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Roma, Baldissoni risponde a Totti: “Dispiacere e tristezza, parlano i fatti”

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© imagephotoagency.it

Il vice presidente della Roma Baldissoni risponde ala conferenza stampa tenuta ieri dall’ex capitano e dirigente Totti

Non si placano le polemiche tra Francesco Totti e la Roma. Dopo la conferenza stampa tenuta ieri presso la Sala d’Onore del Coni, con la quale Totti ha spiegati i motivi delle sue dimissioni da dirigente giallorosso, è arrivata la pronta risposta di Mauro Baldissoni. Il vicepresidente della Roma, chiamato più volte in causa del corso della conferenza di ieri, ha rilasciato una lunga intervista a Sky nella quale ha fornito il punto di vista suo e della società in merito alla scelta di Totti: “Credo sia opportuno fare una menzione sul passaggio da grande calciatore a qualsiasi altra cosa: si tratta di un percorso non semplice e non rapido. Noi siamo sempre stati convinti dell’esigenza di essere pazienti nei confronti di Totti e, come ha detto lui stesso ieri, nel primo anno era un po’ difficile rendersi conto di cosa succedesse da dirigente. Poi, dopo l’addio di Monchi durante il secondo anno, avrebbe potuto ricoprire il ruolo di Direttore Tecnico che tanto desiderava e siamo stati dispiaciuti che la risposta sia arrivata così. Lui stesso ha detto di aver inciso sulla scelta di Ranieri o, come da lui stesso raccontato, è stato in prima fila per provare a convincere Antonio Conte a venire a Roma. E’ evidente che parliamo di un percorso in cui aveva già avuto modo di esprimere il suo parere. Noi speravamo che potesse sempre più integrarsi e continuare a crescere in quello che resta comunque un lavoro di squadra, perché nessuno può decidere da solo”.

La conferenza stampa con cui Totti dà le dimissioni

Tra le colpe che Totti imputa alla gestione americana della Roma, c’è quella di aver cercato in tutti i modi di “deromanizzare” la squadra: “Mi dispiace per la sua percezione della vicenda, ma noi facciamo parlare i fatti: ha avuto due contratti da calciatore e uno da dirigente. Idem per De Rossi, che ha ricevuto due contratti da calciatore e poi uno da dirigente al fianco dell’amministratore delegato. Poi ci sono gli esempi di Florenzi e Lorenzo Pellegrini: prodotti del vivaio sui quali la società ha puntato. Credo sia un vanto e un merito di questa società aver avviato la Hall of Fame, per permettere di coinvolgere chi abbia giocato almeno una gara con questa maglia per essere presente a Trigoria o all’Olimpico. Poi abbiamo sempre privilegiato nelle scelte chiunque abbia dato qualcosa per questa maglia ed è evidente. Deromanizzare la Roma sarebbe sciocco, è un patrimonio inestimabile dal punto di vista comunicazionale, emozionale e patrimoniale. Come potevamo essere così stupidi da pensare di rinunciarci? Francesco Totti all’epoca dell’acquisizione della Roma da parte degli americani era più conosciuto della Roma stessa, quindi come si poteva pensare di volerlo allontanare dalla Roma?”.

Uno dei temi dominanti nelle frequenti critiche a Pallotta – mosse non solo da Totti – è la sua continua lontananza dalla capitale: “Sulla sua assenza mi limito a una considerazione: quest’anno i due principali tornei europei sono stati vinti da Liverpool e Chelsea, non credo che i rispettivi presidenti quest’anno siano stati molto in società. Pallotta l’ha più volte invitato a passare del tempo a Boston: mi rendo conto ci sia una difficoltà di lingua e cultura che non facilita questa comunicazione, ma l’interesse del presidente è sempre stato quello di provare a facilitarlo”.

Baldissoni ha parlato inoltre del rapporto privato tra lui e Totti: “Credo che sia sempre stato chiaro, cortese e corretto. Non occupandomi dell’area tecnica non ci sono grossi confronti quotidiani, ma la mia porta per lui è sempre stata aperta. Non opero nell’area tecnica: non abbiamo molti motivi di confronto, ma non posso che ribadire la mia grande disponibilità”.

Sulle reazioni della società dopo la conferenza dell’ex capitano giallorosso: “Parole che ci provocano dispiacere e tristezza: è una sconfitta di tutti perché Totti è un grande patrimonio per questa società. La Roma però deve andare avanti a prescindere e questa proprietà in questi anni ha investito tanto, tra le dieci società che hanno investito di più in calciatori. Continueremo a investire, anche se il prossimo anno non parteciperemo alla Champions League: vogliamo costruire una squadra competitiva. Poi sbagliare può far parte di una società di calcio, come accaduto nell’ultima stagione, ma questa non può che essere una motivazione in più per migliorarsi. Pallotta è una persona estremamente ambiziosa e la sua ambizione è quella di replicare il successo con i Boston Celtics. Abbiamo fatto degli errori, lui stessi li ha ammessi e sa di doverli correggere”.

Infine, ha espresso la sua opinione sull’importanza della questione stadio nella gestione di Pallotta: “E’ evidente che la questione stadio è una questione cruciale. Il business dello stadio non è un business fine a se stesso, ma cruciale per una società perché è un amplificatore di ricavi. E con lo stadio si può diventare sempre più competitivi. Se tutti dicono di voler primeggiare replico che senza un acceleratore di ricavi come lo stadio fronteggiare la Juventus sarà difficile. E’ chiaro che se alla lunga Pallotta vede che fare questo investimento è impossibile potrebbe pensare qualcosa di diverso, ma non lascerà nulla di intentato”.

Il comunicato della Roma dopo l’addio di Totti

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