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Fantacalcio, come cambia la Sampdoria con Ranieri: compattezza e pragmatismo

Claudio-Ranieri-allenatore-Roma
© imagephotoagency.it

La Sampdoria ha scelto di ripartire da Claudio Ranieri per dare una scossa alla propria classifica: ecco come cambiano tatticamente i blucerchiati

Dopo sette giornate di campionato, nelle quali sono arrivate ben sei sconfitte, la Sampdoria ha scelto di esonerare il tecnico della prima squadra Eusebio Di Francesco. Una decisione dovuta ai soli tre punti in classifica che fanno dei blucerchiati il fanalino di coda del nostro campionato, ma anche a un’idea di gioco sposata in estate e mai vista veramente in pratica sul terreno di gioco. Al suo posto è stato scelto Claudio Ranieri, il “normalizzatore”. Uno che, senza grandi proclami, è solito badare alle cose concrete. Uno che, solo sette mesi fa, prendeva le redini tecniche della sua Roma per sostituire – curiosa, la sorte – proprio Di Francesco.

Chi è Claudio Ranieri

La Samp è la diciottesima squadra, di club o Nazionale, sulla cui panchina si trova a sedere Claudio Ranieri. La prima esperienza di rilievo come allenatore la vive a Cagliari, squadra condotta per mano all’incredibile ascesa dalla Serie C alla A. Poi c’è il Napoli, un’altra promozione in A con la Fiorentina e quindi l’avventura all’estero. Stupisce in Spagna con il Valencia, viene chiamato dall’Atletico Madrid ma si dimette presto per problemi societari. Si trasferisce in Inghilterra, al Chelsea, dove allena per quattro stagioni e viene scalzato solo perché Roman Abramovich, appena diventato presidente dei Blues, s’era follemente innamorato di Mourinho. Il ritorno al Valencia non gli ha poi dato le stesse soddisfazioni della prima volta, così Ranieri è ripartito ancora una volta dall’Italia. Guida il Parma a una salvezza che somiglia tanto a un’impresa. Lascia i ducali per sposare il progetto della Juventus che, appena tornata in Serie A dopo Calciopoli, riporta subito in Champions League. Nel 2009 subentra a Spalletti sulla panchina della Roma, squadra per la quale il tecnico ha sempre tifato sin da bambino e ha poi giocato da calciatore. Sfiora lo scudetto alla prima stagione e lo perde – ancora uno scherzo del destino – per via di un tiro mancino proprio della Sampdoria. All’Inter non ha particolare fortuna, poi torna ad avventurarsi in terra straniera. Allena il Monaco e la Nazionale greca senza risultati eccezionali, poi torna in Premier League e dipinge la sua opera d’arte: il Leicester dei miracoli gli vale il titolo di Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Liquidato dalle Foxes nella stagione seguente, guida prima il Nantes e poi il Fulham, per poi tornare alla Roma sul finale della scorsa stagione, per sostituire Di Francesco. La sua seconda avventura in giallorosso è a tempo e lo sa bene. Così in estate resta svincolato e pronto, nel momento del bisogno, di mettere la sua esperienza al servizio di una claudicante Sampdoria.

Il credo tattico di Ranieri

«La prima cosa sarà ridare autostima e convinzione a questa squadra». Ranieri non fa particolari proclami tattici, non si fa portatore di un’idea visionaria sul calcio. Bada al sodo, è della vecchia guardia. Nella sua esperienza ha utilizzato spesso e volentieri una linea difensiva a quattro, ma ha giocato anche a tre. Ha detto di amare il doppio attaccante, ma di esser pronto anche a schierarne uno solo. Il dogmatismo, insomma, con lui non è di casa. L’importante è avere una squadra corta, compatta, composta da undici giocatori motivati e messi al posto giusto. Per la sua sobrietà e per il suo gioco considerato conservativo, a Roma è stato a lungo conosciuto come “Er minestraro“. Uno che utilizza ingredienti semplici per cucinare una ricetta semplice, ma anche buona come la minestra. A Londra lo avevano invece soprannominato “The Tinkerer“, lo stagnino. Un professionista capace di risolvere situazioni di emergenza utilizzando mezzi di fortuna – sulla falsariga dell’appellativo precedente. Aggiungere una sola lettera fu immediato per i tifosi londinesi quando le cose non andavano per il meglio, e così il Tinkerer si trasformò in “The Thinkerer“, ovvero colui che pensa troppo, tentenna, è indeciso. Ma una nuova trasformazione era dietro l’angolo, così a Leicester si trasformò in “The Thinkerman“, un soprannome che in realtà Ranieri si auto-assegnò visto quanto era riuscito a realizzare con una piccola del calcio britannico.

