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Juventus, parte il toto-allenatore: i principali candidati per sostituire Allegri

Juventus, parte il toto-allenatore: i principali candidati per sostituire Allegri
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Dopo la separazione annunciata con Allegri, i bianconeri si guardano intorno per scegliere il nuovo tecnico: ecco la lista degli indiziati

Dopo aver vinto con largo anticipo l'ottavo scudetto consecutivo, la Juventus ha comunicato ieri la decisione di separarsi per la prossima stagione da Massimiliano Allegri, ovvero la guida tecnica che ha portato a Torino gli ultimi cinque di quegli otto titoli oltre ad aver portato per due volte la Vecchia Signora in finale di Champions League.

Le aspirazioni di vittoria proprio della principale competizione europea per club, unita a rapporti non eccezionali con alcuni membri della rosa e dello staff ha però portato a questa decisione, così ora i bianconeri dovranno scegliere (se non lo hanno già fatto) chi sarà il loro allenatore a partire dalla stagione 2019-20. Tra nomi internazionali e opzioni interne al nostro campionato, ecco la lista dei papabili sostituti di Allegri sulla panchina della Juventus.

Pep Guardiola

Innanzitutto si è parlato con grande insistenza del gradimento ormai reiterato negli anni della dirigenza bianconera per Pep Guardiola, e ci mancherebbe altro. Il catalano ha vinto di tutto a Barcellona, comprese proprio due Champions League, arrotondando negli ultimi anni tra Bayern Monaco e Manchester City. Sarebbe però stato proprio il diretto interessato a chiudere momentaneamente la porta a un trasferimento a Torino o in Italia rispondendo a riguardo in conferenza stampa e dimostrandosi oltretutto infastidito dal continuo interrogativo postogli dai giornalisti: “Quante volte devo dirvelo?“.

Antonio Conte

Un altro nome che avrebbe infiammato almeno una buona parte della piazza bianconera è di sicuro quello di Antonio Conte, ovvero il tecnico capace di riportare a Torino lo scudetto nell'era post-Calciopoli e di inaugurare la striscia di vittorie poi proseguita proprio sotto Allegri e tutt'ora aperta. Dopo aver lasciato Vinovo, il tecnico pugliese ha superato le aspettative da ct azzurro a Euro 2016, vinto una Premier League e una FA Cup da manager del Chelsea ed è rimasto fermo per tutta questa stagione dopo esser stato esonerato dai Blues. Per due motivi, però, Conte sembra un nome difficilmente spendibile per i bianconeri: il primo è che, dopo esser stato accostato a lungo alla Roma, il tecnico sembra essere ora promesso sposo dell'Inter di Marotta. Il secondo riguarderebbe invece proprio i rapporti con la dirigenza bianconera, complicatisi al momento dell'addio nel 2014 e mai realmente ricuciti.

Mauricio Pochettino

Dopo aver iniziato la propria carriera da allenatore nell'Espanyol e averla proseguita al Southampton, Mauricio Pochettino ha trovato la propria dimensione sulla panchina del Tottenham, con il quale non è mai riuscito a ottenere alcun titolo ma si è qualificato alla prossima finale di Champions League contro il Liverpool battendo la sorpresa Ajax con una grande rimonta nella gara di ritorno alla Johan Cruijff Arena. Con un'idea di calcio moderna, in cui svolgono un ruolo fondamentale l'intensità, la riaggressione e delle transizioni offensive rapide e spiazzanti, quello di Pochettino sarebbe un nome di primissimo piano per la Juventus, che però difficilmente riuscirà a strapparlo al club londinese, forte di un contratto fino al 2023, a meno non venga deciso di pagare l'intera clausola rescissoria da 30 milioni (fonte Gazzetta dello Sport) investendo praticamente in un nuovo top player. Eppure, se l'argentino dovesse veramente riuscire ad alzare la Champions con gli Spurs allora le possibilità che chieda di poter lasciare il club da vincente aprirebbero uno spiraglio davvero interessante per i bianconeri.

Maurizio Sarri

Dopo averlo vissuto da avversario per tre stagioni, rischiando soprattutto nell'ultima di dovergli cedere il passo come campione d'Italia, la Juventus starebbe pensando anche a Maurizio Sarri come possibile sostituto di Allegri per la prossima annata. A rendere difficile il suo arrivo c'è innanzitutto il Chelsea, club attualmente allenato dal tecnico toscano che nell'ultimo periodo ha ripreso quota in campionato e per questo non sarebbe intenzionato a disfarsene, e in più anche la Roma, già da qualche tempo interessata all'ex Napoli per sostituire la soluzione ad interim Ranieri. Difficile capire come la piazza bianconera accoglierebbe in caso l'arrivo di un allenatore ormai inserito nella casella mentale del “rivale”, intrigante invece il fatto che la Juve abbia appena chiuso un ciclo in cui la critica più frequente è stata quella di sacrificare il bel gioco per raggiungere attraverso ogni mezzo possibile l'obiettivo desiderato. Sarri è esattamente l'emblema della guida tecnica che si prodiga per portare un gioco bello e meccanizzato alla squadra in questione: un contrasto interessante.

