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C’era una volta Asprilla: talento colombiano con la testa calda

Faustino Asprilla Parma

Storia di Faustino Asprilla, l’attaccante colombiano dal cattivo temperamento: protagonista in Italia con la maglia del Parma

Faustino Hernan Asprilla Hinestroza, noto anche come Tino, nasce il 2 novembre del 1969 a Tuluá, comune colombiano facente parte del dipartimento di Valle del Cauca. Attaccante non troppo prolifico ma protagonista in campo, anche per colpa del pessimo temperamento. Diverse le squadre girate nel corso della sua quasi ventennale carriera, l’esperienza più importante di tutte è stata però quella in Italia con la maglia del Parma, squadra con la quale ha vinto anche due Coppa UEFA. Dieci i trofei conquistati in carriera, la metà dei quali proprio con la maglia dei ducali, con la quale ha giocato per cinque anni totali: divisi in tre e mezzo la prima volta e uno e mezzo la seconda. Con la nazionale è riuscito a lasciare un buon segno, anche se non ha portato a casa nessun trofeo.

L’inizio di carriera in Colombia

Asprilla fa il suo esordio tra i professionisti con la maglia del Cucuta Deportivo nel lontano 1988, all’età di 19 anni. Le qualità sono quelle di un grande attaccante e dopo una sola stagione viene già chiamato dall’Atletico Nacional, squadra colombiana più importante del momento, attirata dai 17 gol in 36 partite di Asprilla. Con i Los Verdolagas esplode e diventa subito un titolare. Nei tre anni passati con i colombiani tiene anche una buona media di realizzazioni, chiudendo l’esperienza con ben 35 centri in 78 presenze, attirando così l’attenzione dei prestigiosi club europei.

L’approdo al Parma e la definitiva esplosione

Tra tutte le squadre interessate è l’emergente italiana Parma ad aggiudicarselo, sborsando quattro miliardi delle vecchie lire. L’approdo nel continente europeo non è però dei più felici per Asprilla, che in un primo momento paga il salto di qualità e non riesce ad imporsi, finendo per conquistare un posto in panchina. Imparata un po’ meglio la lingua ed assimilati gli schemi del tecnico Scala, il colombiano torna però titolare e nel finale di stagione trova anche un certo feeling con il gol, chiudendo il suo primo anno italiano con sette centri in 27 apparizioni, 10 in 34 considerando tutte le competizioni. Due dei dieci sono di valore maggiore, in quanto arrivati nella semifinale della Coppa delle Coppe UEFA, conquistata poi proprio dai ducali grazie alla vittoria in finale sul Royal Antwerp.

Tino Asprilla Parma

Il secondo anno è più prolifico del primo, con Asprilla che riesce ad arrivare per la prima volta in doppia cifra in campionato, chiudendo l’anno con 14 gol totali. Schierato titolare nella finale di Coppa delle Coppe UEFA contro l’Arsenal, questa volta non riesce però ad incidere e insieme ai compagni deve arrendersi ai Gunners, che vincono di misura e portano a casa il trofeo. L’ultima stagione, a livello di numeri, è forse la peggiore dell’esperienza al Parma, ma la stessa cosa non può dirsi dei risultati. I ducali riescono infatti a raggiungere la finale di Coppa UEFA e a vincerla portando a casa il trofeo nella finale tutta italiana contro la Juventus.

I test positivi alla cocaina e il passaggio al Newcastle

Dopo tre anni e mezzo passati in Italia con la maglia del Parma, nel febbraio del 1996 sulle sue tracce piombano gli inglesi del Newcastle. Dopo aver raggiunto un accordo con i ducali nel mese di febbraio, e dopo aver firmato i contratti per il passaggio del colombiano in Inghilterra, i The Magpies riscontrano però dei problemi con le visite mediche di Asprilla. Spacciati in un primo momento per problemi fisici, si scopre in seguito che il calciatore era risultato positivo a dei test per cocaina. Il Newcastle, avendo già firmato i contratti, è costretto a tesserarlo lo stesso e a sborsare 17 miliardi di lire per il suo cartellino.

