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Fantacalcio, come cambia la Juventus con Sarri: 4-3-3 e sarrismo

Maurizio Sarri Chalsea
© imagephotoagency.it

La Juventus ha ufficializzato l’arrivo in panchina di Maurizio Sarri: ecco chi è l’ex Chelsea e come cambieranno i bianconeri

Chiusa la stagione con la conquista dell’ottavo scudetto consecutivo, ma con l’amara eliminazione ai quarti di finale di Champions League per mano dell’Ajax, la Juventus ha deciso di chiudere il ciclo Allegri. Il tecnico livornese, dopo diverse settimane, ha comunicato insieme al presidente Andrea Agnelli il suo imminente addio ai bianconeri. Ufficializzata la separazione con Allegri, i bianconeri hanno iniziato la caccia al suo sostituto. Caccia che ha visto i torinesi valutare diversi nomi e che è durata qualche settimana, alla fine è stato l’ex Napoli e Chelsea Maurizio Sarri ad avere la meglio. Con lui inizierà il terzo ciclo della Juventus targata Andrea Agnelli.

Chi è Maurizio Sarri

La sua carriera da allenatore parte nel lontano 1990, quando all’età di 31 anni diventa l’allenatore dello Stia, squadra della Seconda Categoria. Dopo una sola stagione passa alla Faellese, sempre in Seconda Categoria. Continua il giro e passa dalle panchine di Cavriglia, Antella, Valdema e Tegoleto, fino ad arrivare – negli anni 2000 – sulla panchina del Sansovino. Con il Sansovino vince il suo primo e unico campionato da allenatore, quello di Eccellenza, conducendo la squadra fino alla Serie C2. Fa il suo esordio nel calcio professionistico sulla panchina della Sangiovennese, trascinando la squadra in Serie C1. Nel 2005 si dimette e passa alla guida del Pescara, facendo il suo esordio in Serie B con i delfini.

Dopo un periodo complicato nel quale passa delle brevissime esperienze sulle panchine di Arezzo, Avellino, Verona, Perugia e Grosseto, nell’estate del 2010 Sarri approda all’Alessandria. Con i piemontesi vive una stagione abbastanza particolare, nella quale guida la squadra ad un grande risultato, la qualificazione ai play-off per la promozione in Serie B, dal quale però i suoi vengono eliminati in semifinale. Dopo una breve esperienza sulla panchina del Sorrento, il 25 giugno del 2012 firma con l’Empoli. La prima stagione con gli azzurri non parte bene, ma al termine del campionato i toscani si qualificano per i play-off per accedere in Serie A. Persa la finale contro il Livorno, i ragazzi di Sarri si rifanno l’anno dopo, chiudendo il campionato di Serie B al secondo posto e conquistando così l’accesso diretto al massimo campionato italiano. La prima stagione con l’Empoli in Serie A è positiva e si chiude con la salvezza con quattro giornate di anticipo e con il riconoscimento di squadra rivelazione del campionato.

Al termine della terza stagione con i toscani si dimette e firma con il Napoli. Con i partenopei inizia con una sconfitta, ma ingrana subito e riporta i campani a livelli alti. Nel corso della stagione trascina infatti i partenopei sia in Europa League, dove chiude i gironi con sei vittorie su sei partite, che in campionato, chiudendo il girone d’andata in vetta in solitaria e con la conquista del titolo di campione d’inverno. Termina l’anno al secondo posto, portando a casa diversi record per il Napoli. Anche la seconda stagione con gli azzurri si chiude positivamente, con Sarri che porta a casa ancora altri record, ma termina il campionato al terzo posto. Nel terzo anno i suoi danno del filo da torcere alla Juventus ma chiudono ancora al secondo posto, migliorando però altri due record. Al termine della stagione decide di lasciare i partenopei e qualche settimana dopo firma con il Chelsea. Anche se non partita benissimo, anche la prima stagione con i londinesi si chiude con risultati abbastanza positivi, con i blues che terminano al terzo posto in campionato e portano a casa l’Europa League, primo trofeo internazionale nella sua carriera da tecnico.