Simone Inzaghi

Un altro nome insistentemente accostato alla Juventus nelle ultime ore è quello di Simone Inzaghi, attuale allenatore della Lazio. A suo favore ci sarebbe un interesse che si è in realtà sviluppato negli anni – ogni qualvolta i biancocelesti raggiungessero vette di gioco o di risultati, ai complimenti per Inzaghi si accostava proprio un'ipotesi bianconera per il futuro -, più un particolare rapporto di stima con Fabio Paratici, CEO della Juventus, suo amico dai tempi di Piacenza. A non convincere i sostenitori della Vecchia Signora potrebbe essere il palmarés di Inzaghi, non esattamente quello di un tecnico vincente di Mourinhana concezione, ma comunque recentemente arricchitosi di una Coppa Italia. Non sarebbe però di certo favorevole il presidente laziale Claudio Lotito, che ha recentemente detto al Corriere dello Sport: “È un problema che per me non si pone: io sono indisponibile, non so cosa voglia fare lui…Se mi chiedesse di lasciarlo andare mi addolorerebbe, perché non avrebbe capito che tipo di rapporto ho io. E poi perché la Lazio non può essere un punto d'arrivo come la Juve?”.

Didier Deschamps

Già calciatore bianconero tra 1994 e 1999 e allenatore nella stagione 2006-07, quella della Serie B, Didier Deschamps sarebbe tra i nomi vagliati dalla dirigenza della Vecchia Signora in vista della prossima stagione. Come nei casi precedentemente analizzati, se non di più, anche qui ci sarebbe però qualche complicazione. Il nativo di Bayonne è infatti in questo momento il commissario tecnico della Francia, squadra laureatasi campione del Mondo a Russia 2018 proprio sotto la sua guida. Se avesse voluto lasciare la propria Nazionale da vincitore lo avrebbe già fatto, mentre l'esser rimasto alla guida dei Bleus anche dopo il Mondiale è sintomo di rapporto saldo e che nessuna delle parti ha intenzione di infrangere. Lasciare la Francia per la Juventus sarebbe oltretutto una scommessa piuttosto azzardata, in cui Deschamps si rimetterebbe totalmente in discussione, e non è detto che sia interessato a farlo. In chiusura non dimentichiamoci che, un po' come Conte, anche lui non ha terminato la propria esperienza da allenatore bianconero nel migliore dei modi, ma dimettendosi prima del termine del campionato cadetto – quando il primo posto era ormai certo, ma rinunciando con l'addio a poter fregiarsi legittimamente del titolo – per via di dissidi con la dirigenza riguardo i piani futuri.

Gli altri

L'ultima indiscrezione è quella riportata da Libero, secondo cui la Juventus sarebbe stuzzicata da Erik Ten Hag, reduce dall'incredibile scalata in Champions League con il suo Ajax, fermato solo in semifinale dal Tottenham. Dalla sua parte ci sarebbe certamente la questione del bel gioco affrontata parlando di Sarri, ma in ogni caso il suo nome resta quello di un outsider per la panchina della Vecchia Signora.

Di recente diffusione da parte de La Stampa anche il terzetto di nomi composto da Leonardo Jardim, Sergio Conceição e Paulo Sousa, tecnici portoghesi nell'orbita di Jorge Mendes, il procuratore più potente nel mondo che ha come suo primo assistito proprio lo juventino Cristiano Ronaldo. Anche in questo caso, però, le percentuali sono molto basse.

Quasi oniriche per la commistione di altissimo gradimento ma anche quasi impossibilità di percorrenza le strade che portano a Klopp ed Emery, attualmente sulle panchine del Liverpool finalista di Champions e dell'Arsenal finalista di Europa League.

Un'altra proposta “italiana” sarebbe invece quella di Sinisa Mihajlovic, già a un passo dalla panchina bianconera nel 2014, quando Conte sembrava alla sua ultima stagione ma decise alla fine di rimanere, salvo poi dimettersi dopo due settimane durante il ritiro estivo. Il serbo nel frattempo aveva però rinnovato i voti con la sua Samp, e così a Vinovo finì Allegri. La stima della dirigenza dunque ci sarebbe e le doti da motivatore col pugno di ferro anche, ma di certo la piazza torinese non si infiammerebbe per il suo arrivo.

Totalmente irrealistica invece la pista che porta a José Mourinho, con un passato anche molto recente di attriti con la Juventus e i suoi tifosi. Ma la voce che a Torino sta circolando a volume molto basso, in un misto di scetticismo (per la veridicità della notizia, non di certo per l'identikit) e voglia di non renderlo reale per non dover soffrire quando dovesse tramontare, ha dell'incredibile: secondo Sport, Zinedine Zidane potrebbe anche lasciare già questa estate il Real Madrid. Per ora se ne parla in ottica Nazionale francese nel caso in Deschamps decidesse di lasciare, ma se realmente il rapporto Zizou-Blancos fosse vicino al capolinea, non stentiamo a credere che Nedved e Paratici possano volgere lo sguardo verso la capitale spagnola, con il probabile benestare di ogni singolo tifoso bianconero.


Giovanni Rosati

Appassionato di calcio e scrittura sportiva, abituale del calciotto del venerdì sera e presidente di FantaLega impegnato ogni anno in tre diversi fantacalci (perché basta vincerne uno per potersi definire "campione", no?). Poi anche giornalista pubblicista, laureato e tutto il resto.

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