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Roma-Juventus, Ranieri: “A fine campionato ho finito anche io”

Roma-Juventus, Ranieri: “A fine campionato ho finito anche io”

Il tecnico giallorosso parla in conferenza stampa in vista del big match della 36^ giornata di Serie A contro i campioni d'Italia della Juventus

Quattro punti da recuperare in tre turni all'Atalanta più uno al Milan, ma anche due punti da non perdere sul Torino per evitare di rimanere esclusa non solo dalla Champions, ma anche dall'Europa League. La Roma deciderà il proprio destino in questo finale, partendo proprio dalla sfida ai campioni d'Italia della Juventus, big match della 36^ giornata di Serie A. A due giorni dalla partita, il tecnico giallorosso Claudio Ranieri parla in conferenza stampa.

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Le parole di Ranieri

Sulla sfida alla Juve: “Come si batte? Bel quesito. Dobbiamo esser concentrati, sappiamo di aver perso una chance a Genova ma dobbiamo avere una reazione di orgoglio. Anche quando sono arrivato era difficile entrare in Champions, ma dobbiamo provarci siamo lì. Diamo il massimo e poi tireremo le somme”.

Su Dzeko: “Lo vedo giocatore forte, determinato, che si allena sempre bene. Ci sta un anno in cui non si riesce a far gol che in altre annate si faceva, ma la sua voglia e determinazione mi hanno sempre fatto scegliere lui. Sta facendo un gioco molto importante per i compagni”.

Sulle quattro inglesi nelle finali europee: “Un pochino mi ha sorpreso, anni fa dissi che loro non hanno mai un break invernale e per quello non si arrivava in fondo con tutte le energie. Evidentemente gli allenatori hanno cambiato qualcosa”.

Su Zaniolo: “Zaniolo è una mezzala a tutto campo. Lui è stato importante da trequartista e da esterno, che non sono il suo ruolo, perché ha prestanza fisica e strappi. Logicamente al primo anno non può essere sempre al 100%, ma negli ultima allenamenti lo sto vedendo voglioso e determinato”.

Sul futuro: “Io sono venuto qui perché Roma mi ha chiamato e sono tifoso. Finito questo, finisce il mio lavoro. Quando ho firmato sapevo che ero venuto qui fino a fine campionato”.

Sul modulo: “Se può cambiare visto il rientro di De Rossi? Potrebbe. Ho ancora due giorni per decidere la formazione, vedremo a seconda di quello che mi possono dare nei 90′“.

Su Under: “Questo ragazzo vede la porta come pochi: gran tiro. L'infortunio gli ha fatto perdere alcune caratteristiche, negli allenamenti pian piano migliora, ma per me in un 4-2-3-1 deve rientrare, non può restare là davanti. So che non è un recupera palloni, ma poi il terzino è in uno contro due”.

Sul caos mediatico attorno alla Roma: “Difficile dire se la partita col Genoa si possa spiegare con il caos mediatico. Dovevamo esser più concentrati. A fine partita ho detto che speravo il punto potesse essere d'aiuto, restando concentrati nel nostro. Il focus deve essere la partita”.

Sul progetto Roma: “Se mi sento di promuovere la Roma? La Roma è un bene inestimabile, è ovvio che mi senta di promuovere la mia squadra del cuore”.

Sulle differenze con il club juventino: “Nelle top la Juventus è un punto di riferimento. Per la Roma è vitale avere uno stadio di proprietà, senza di esso avrà difficoltà a rincorrerla”.

Sulla determinazione: “La marca il carattere e la qualità dei giocatori. Ci può essere l'allenatore che non dia troppo carattere, ma se lo hanno i giocatori si tira fuori il meglio. Il bello è quando la squadra è costruita a somiglianza dell'allenatore. Klopp ha giocatori che sposano al 100% la sua filosofia, e allora il Liverpool è spumeggiante e dà tutto. Sono contento ci sia riuscito, perché fino ad ora non riusciva a tenere la stessa intensità per tutta la partita e tutto il campionato, o fuori come in casa. Vuol dire che c'è unione tra società, allenatore e giocatori”.

Su Pastore: “L'ho visto bene. Non ha accusato il colpo dell'esclusione, è importante perché ci sono giocatori sensibili che pensano di non avere la fiducia dell'allenatore. Ha possibilità di essere scelto”.

Su Santon e Karsdorp: “Si sono allenati tutta la settimana, non hanno i 90′ ma stanno bene“.

Su Florenzi: “Lui è un jolly, può giocare sia alto che basso e la possibilità che giochi nei due ruoli noi la abbiamo sempre“.


Appassionato di calcio e scrittura sportiva, abituale del calciotto del venerdì sera e presidente di FantaLega impegnato ogni anno in tre diversi fantacalci (perché basta vincerne uno per potersi definire "campione", no?). Poi anche giornalista pubblicista, laureato e tutto il resto.

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