UFFICIALE: Juventus, Maurizio Sarri è il nuovo allenatore

Il credo tattico di Sarri

Prima ero più rigido. Ero più portato a pensare che la tattica fosse un valore assoluto. Ora so che il bambino che c’è in ogni giocatore non va mai spento. Non va mai represso l’aspetto ludico, quello per il quale il calcio si chiama, appunto, gioco del calcio. Quando un giocatore si diverte rende il doppio, ed è uno spettacolo meraviglioso“. È proprio lo “spettacolo” la frase che più ha caratterizzato gli ultimi anni di carriera di Sarri, che ha stupito tutti per il bel gioco delle sue squadre, del Napoli in particolare. Per descrivere il suo modo di giocare sono anche stati coniati i termini “Sarrismo” o “Sarry-Ball“.

Le squadre di Sarri sono sempre state caratterizzate da un gioco di prima, con tanti tocchi veloci in grado di mandare fuori giri gli avversari. Tocchi tutti funzionali e concentrati all’attacco, con triangolazioni veloci tra gli esterni alti e quelli bassi. Diversi anche gli schemi utilizzati sui calci da fermo nel corso della sua lunga carriera. Sarri si è distinto anche per l’uso di pochi moduli, se all’inizio era il 4-3-1-2 il preferito, dall’approdo al Napoli è passato stabilmente al 4-3-3, per tornare – una volta approdato al Chelsea – ad una sorta di 4-3-1-2 misto al 4-3-3, con il jolly Hazard libero di spaziare in avanti.

Nelle sue squadre molta importanza hanno avuto da sempre gli esterni e i terzini, cosa di cui la Juventus è abbastanza fornita, con una leggera carenza forse nel reparto difensivo. Ai bianconeri non manca nemmeno il buon regista, con Pjanic che andrebbe a fare il Jorginho di Napoli e Chelsea. Il 4-3-3 dovrebbe dunque essere ancora il modulo più adatto con i calciatori a disposizione.

Come cambia la Juventus con Sarri

Con molte probabilità sarà il 4-3-3 il modulo utilizzato dalla Juventus nel corso della prossima stagione con Sarri in panchina. Tra i pali senza dubbio il titolare sarà ancora Szczesny, reduce da una buona stagione nella quale ha dimostrato di poter difendere i pali dei bianconeri. In difesa Chiellini e Bonucci guideranno ancora al centro, dubbio invece sulle fasce. Se da una parte Cancelo potrebbe lasciare dopo una sola stagione, con i bianconeri che non hanno ancora iniziato la caccia al sostituto, dall’altra anche Alex Sandro è in dubbio, con Spinazzola che scalpita.

A centrocampo sarà Pjanic a dirigere tutto davanti alla difesa, con l’ex Roma che sarà dunque il punto di riferimento di tutta la squadra. Sulla mezzala sinistra sarà testa a testa tra Ramsey e Matuidi, con il primo che ha come caratteristica principale gli inserimenti, mentre il secondo la corsa e il recupero di palloni. Tanti dubbi invece per la mezzala destra, sono infatti due per ora i candidati per una maglia: Emre Can e Khedira. La Juventus è inoltre a caccia di un grande colpo a centrocampo, Paul Pogba è il sogno, con il francese che ha aperto ad un possibile addio nella sessione estiva di calciomercato, Zaniolo è invece l’obiettivo un po’ più concreto.

Qualche dubbio anche in avanti, dove l’unico sicuro del posto nel tridente è Cristiano Ronaldo. Mandzukic potrebbe lasciare i bianconeri nonostante il rinnovo, con Dybala che potrebbe tornare a fare la punta come falso nove, con Kean primo sostituto. A sinistra ballottaggio a tre tra Bernardeschi, Douglas Costa e Cuadrado, con l’italiano che parte leggermente avanti nelle gerarchie. Nonostante la grande abbondanza la Juventus è inoltre intenzionata a portare Chiesa all’ombra della mole.

Juventus (4-3-3): Szczesny; X, Chiellini, Bonucci, Alex Sandro; Emre Can, Pjanic, X; X, Dybala, Cristiano Ronaldo.

Se invece dovessimo considerare tutti i giocatori al momento nella rosa della Juventus, lo schieramento non sarebbe molto diverso da quello visto nelle ultime gare della gestione Allegri.

Juventus (4-3-3): Szczesny; Cancelo, Chiellini, Bonucci, Alex Sandro; Emre Can, Pjanic, Matuidi; Bernardeschi, Dybala, Cristiano Ronaldo.

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