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Milan-Inter, numeri e statistiche: Piatek un fantasma, Vecino un pericolo

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Milan-Inter finisce 2-3: decisiva l’intuizione tattica di Vecino, che tocca 9 palloni nei pressi dell’area avversaria. Troppo superficiali i rossoneri, 0 i tiri in porta di Piatek

Derby spettacolare e ricco di emozioni quello che chiude la 28^ giornata di Serie A. Milan ed Inter si sono date battaglia fino all’ultimo minuto, ma alla fine ad avere la meglio sono stati i nerazzurri. Apre i giochi Vecino, poi raddoppiato da De Vrij. Accorcia per un attimo le distanze Bakayoko, ma poi chiude i giochi Lautaro Martinez su rigore: non serve a nulla la rete di Musacchio. 3 punti d’oro per la squadra di Spalletti, che torna a sorpassare il Milan in classifica e ritrova il terzo posto. Questa sconfitta peserà soprattutto sul morale della formazione di Gattuso. Ecco i numeri più interessanti e le statistiche del match raccolte dalla Panini Digital.

54/46 – % possesso palla

Nonostante il Milan sia uscito sconfitto, è stata proprio la squadra di Gattuso a mantenere maggiormente il possesso del pallone. 54% della squadra rossonera contro il 46% dell’Inter. Il Diavolo, però, non è riuscito ad esprimere il suo solito calcio. Soprattutto nel primo tempo, il pressing alto e l’elevata intensità sostenuta dalla formazione di Spalletti hanno messo in seria difficoltà il Milan, che ha faticato molto a trovare il suo solito ordine nel palleggio. Il possesso palla è stato maggiore di quello dei cugini, ma è avvenuto principalmente nella propria metà campo e con passaggi scontati ed inutili. Poche giocate azzardate, poche verticalizzazioni. Oltretutto, la percentuale è salita nel finale quando il Milan ha prodotto il massimo sforzo fisico per pareggiarla e l’Inter si era chiusa – per forza di cose – nella sua trequarti.

89/100 – Giocate utili

Il Milan ha mantenuto maggiormente il possesso del pallone, ma ha creato e – soprattutto – cercato di creare meno dell’Inter. I nerazzurri hanno più volte rischiato la giocata, producendo esattamente 100 giocate utili contro le 89 dei rossoneri. Per giocata utile si intende quel gesto tecnico che ha determinato l’eliminazione di un avversario dalla fase difensiva. Si ribalta quindi la percentuale vista prima: il 53% delle giocate utili del derby appartengono alla squadra di Spalletti, il restante 47% invece a quella di Gattuso. In totale, considerando tutte le giocate riuscite dall’Inter nell’arco dei 90 minuti, le giocate utili hanno raggiunto quota 20% : solo il 15,2% invece sono le giocate utili del Milan.

9/1 – Cambi di gioco

Il Milan ha cercato di mettere in pratica la sua solita filosofia di gioco, basata sul fraseggio e sugli uno-contro-uno sugli esterni. La squadra di Gattuso è però stata incapace di reagire ed adattarsi agli accorgimenti tattici messi in campo dall’Inter, che l’ha facilmente colpita soprattutto nella prima frazione di gioco. Spalletti ha infatti inserito Vecino come trequartista invece che da mezzala, e i suoi inserimenti centrali nei buchi lasciati da Lautaro hanno fatto malissimo ai rossoneri. Il Milan ha continuato con i suoi cambi di gioco – ben 9, contro 1 solo dell’Inter – senza curarsi dello schieramento tattico avversario. L’Inter non gioca con un rombo a centrocampo ma ha sempre gli esterni larghi, e quindi diventa molto difficile trovare scoperta una corsia. Il Milan stesso, anche in fase di non possesso, è rimasto troppo largo: le maglie difensive hanno lasciato troppo spazio agli inserimento centrali di Vecino.

0 – Piatek

Partita decisamente da dimenticare per Piatek, che ha deluso all’appuntamento più importante. Gattuso è stato “tradito” proprio dai suoi due uomini più decisivi, quelli che avevano imposto il cambio di marcia nel nuovo anno: Paquetà e proprio l’attaccante polacco. L’ex Genoa non è quasi mai stato servito nel modo giusto: gli sono spesso arrivati palloni sporchi e difficili da controllare. Skriniar e De Vrij hanno fatto il resto. Impressionate però il numero 0 nella casella dei tiri in porta. Piatek non è infatti mai riuscito nemmeno a scaldare i guantoni di Handanovic. Il numero 19 ha provato una sola girata col destro nel secondo tempo, ma senza comunque trovare lo specchio. Nessun calcio di sinistro e nessun colpo di testa. Piatek non è mai riuscito ad esser pericoloso: nel derby è stato un fantasma.

9 – Vecino

Uomo partita, Matias Vecino è stato senza dubbio il giocatore decisivo nel derby di Milano. L’intuizione tattica di Spalletti ha indirizzato la gara in un certo modo fin dalle battute iniziali: schierare il centrocampista uruguaiano sulla linea dei trequartisti in assenza di Nainggolan e Joao Mario è stata probabilmente la carta vincente. Vecino non è nuovo a gol importanti, e a San Siro lo ha dimostrato. E’ lui infatti ad aprire le danze, con il suo classico inserimento nel buco centrale: il numero 8 arriva da dietro, e con tempismo ed intelligenza è sempre pericoloso. In questa “strana” posizione, l’ex Fiorentina gioca ben 9 palloni nei pressi dell’area avversaria. Soprattutto nel primo tempo, Vecino è stato un attaccante – immarcabile – aggiunto.

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