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Roma-Porto, Di Francesco e De Rossi: “Olsen in dubbio, serve solidità”

Eusebio-Di-Francesco-Daniele-De-Rossi

Il tecnico e il capitano giallorosso parlano in conferenza stampa alla vigilia della sfida ai lusitani valida per gli ottavi di finale di Champions League

Reduce da un netto 3-0 rifilato al Chievo, la Roma sarà domani finalmente impegnata nella gara d’andata dei quarti di finale di Champions League contro il Porto, primo del Gruppo D e del campionato lusitano. Alla vigilia dell’importante incontro parlando in conferenza sia Eusebio Di Francesco che capitan Daniele De Rossi.

Tutto su Roma-Porto: orario, probabili formazioni e dove vederla

Le parole di Di Francesco

Sulla Champions: “Il percorso è sempre lungo, ma è una bella occasione per riportare entusiasmo nell’ambiente. Sono rimaste solo due italiane, e per noi è motivo di grande orgoglio“.

Sul Porto: “Mancano due titolari, ma hanno giocatori forti per sostituirli. Sono una squadra compatta, tosta dura. Sono tra le squadre che hanno vinto più duelli fisici e sarà una partita dispendiosa“.

Sugli infortunati: “Degli assenti col Chievo torna Manolas, mentre Olsen sarà in dubbio fino a domattina. Abbiamo perso anche Schick per un infortunio muscolare, mentre gli altri infortunati non li recuperiamo. Under e Perotti proviamo a recuperarli per il Bologna, Schick difficile“.

Su Nzonzi: “Ho il dubbio, al di là del sistema di gioco. Sto valutando. Oggi Daniele farà l’allenamento con la squadra e se darà risposte positive giocherà di sicuro“.

Su Conceicao: “Ha fatto benissimo a Nantes e sta proseguendo il percorso di crescita. Anche dal punto di vista caratteriale ha dato molto al Porto, che prima cercava solo la qualità“.

Su Zaniolo: “Non so dove giocherà, può stare sia a destra che da centrocampista. Possono starci anche Kluivert e Florenzi, non posso dirvi la formazione“.

Sulla partita di domani: “Serve un mix tra esperienza e gamba. Perché puoi avere grande gamba, ma se ti tremano poi non serve. Determinati calciatori aiutano gli altri, e senza corsa non si va da nessuna parte“.

Sulla solidità difensiva: “Ci è mancata, e in queste due gare sarà fondamentale averla. Dobbiamo fare una grande fase difensiva per fare una grande fase offensiva. Specialmente in questa ggara dobbiamo cercare di mantenere la porta inviolata, ma dobbiamo farlo di squadra. E la Roma non ha un passato positivissimo con il Porto“.

Le parole di De Rossi

Sul caso Kolarov: “Se si dovesse ricomporre questa piccola frattura ne sarei contento, voglio bene ai tifosi della Roma e considero Alex un fratello. Chiedo ai tifosi di continuare a fidarsi di me: è uno che dà sempre tutto, non salta un allenamento…preferisco quelli così a quelli che baciano la maglia e poi si fermano al primo dolorino o storcono la bocca quando gli si chiede di cambiare ruolo, I risultati rendono l’ambiente nervoso, ma se si ricomponesse sarei il più felice”.

Sullo scorso anno: “Quello è un valore aggiunto. Ci fa arrivare più pronti a partite delicate. Il Porto è abituato a giocare partite del genere, ma per noi è motivo di sicurezza, si racchiude nella parola esperienza. Ci permettiamo anche il lusso di pensar di esser stati sfortunati, che poteva andare meglio“.

Sull’ultimo periodo: “I risultati non sono stati sempre brillanti e a volte non hanno rispecchiato le prestazioni. Si notava che quando prendevamo un gol non riuscivamo a tirar fuori la testa e andavamo in difficoltà. Ma ultimamente a parte Firenze le prestazioni sono state positive“.

Sul futuro: “Io se sto bene fisicamente continuerò a giocare. Mister e compagni mi danno importanza, ma loro lo sono per me. Mi hanno fatto sentire importante come non mai, e le prestazioni sono buone quando sei importante”.

Sul pubblico allo stadio: “Mi sono sempre sentito a casa mia allo stadio. Sento grande affetto, una percentuale più alta di tifosi che mi vuole bene, un po’ come Francesco. Lo sento che la gente mi vuole bene e sono contento, ma penso sia legato al giocare bene. Non posso pensare che è perché smetterò”.

Su Di Francesco: “Ha un’idea di calcio che non cambia a seconda di come vanno le cose. Riconosce i problemi. Non è ovviamente felice come dopo le vittorie, gli umori degli allenatori sono ancora di più fatti da alti e bassi, ma non ha mai perso la trebisonda in una città dove non è facile rimanere saldi di testa e di polso. Ci sono stati momenti negativi, in cui si è parlato del suo futuro, ma quarti-quinti in classifica non è l’orlo del baratro. Io sono stato quartultimo-quintultimo”.

Sull’infortunio recente: “Io sono realista, era un punto interrogativo. Non ho pensato di aver smesso perché ho fatto tre mesi da calciatore serio, ho fatto sacrifici perché volevo rientrare. Il punto di dmanda che aveva e che ho adesso è quanto reggerà il ginocchio, perché un’operazione alla cartilagine non la avrei retta. Se invece va così bene non mi pongo la domanda, non vedo perché“.

Sul valore della gara“Giorno dopo giorno, ogni risposta che mi dà il ginocchio è il coronamento di un percorso che sto facendo. Bisogna pensare alla partita come a tutte le altre, l’importante non è il mio ginocchio o quanto giocherò. Dobbiamo pensare collettivamente, non è la mia condizione il motivo per cui siamo qui”.

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