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Italia, Mancini: “Scioccati da Zaniolo, fiduciosi per Balotelli. Sogno la doppietta”

Roberto-Mancini-Italia

Il ct azzurro ha parlato dell’esplosione del giovane giallorosso e in generale del progetto della Nazionale, sognando il doppio trionfo di Europeo e Mondiale

Tre vittorie, quattro pareggi e due sconfitte nelle prime nove partite di Roberto Mancini da ct della Nazionale Italiana, risultati che hanno quantomeno garantito agli azzurri la permanenza nella fascia più alta della Nations League per la prossima tornata. E se anche non siano arrivati risultati da prima della classe, l prime uscite del Mancio hanno riportato un po’ di entusiasmo intorno alla selezione nostrana. Di sicuro l’entusiasmo non manca al nostro ct, sempre molto attento allo sviluppo dei più giovani e pronto a puntare al più alto degli obiettivi, augurandosi nei prossimi quattro anni di conquistare una storica doppietta fatta di Euro 2020 e del Mondiale 2022. Queste le sue parole al Corriere della Sera.

Le parole di Mancini

Sui sette italiani nella Roma che batte il Porto e su Zaniolo: «Siamo rimasti piacevolmente scioccati. Non credo però che sia un messaggio. La Roma sta facendo una buona politica. Se riesce a prenderne altri può avere una base molto solida, perché i ragazzi stanno crescendo in fretta. Su Zaniolo questa partita ci ha detto che magari può giocare anche in un altro ruolo, anche se forse non è il suo. Adesso appena tocca palla fa gol. Lo avevo seguito all’Euro Under 19 e, oltre a lui, mi avevano impressionato Tonali, Kean e Scamacca. Zaniolo mi era piaciuto perché è forte fisicamente, arriva spesso al tiro e quando ha il pallone non glielo portano mai via. L’Inter non ci ha puntato perché a volte coi giovani è difficile capire. Io ci ho visto delle qualità, uno così non lo abbiamo, è completamente diverso da Barella, Jorginho e Verratti. Ha le caratteristiche per essere un interno, il paragone con Pogba ci sta. Adesso però servono calma e pazienza. Anche lui andrà in difficoltà».

Sul prossimo Zaniolo: «Stiamo seguendo tanti ragazzi. I giovani sono il filo conduttore: in due anni possiamo mettere insieme una squadra forte che può fare bene agli Europei. E può giocarsi alla grande il Mondiale del 2022».

Sui tanti giovani azzurri con un ruolo importante nei club come Barella, Chiesa e Romagnoli: «Sì, ma ce ne potrebbe essere di più, perché sono tanti quelli bravi. Kean alla Juve non gioca, ma sarebbe titolare quasi ovunque. Tonali dovrebbe giocare in A. Anche Sensi ha qualità enormi. Pellegri lo seguiamo sempre».

Sul sogno Europeo+Mondiale: «La doppietta non l’abbiamo mai fatta. Il Mondiale fallito ormai è passato. Il trauma è superato. Bisogna tenerlo presente come monito, però abbiamo il dovere di tornare a pensare in grande. Non ci sono squadre più forti in assoluto. L’Argentina con Messi non ha vinto neanche la Coppa America. Le altre Messi non ce l’hanno, quindi perché noi non possiamo pensare di vincere l’Europeo?».

Su Balotelli: «A Marsiglia ha riacceso il motore, e speriamo che lo tenga acceso a lungo, perché tutto dipende da lui. Con Mario non cambia il progetto, perché lui sa giocare a calcio. Se fosse quello di dieci anni fa, che correva da tutte la parti sarebbe l’ideale. Ma a 28 anni è ancora nel pieno delle sue possibilità. L’ho gestito per tanti anni e non mi crea problemi. È lui che deve avere la testa a posto come non l’ha mai avuta negli ultimi anni per meritarsi la convocazione. Deve giocare bene, fare gol e stare attento a non farsi ammonire. Non credo che soffra tanto per le critiche, è talmente abituato. Gli anticorpi se li è fatti. Deve capire che tante altre occasioni non ne avrà».

Sugli attaccanti: «Si dice che Immobile non mi convinca, ma non è così. Ciro deve tornare a segnare in Nazionale, come Belotti, Insigne, Politano. Poi faremo delle scelte».

Sul girone di qualificazione: «Come ho detto: ricordiamoci la Svezia, perché tutte le partite sono ricche di difficoltà. Finlandia, Bosnia e Grecia, soprattutto in trasferta, possono crearci dei problemi».

Su Atletico-Juve: «In queste partite può succedere di tutto. La Juve è forte e ha tanti cambi, ma l’Atletico è una squadra quadrata e difficilmente le fai gol. È una sfida aperta».

Pillola di fanta

L’appello di Mancini sui giovani da far giocare ne coinvolge due arruolabili al fantacalcio: Sensi e Kean. Se per quest’ultimo lo spazio in bianconero sarà giocoforza limitato, per il centrocampista neroverde questa è l’ennesima investitura importante dopo quella fatta in prima persona da De Zerbi. TALENTO

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