Nel primo anno inglese Asprilla totalizza solamente 14 presenze, nelle quali trova tre gol. I suoi non riescono però a difendere il vantaggio di 12 punti sul Manchester United, ed al termine dell’anno chiudono solamente al secondo posto in Premier League, arrivando dunque solamente ad un passo dalla vittoria finale. Vittoria sfiorata anche nel secondo anno di permanenza di Asprilla, con i Magpies che chiudono ancora in seconda posizione alle spalle dei Red Devils. Nel secondo anno anche il colombiano delude leggermente, soprattutto a livello di bonus, appena nove infatti i gol in 31 presenze, solo quattro quelli in campionato.

Il ritorno al Parma e l’addio al calcio europeo

Nel gennaio del 1998 sulle tracce di Asprilla torna il Parma che, a distanza di due anni, riporta il colombiano in Italia sborsando la cifra incassata dalla sua precedente cessione, ovvero 17 miliardi di lire. La seconda avventura italiana dell’attaccante non è però paragonabile alla prima, sia a livello di prestazioni che di numeri, e si chiude dopo appena un anno e mezzo. Periodo nel quale Asprilla trova solamente 20 presenze e appena tre gol. Ancora una volta riesce però a portare a casa una Coppa UEFA, facendo un’apparizione di appena 6’ minuti nella finale contro il Marsiglia, vinta dai ducali per 3-0.

Al termine dell’anno saluta il Parma e il calcio europeo e ritorna in Sudamerica, dove comincia un tour di squadre che lo porterà al ritiro. In un primo momento si unisce ai brasiliani del Palmeiras, che saluta un anno più tardi per passare alla Fluminense, sempre nel campionato brasiliano. Nell’estate del 2001 dice addio anche al Brasile e si unisce all’Atlante, squadra messicana. Un anno più tardi torna dove tutto è iniziato, all’Atletico Nacional.

Anche l’esperienza casalinga dura però appena un anno e nel 2003 approda nel campionato cileno, dove firma per l’Universidad de Chile. Nel 2004 sono invece gli argentini dell’Estudiantes ad acqistarlo, ed è proprio in Argentina che chiude la sua carriera da professionista; anche se prima di appendere gli scarpini al chiodo gioca qualche partita con i colombiani del Cucuta, squadra nella quale aveva fatto il suo esordio da professionista.

Protagonista con la Colombia

Dopo essere stato convocato per la prima volta per le Olimpiadi di Barcellona del 1992, esordisce in nazionale a quasi 24 anni, il 6 giugno del 1993, in una gara amichevole tra Colombia e Cile. Il primo gol non tarda ad arrivare, con Asprilla che sigla una doppietta contro l’Argentina il 5 settembre del 1993, in una gara valevole per le qualificazioni ai mondiali USA ’94.

Faustino Asprilla Colombia

Esclusione – per motivi disciplinari – dai mondiali di Francia ’98 a parte, la sua esperienza con la nazionale maggiore colombiana è abbastanza positiva, con l’addio arrivato solamente il 14 novembre del 2001, a nove anni dalla prima convocazione. Con la Colombia ha totalizzato 57 presenze, nelle quali ha trovato 20 gol.

Curiosità su Faustino Asprilla

Diverse le volte in cui Asprilla ha fatto parlare di se fuori dal campo, sia per fatti gravi che per fatti meno gravi, come quando nel 1993 posa nudo per una rivista colombiana o quando – dopo il ritiro dal calcio giocato – gli viene offerta una parte in un film per adulti.

Numerosi anche gli episodi legati alle armi da fuoco. Nel gennaio del 1995 viene fermato e trovato in possesso di due pistole, viene dunque arrestato ed è costretto a scontare sette mesi con la condizionale. Nel 2008 viene invece arrestato per aver fatto fuoco contro delle guardie di sicurezza utilizzando una mitraglietta.

Tra le bravate più famose anche una con la maglia del Parma, quando a pochi giorni dalla semifinale di Coppa delle Coppe UEFA contro l’Atletico Madrid (nella quale segnerà tra l’altro la doppietta decisiva) torna dal suo ranch colombiano con una fasciatura alla gamba. La motivazione che fornisce a mister Scala è un taglio con una bottiglia durante un tuffo in piscina, la verità è invece una bella rissa con un autista di un autobus, reo di avergli tagliato la strada: dopo essere sceso dall’auto e aver spaccato il finestrino con un calcio, Asprilla inizia infatti una violenta rissa con l’autista, che finisce con i due protagonisti in ospedale.


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