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Serie A

Sassuolo-Roma, Ranieri: “De Rossi andava trattato diversamente”

Claudio Ranieri conferenza stampa Roma

Il tecnico giallorosso parla in conferenza stampa a due giorni dalla sfida al Sassuolo valida per la 37^ e penultima giornata di Serie A

Quattro punti da recuperare all’Inter, tre all’Atalanta e uno per staccare il Milan. In più, due assolutamente da non perdere sul Torino. La Roma deciderà in questi due ultimi turni di campionato il proprio destino per la prossima stagione: sarà Champions, Europa League o addirittura nessuna delle due? A due giorni dalla trasferta contro il Sassuolo valida per la 37^ giornata di Serie A parla in conferenza stampa il tecnico giallorosso Claudio Ranieri.

Sassuolo-Roma: orario, probabile formazione e dove vederla in tv

Le parole di Ranieri

Sulla gara: “Io credo che quanto successo negli ultimi giorni debba essere uno stimolo positivo, ormai i giocatori sono abituati a tutto. Anche con le voci sugli allenatori non hanno mollato. Mi auguro sia uno sprone a far bene, c’è ancora una piccola possibilità e dobbiamo avere la coscienza a posto”.

Sulle condizioni degli infortunati: “Stanno tutti bene, Zaniolo riprende oggi perché aveva un polpaccio indurito e farà un lavoro personalizzato. Pellegrini non è grave, è la solita vecchia cosa che si acuisce, ma credo di averlo a disposizione sabato, al massimo settimana prossima“.

Sulle frasi di ieri: “Non ho utilizzato quelle parole. Quando i nostri tifosi chiedevano spiegazioni su chi avesse preso decisioni, ho detto sicuramente a Londra e in America, perché decide il presidente e chi gli sta più vicino“.

Sul futuro della Roma: “Io non so i progetti futuri di Pallotta, non hanno parlato con me che tra due partite chiudo. In ogni società ci sono ricambi, ci sta. Anche in Italia altre squadra hanno perso grossissimi punti di riferimento, forse però a Daniele andava detto diversamente. Ma è la legge del calcio, la società vuol cambiare. Per una figura così importante, amata visceralmente, andava posto maggiore attenzione e un altro comportamento“.

Su De Rossi: “Io sono allenatore e da allenatore avrei detto che lo voglio, perché so che giocatore, uomo e capitano sia. Si parla sempre di leader, ma ce ne sono vari: per la società, i giornalisti, i tifosi, i social. Lui è un leader per l’allenatore, è un allenatore in campo. Parli a lui e lui ragiona non fine a se stesso ma per il bene della squadra. Con lui ancora devo parlarci bene, ma l’ho visto motivato come sempre. Dentro sarà squassato, non dormirà la notte, ma è normale. Chi ha dato tutto, ha giocato anche in condizioni non perfette per l’attaccamento alla maglia e ai tifosi viene sconquassato da una notizia del genere. Lui vuole continuare giocare ed è giusto così. Lui ha mentalità da allenatore perché ne ha uno in casa, è una formazione che gli ha dato il padre. Vedremo se giocherà titolare, ci parlerò“.

Su Baldini: “Con me non incide affatto nel lavoro quotidiano. Non so che rapporti abbia col presidente. Qua, nel mio lavoro, non incide. In generale non lo so“.

Sulla situazione a Roma: “Quando ho accettato l’incarico sapevo di trovare una squadra giù mentalmente. Le mie forze sono state rivolte al riportarli su, farli credere in loro stessi e nella squadra. Tutte queste cose poi non mi aiutano nel lavoro. Quanto possono aver inciso le chiacchiere nella partita di Genova non lo so. So che ho chiesto l’aiuto ai tifosi e lo hanno fatto magnificamente, per questo li devo ringraziare”.

Su Totti: “Credo che ogni persona intelligente capisca che le decisioni sulla vita di Francesco debba prenderle lui. È lui che mi ha chiamato, quindi per me conta. Poi non è che uno smette di giocare e diventa subito dirigente o allenatore, c’è un periodo di crescita. Ora non so quanto sia felice o soddisfatto, chiedetelo a lui”.

Su un consiglio per il futuro: “Non sapendo i programmi, mi è difficile. Io credo che sia importante la costruzione dello stadio, per poi programmare una Roma grande. E lo dico leggendo quello che scrivete voi. Io sto pensando alla squadra, ai giocatori, altre cose non me le sono poste. Mi sono messo l’elmetto e son venuto per aiutare la squadra”.

Sul rapporto con la società: “Roma è una piazza particolare e il tifoso si sente partecipe in tutto e per tutto. Per questo se l’Olimpico è pieno ti permette cose altrimenti impossibili. Ma io nella mia carriera ho trovato pochi presidenti sempre con la squadra. A Leicester il presidente lo vedevo poco e Abramovic credo di esser stato quello ad averlo incontrato di più: forse Sarri non l’ha addirittura mai visto. Ti danno una squadra, poi quello che succede fuori non ti interessa. L’importante è che se ti serve qualcosa ci sia qualcuno pronto a risolverla, non la presenza”.

Sul modulo: “Vediamo se 4-3-3 o 4-2-3-1. Il Sassuolo è ben organizzato, ho visto la partita d’andata e mi sto facendo un’idea. Ora vediamo negli ultimi allenamenti cosa mi convince di più“.

Un appello ai tifosi: “Mi auguro che l’ultima partita di campionato sia una festa per Daniele, poi il tempo delle contestazioni ci sarà. Dimostriamo il nostro amore a Daniele e alla Roma“.

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