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Supercoppa italiana, Malagò: “È il trionfo dell’ipocrisia”

giovanni-Malagò

Il presidente del Coni sbotta: “Eppure facciamo la danza per la pioggia per mandare l’Italia in Qatar nel 2022, e li ci sono leggi ancora più restrittive”

La polemica sulle leggi arabe che non consentiranno alle donne di acquistare biglietti di ogni settore dello stadio che ospiterà la Supercoppa italiana tra Milan e Juventus si è incendiata, e le fiamme non sembrano poter essere domate tanto facilmente. Duro l’intervento a riguardo del presidente del Coni Giovanni Malagò, che a Radio Anch’Io Sport su Radio 1 Rai ha praticamente condannato il moto d’indignazione venutosi a creare sottolineando i rapporti commerciali tra Italia e Arabia Saudita e il frenetico desiderio di vedere la nostra Nazionale partecipare ai prossimi Mondiali in Qatar, paese ancor meno aperto mentalmente da questo punto di vista. “C’è il trionfo dell’ipocrisia“, ha detto Malagò, che per contrastare la violenza negli stadio ha auspicato una riforma in stile Thatcher.

Le parole di Malagò

Sulle polemiche riguardanti la Supercoppa giocata a Gedda: “Sul caso della Supercoppa c’è il trionfo dell’ipocrisia da parte di tante persone. La Lega di Serie A ha fatto un bando e l’offerta migliore è stata quella dell’Arabia Saudita, che vuole promuovere il calcio nel proprio Paese. Da luglio 2018 si sapeva che la loro era l’offerta migliore. Negli ultimi giorni è sorto il problema che le donne non possono entrare in tutti i settori dello stadio di Gedda ma non dimentichiamoci che fino a poco tempo fa le donne allo stadio non potevano proprio entrare, così come non potevano guidare e tante altre cose che ora invece possono fare. Poi tutto quello che succede in Arabia non mi trova d’accordo, anzi è da condannare, ma se non fosse stato il caso di giocarlo si doveva dire prima. E ricordo anche che il nostro Paese ha tanti accordi commerciali con l’Arabia senza che nessuno lo ritenga scandaloso. Infine in Italia stiamo facendo la danza della pioggia per riuscire a rivedere la Nazionale ai prossimi Mondiali che si terranno in Qatar nel 2022, un paese che ha leggi anche più restrittive dell’Arabia Saudita“.

Sulla violenza nel calcio: “Servono regole chiare e pene durissime. Serve un sistema alla Thatcher. Ho già partecipato a 3 o 4 incontri con precedenti ministri dell’Interno Capi della Polizia e precedenti responsabili dell’Osservatorio nei quali ho sempre ribadito e fatto mettere a verbale lo stesso concetto. Serve procedere in maniera drastica come accadde in Inghilterra negli anni ’80, servono processi per direttissima, perché i Daspo si sono rivelati non risolutivi, perché i soggetti ‘daspati’ possono muoversi all’esterno dello stadio e ad oggi mi sembra che i problemi siano al 99% fuori dallo stadio. Inoltre bisognerebbe anche sveltire gli iter amministrativi perché il calcio inglese ha raggiunto il successo risolvendo il problema degli hooligans ma al tempo stesso costruendo stadi nuovi“.

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