro. L’immediata concatenazione temporale tra la notifica del provvedimento di ammonizione e l’applauso rivolto dal predetto calciatore all’Arbitro rendono, infatti, evidente l’intento di quest’ultimo di contestare, attraverso un gesto ironico e di scherno, la decisione del Direttore di Gara. Totalmente inconferente, quindi, deve essere ritenuto il richiamo alla decisione di questa Corte in merito al caso che ha coinvolto il giocatore Muntari sopra ricordato. Nel precedente richiamato, infatti, le proteste che avevano determinato l’irrogazione della sanzione della squalifica a carico del predetto calciatore non erano rivolte all’Arbitro al fine di contestare il suo operato, ma erano state determinate proprio dai cori razzisti intonati dai sostenitori del Cagliari nei suoi confronti


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