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UEFA, Platini sotto custodia per l’assegnazione dei Mondiali 2022 al Qatar

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L’ex presidente UEFA è stato arrestato in Francia con l’accusa di corruzione per l’assegnazione della Coppa del Mondo 2022 al Qatar

L’ex presidente UEFA Michel Platini è stato fermato questa mattina in Francia e preso in custodia per via di indagini per corruzione per l’attribuzione dei Mondiali 2022 al Qatar. Questo quanto riportato dalla testata francese Mediapart, secondo cui l’ex giocatore della Juventus sarebbe stato portato nei locali dell’Ufficio anti-corruzione della Polizia Giudiziaria transalpina (OCLCIFF) a Nanterre (Hauts-de-Seine).

Le controversie di Le Roi

Eletto presidente UEFA nel 2007, Platini fu nel mirino del Comitato Etico nel 2015 perché accusato di aver ricevuto due milioni di franchi svizzeri dall’allora presidente FIFA Sepp Blatter per consulenze svolte tra 1999 e 2002 e mai pagate fino al 2011.

Il francese lasciò così il suo incarico e fu squalificato da ogni attività legata al mondo del calcio per otto anni, poi ridotti a sei e a quattro prima di esser completamente scagionato dalla magistratura svizzera, la quale non ha riscontrato evidenze di operato illegale da parte di Le Roi.

Le controversie di Qatar 2022

A stabilire che la Coppa del Mondo del 2022 dovesse essere ospitata dal Qatar fu nel dicembre 2010 l’allora presidente FIFA Blatter che, con questa decisione, inaugurò una stagione di inchieste e arresti nella sua Federazione. Alla fine fu lui stesso a dover lasciare la propria carica e a far spazio al primo mandato di Gianni Infantino. Ecco, il segnale più eloquente di un probabile passo falso della FIFA è arrivato nel maggio 2014 proprio dalla bocca di Blatter, che disse: “Sì, certo che è stato un errore, ma ognuno commette tanti errori nella propria vita“.

E i motivi di controversia sono veramente tanti. Uno dei più comuni è senz’altro quello dei diritti umani, con abusi ai lavoratori e condizioni di sfruttamento molto vicino alla schiavitù denunciate nel tempo da associazioni come Human Rights Watch e Amnesty International. In più, in Qatar esiste la pena di morte come punizione per l’omosessualità, un tema sul quale è impossibile nell’era moderna non rimanere quantomeno turbati.

Oltre a questo, ci sono i problemi di clima (50 gradi in estate) che hanno convinto la Federazione a spostare per la prima volta la competizione in inverno causando quindi diversi problemi organizzativi per il regolare svolgimento dei tornei nazionali e internazionali per club e anche per la possibile concomitanza con le Olimpiadi Invernali di quell’anno. Un altro problema è poi quello dei trasporti, con le vie di comunicazione e i servizi pubblici attualmente non all’altezza di ospitare un numero di turisti quale quello che travolgerebbe il paese in caso di Mondiale, oppure quelli dei costi esagerati (138 miliardi di £, 220 di dollari americani) che tutto ciò costerebbe al paese. Considerando che il Sudafrica ne spese 3,5 nel 2010, il paragone è da non credere. C’è inoltre il problema del consumo dell’alcol, proibito in Qatar, in non-riconoscimento di Israele come stato legittimo (quali sarebbero le conseguenze se Israele si qualificasse?) e infine altre questioni legate più da vicino al mondo del calcio.

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