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Roma, la conferenza di Totti: “Me ne vado, ma non per colpa mia”

Francesco-Totti
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Le strade di Francesco Totti e della Roma si separano: le dichiarazioni della leggenda giallorossa in conferenza stampa

Il matrimonio tra Francesco Totti e la Roma termina, almeno momentaneamente. Nella giornata di oggi, presso il Salone d’Onore del Coni, la leggenda giallorossa ha comunicato ufficialmente la sua separazione dal club in cui ha giocato per tutta la carriera. Queste sono state le sue prime dichiarazioni: “Vorrei ringraziare il presidente Malagò per avermi dato questa possibilità in questo posto bellissimo, tra i più importanti per gli sportivi. Alle 12.41 del giugno 2019 ho mandato una mail al CEO della Roma dove ho scritto un po’ di frasi per me impensabili. Ho dato le mie dimissioni dalla As Roma, speriamo che questo giorno non arrivasse mai, invece è arrivato. Per me è molto brutto e molto pesante, ma vista le condizioni penso che sia stato doveroso prendere questa brusca decisione. Non ho avuto mai la possibilità operativa di poter lavorare sull’area tecnica della Roma. Ho preso questa decisione dopo mesi di valutazioni, ma penso che sia la più coerente perché davanti a tutto c’è la Roma. Si tratta di una squadra da amare: non ci devono essere i partiti pro o contro Pallotta. Ho sempre detto che i presidenti, i giocatori e gli allenatori passano, ma le bandiere no. Non è stata colpa mia prendere questa decisione”.

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Totti precisa quali sono i motivi della rottura con la dirigenza della Roma: “Non è tata colpa mia perché non ho avuto mai la possibilità di esprimermi, non mi hanno mai coinvolto in un progetto tecnico. Il primo anno ci poteva stare, il secondo avevo capito cosa volevo fare e non ci siamo mai trovati. Sapevano della mia voglia di poter dare tanto a questa società ma loro non hanno mai voluto: mi tenevano fuori da tutto”.

La tifoseria giallorossa è rimasta scossa da questa decisione. Una possibile speranza per il futuro da parte di Totti: “Io al popolo giallorosso non posso che dire grazie. C’è sempre stato grande rispetto, sia in campo che fuori. Per me è la squadra più importante del mondo, vederla così in difficoltà mi rattrista. I tifosi della Roma sono diversi dagli altri per la loro passione. Io da fuori continuerò sempre a tifare Roma. Si tratta di un arrivederci, non di un addio: parlando come Francesco, è impossibile vedere Totti fuori dalla Roma. Ora prenderò altre strade ma, nel caso in cui un’altra proprietà dovesse puntare forte su di me, mi farei trovare pronto”.

Totti ha inoltre dato qualche indizio sul suo futuro, non specificando i principali responsabili del suo addio: “In questo momento ce ne sono tante di cose che posso fare. In questo mese valuterò tutte le offerte che ci sono sul piatto e accetterò quella che mi farà sentire meglio. Non c’è uno più colpevole dell’altro: è stato fatto un percorso e non è stato rispettato”.

Con il suo addio prosegue il programma di “deromanizzazione” della Roma: “Credo che sia stato un pensiero fisso per alcune persone privare la Roma dei romani. Alla fine sono riusciti ad ottenere quello che volevano. Da quando sono entrati gli americani, hanno provato in tutti i modi a metterci da parte e ci sono riusciti”.

Tra i responsabili della sua decisione c’è sicuramente Franco Baldini: “Il rapporto con lui non c’è mai stato e mai ci sarà. Se ho preso questa decisione è perché c’erano dei problemi interni. Uno dei due doveva uscire, mi sono fatto da parte io. L’ultima parola spettava sempre a Londra. Era inutile dire cosa avrei voluto cambiare: sarebbe stato tempo perso”.

Ormai da persona esterna alla Roma, come vede il club giallorosso nel futuro: “Un po’ tutti conosciamo le problematiche della società, soprattutto legate al Financial Fair Play. Nel corso degli anni, per ripianare il bilancio, la società ha sempre venduto i giocatori più forti. Bisogna essere trasparenti con tifosi, anche se vengono comunicate loro verità brutte. Quando ho rilasciato un’intervista in cui ho detto che la Roma sarebbe arrivata quarta o quinta mentre la Juventus avrebbe vinto a gennaio, mi hanno dato dell’incompetente. Mi dissero che toglievo sogni ai tifosi, ma con loro bisogna essere trasparenti e io lo sono sempre stato”.

Su quanto può pesare l’assenza del presidente Pallotta a Roma: “Per me pesa tantissimo, perché poi il giocatore trova sempre un alibi e alla prima sconfitta subito viene sottolineato il fatto che la società manca. Questo crea problemi alla squadra, crea un danno. Io l’ho detto e ripetuto tantissime volte: il presidente deve essere più presente sul posto perché quando c’è il capo tutti i dipendenti sono sull’attenti. Quando non c’è il capo fanno tutti come gli pare, è così ovunque”.

Sulle dichiarazioni del presidente romanista, che due giorni fa ha detto Totti ha avuto un grande impatto nella scelta del nuovo tecnico: “Fienga è l’unico dirigente che ringrazio, perché è stato l’unico a metterci la faccia e mi ha detto in privata sede di volermi come direttore tecnico. L’unica decisione che ho preso è stata quella su Claudio Ranieri, che ringrazio perché per la Roma sarebbe venuto anche a zero euro. Appena l’ho chiamato, senza chiedermi altro, mi ha risposto che dal giorno dopo sarebbe stato a Trigoria: va ringraziato perché è uno vero”.

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Su un suo coinvolgimento sull’addio di De Rossi: “Io già a settembre dissi ad alcuni dirigenti che, se pensavano fosse stata l’ultima stagione di De Rossi, avrebbero dovuto dirglielo subito. Perché lui era il capitano della Roma, andava rispettato. Poi s’è creato tutto un contesto difficile ed è passato il tempo che è passato. Il problema è che a Trigoria le cose vanno fatte subito, invece non avviene così. Io con De Rossi ci ho parlato da amico e ho provato a fargli capire cosa stesse accadendo, nonostante fossi un dirigente. Invece s’è creato lo stesso problema che si creò con me e non so se è una cosa voluta o se non ci pensano. A me sembra voluto, perché da quello che so loro hanno sempre voluto allontanare i romani dalla Roma”.

Se prossimamente andrà allo stadio a vedere la Roma: “In alcune partite sì, anche perché io sono tifoso giallorosso. Può darsi pure che andrò in Curva Sud. Anzi, lo sai che faccio? Prendo Daniele, se non andrà a giocare altrove, e insieme la andiamo a vedere in Curva Sud”.

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