Come cambia la Sampdoria con Ranieri

Almeno nelle intenzioni, la rosa blucerchiata è stata allestita in estate affinché fosse il più possibile adatta al 4-3-3 caratteristico di Di Francesco. Nella pratica, però, è stato lo stesso tecnico neo-esonerato ad ammettere il fallimento di questo progetto cambiando il modulo in un 3-4-3 (con vari posizionamenti del tridente offensivo) o 3-5-2 dopo solo tre uscite. «Il sistema di gioco è l’ultimo dei miei pensieri», ha detto nella sua conferenza di presentazione il nuovo tecnico doriano. Una frase che, vista la varietà di sistemi di gioco utilizzata in carriera, risponde con tutta probabilità al vero. La cosa più probabile è che  Ranieri torni ad affidarsi a una linea difensiva a quattro e che possa riporre fiducia negli elementi più esperti, soprattutto all’inizio, anche in quelli che di recente erano stati messi da parte come Murillo. Portiere e difensori, in ogni caso, beneficeranno al fantacalcio del nuovo progetto tecnico, con la linea che sarà più vicino alla propria area e rischierà meno. «Sceglierò undici persone che hanno voglia di giocare», ha dichiarato. Come saranno disposte in campo non è ancora dato saperlo con precisione, ma sono tre le ipotesi più avvalorate:

4-4-2: è per eccellenza il sistema che si utilizza per occupare nel miglior modo possibile il campo e garantire compattezza, ma soprattutto quello che lo ha portato a conquistare a Leicester il più gratificante dei suoi successi. In porta Audero non rischia il posto, in difesa Murillo potrebbe riprendersi la maglia da titolare ceduta di recente a Ferrari e Bereszynski tornare sulla corsia laterale dopo esser stato utilizzato nei tre centrali da Di Francesco. Il punto fermo in mediana sembra essere Ekdal, che Ranieri ha già allenato alla Juventus nel 2008/09, al suo fianco Linetty (che è però attualmente ai box) potrebbe essere avanti a Vieira e compagni. Sulle corsie laterali, l’utilizzo di giocatori offensivi come Rigoni e Caprari parrebbe un’ipotesi quantomeno azzardata per un allenatore che cerca l’equilibrio più che la spregiudicatezza. Ecco perché potrebbero beneficiarne Depaoli e Jankto, o comunque almeno uno di questi ultimi con un calciatore più offensivo sull’out opposto. Davanti, Gabbiadini potrebbe partire avanti a Rigoni nelle idee del tecnico per affiancare Quagliarella. «Lui è il nostro capitano – ha detto Ranieri in conferenza – e sarà lui stesso a dover indicare la strada ai compagni». Fiducia assoluta dunque per il capocannoniere dello scorso campionato, chiamato a risollevarsi dopo un inizio in sordina. E l’attacco a due, come quello in cui ha sempre giocato con Giampaolo, potrebbe aiutarlo in questo senso. In generale, sarebbe un modulo accorto, votato forse più al cercare il clean sheet rispetto al gol.

Sampdoria (4-4-2): Audero; Bereszynski, Murillo, Colley, Murru; Depaoli, Ekdal, Linetty, Jankto; Gabbiadini/Rigoni, Quagliarella. Allenatore: Ranieri

4-2-3-1: è stato il sistema di gioco più utilizzato nella sua più recente esperienza, quella del ritorno alla Roma. Non cambia niente rispetto al 4-4-2 in difesa dove, come detto, ci aspettiamo una notevole crescita in ottica fantacalcio. In mediana sarebbe meno semplice trovare un posto per Linetty, che come caratteristiche è più una mezzala e sarebbe così costretto a un lavoro invece prevalentemente di copertura. Al fianco di Ekdal, dunque, potrebbe esserci Vieira o, una volta in condizione, il neo-arrivato Bertolacci. Calzerebbero meglio in questo modulo Rigoni e Caprari, anche se l’opzione più accreditata è ancora una volta l’utilizzo di uno solo dei due con un equilibratore come Jankto sull’out mancino. Sulla trequarti potrebbe rivedersi Ramirez, ma volendo anche lo stesso Rigoni e, meno probabile ma non da escludere, proprio quel Linetty poco adatto alla mediana a due. Il peso dell’attacco sarebbe però sulle spalle del solo Quagliarella, il quale ha dimostrato invece di dare il meglio di sé con un compagno con il quale dividere quel peso.

Sampdoria (4-2-3-1): Audero; Bereszynski/Depaoli, Murillo, Colley, Murru; Ekdal, Linetty/Vieira; Rigoni, Ramirez, Jankto; Quagliarella. Allenatore: Ranieri

4-3-1-2: il ritorno al sistema di gioco utilizzato negli ultimi anni al Ferraris da Giampaolo è un’opzione valida e impossibile da scartare. Ranieri lo ha già utilizzato sporadicamente nella sua prima Roma e poi sistematicamente al Monaco e in conferenza ha aperto a questa possibilità: «So che l’anno scorso hanno giocato con il rombo e io i moduli li ho usati tutti». Sempre stesso discorso per la difesa, ritorno al ruolo più appropriato di mezzala per Linetty, con Ekdal in cabina di regia e probabilmente Jankto – che per la sua polivalenza potrebbe essere una rivelazione del nuovo ciclo blucerchiato – dall’altra parte. Sulla trequarti ci sarebbe l’imbarazzo della scelta: Ramirez sarebbe nel suo habitat naturale, ma in lizza ci sarebbero anche Caprari e Rigoni, che contenderebbe però a Gabbiadini pure il posto al fianco di Quagliarella. Senza dimenticare il giovane Maroni (attualmente infortunato), che al Boca giocava proprio da classico trequartista centrale. A questo sistema i doriani sono già abituati e, a sensazione, sembrerebbe anche quello che più metterebbe ogni giocatore nella posizione in cui si sente a proprio agio.

Sampdoria (4-3-1-2): Audero; Bereszynski/Depaoli, Murillo, Colley, Murru; Linetty, Ekdal, Jankto; Ramirez/Caprari/Rigoni; Gabbiadini/Rigoni, Quagliarella. Allenatore: Ranieri


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