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Ripartenza Serie A, il protocollo della FIGC per tornare a giocare

sanificazione pallone coronavirus
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In attesa del vertice tra Governo e Federazione, due date per ripartire a porte chiuse. Tutte le linee guida del protocollo della FIGC per la ripresa del campionato

Dopo 77 giorni di stop, il campionato italiano di calcio è vicino alla ripartenza dopo la pandemia del Coronavirus. A confermarlo è il ministro Vincenzo Spadafora, intervenuto ai microfoni del Tg3. Il nuovo protocollo per la ripresa della Serie A – presentato con un giorno di anticipo dalla FIGC rispetto alla scadenza – è al momento al vaglio del Comitato tecnico-scientifico, ma c’è un certo ottimismo sulla possibilità che arrivi l’ok. A quel punto, la palla passerà al Governo che entro il 28 maggio sarà chiamato a decidere, in un vertice con FIGC e Lega, se e quando potrà ripartire il campionato. Le date sono il 13 o il 20 giugno”, ha dichiarato Spadafora, ma le variabili sono molteplici e i prossimi giorni saranno decisivi per avere un quadro più completo del futuro del calcio italiano.

Il protocollo della FIGC per la ripresa

Il documento presentato al Ministro dello Sport è composto da circa 40 pagine in cui sono dettate le linee guida per la ripresa del campionato, indicazioni a cui le squadre dovranno attenersi. Le norme contenute vanno a coprire tutti i possibili ambiti connessi allo svolgimento delle partite, che avverrà rigorosamente a porte chiuse. Lo stadio, innanzitutto, sarà diviso in tre zone:

  1. Interno Stadio: zona Tecnico/Sportiva
  2. Tribune: area Media/Tribuna Stampa
  3. Esterno Stadio: TV Compound/Parcheggi

Al suo interno è previsto un massimo di 300 persone ammesse, con non più di 130 persone per ogni singola zona. Sul numero massimo di 300, il gruppo squadra della società ospite non potrà superare le 60 unità. Queste cifre valgono per la Serie A, mentre per Serie B – ed eventualmente C – è previsto un numero proporzionalmente inferiore.

Ci saranno dei controlli per l’accesso allo stadio per tutte le persone che non appartengono ai due gruppi squadra. Bisognerà misurare la temperatura con il termoscanner e l’ossigenazione del sangue con il saturimetro. Sarà necessario, poi, produrre un questionario-autocertificazione con cui si attesti di non aver avuto problemi o sintomi riconducibili al Coronavirus. Chi avrà una temperatura superiore ai 37,5 °C dovrà fare immediato ritorno al proprio domicilio.

L’arrivo allo stadio delle squadre avverrà in modo separato per orario e luogo di ingresso, con due pullman – sanificati – per ogni società in modo da garantire distanze tra giocatori e personale, sempre muniti di mascherine. Prima gli arbitri, poi la squadra ospite e infine quella di casa, a cui si consiglia in ogni caso l’arrivo con auto proprie.

Esempio pratico: in caso di partita giocata alle 21:00, l’arrivo degli ufficiali di gara è previsto per le 19:15, mentre la squadra ospite e quella di casa sono attese allo stadio rispettivamente alle 19:20 e alle 19:30. Ci sarà un riscaldamento pre-gara con ingresso in campo degli ospiti intorno alle 20:10, seguito da quello della squadra di casa alle 20:12. Una volta che le due squadre torneranno negli spogliatoi – 20:43 e 20:45 – gli ospiti faranno ritorno in campo alle 20:56 e la squadra di casa alle 20:57.

Separazione rigida anche per quanto riguarda l’antidoping: secondo il protocollo, infatti, dovranno essere previste due sale distinte per separare i calciatori sorteggiati, con percorsi di accesso separati.

Verranno poi allestiti spogliatoi diversi per titolari e riserve e intorno al campo ci saranno solo quattro raccattapalle, mentre in tribuna non saranno ammessi più di 10 giornalisti e altrettanto personale per le emittenti tv. In conferenza stampa saranno ammesse solo le tv proprietarie dei diritti televisivi, le domande degli altri giornalisti saranno raccolte tramite Whatsapp dagli uffici di comunicazione dei club. L’eventuale intervista da effettuare a caldo in campo al calciatore o all’allenatore sarà consentita, ma mantenendo una distanza tra giornalista e tesserato di almeno 1,5 metri. Per quanto riguarda l’ingresso in campo, non è previsto l’accompagnamento da parte dei bambini né l’uso di mascotte, così come sono escluse foto di gara e strette di mano.

Nelle panchine delle due squadre ci sarà distanziamento con aggiunta di postazioni o sedie al coperto. La distanza sarà poi obbligatoria anche nei confronti degli arbitri: i calciatori dovranno evitare di protestare nei confronti degli ufficiali di gara e non potranno avvicinarsi per alcuna ragione a meno di un metro e mezzo di distanza. La sanzione ipotizzata, in caso contrario, è quella del cartellino giallo.

Nel protocollo, tuttavia, non viene proposto nessun cambiamento della norma di legge che prevede la quarantena automatica di almeno due settimane per tutto il gruppo squadra in caso di positività di un singolo calciatore o membro dello staff. È previsto, però, che sulla base dei dati epidemiologici aggiornati e delle nuove acquisizioni scientifiche, in accordo con le Autorità Sanitarie e Governative, le procedure possano subire variazioni rispetto a quanto attualmente in vigore. Un modo per mantenere aperto uno spiraglio qualora giungano dati confortanti sulla curva del contagio, che potrebbero far virare verso un cambiamento della norma. Non cambiano neanche i test sanitari alla ripresa delle competizioni, che restano quelli previsti nel protocollo in vigore per gli allenamenti collettivi. Pertanto i tamponi saranno effettuati ogni quattro giorni, mentre i test sierologici al momento della ripresa e, successivamente, ogni due settimane. Anche in questo caso, però, si specifica che ci potranno essere variazioni, dovute principalmente alla disponibilità – da verificare – delle strumentazioni necessarie.

Le date della ripresa

Al di là delle direttive connesse all’emergenza Coronavirus, resta il fatto che al momento devono ancora essere disputate 12 giornate di campionato e quattro recuperi, oltre alla Coppa Italia. Per questo motivo, il futuro della Serie A resta legato ad alcune date importanti: il 26 maggio è previsto un consiglio di Lega che fisserà i criteri per il nuovo calendario, con l’obiettivo di concludere il campionato entro il 2 agosto (sebbene l’UEFA potrebbe concedere una settimana in più), mentre due giorni dopo è fissato il già citato vertice tra Ministro dello Sport, Lega Serie A e FIGC.

Il 3 giugno, infine, si riunirà il Consiglio Federale per definire eventualmente la data di ripartenza del campionato. Fino al 14 giugno, ad ogni modo, è in vigore il divieto di svolgimento di ogni attività sportiva, per cui qualora la data prescelta dovesse essere quella del 13 sarà necessaria una deroga da parte del Governo. L’ipotesi più probabile sembra dunque quella del 20 giugno 2020.

Cosa succede se non riprende la Serie A

La formula della ripresa

In questo scenario, resta viva l’ipotesi playoff-playout nel caso in cui le circostanze non si rivelassero adatte a condurre il campionato alla sua naturale conclusione. In parole povere: nell’eventualità di un nuovo stop. Sebbene per alcune squadre della Serie A questa sarebbe una via piuttosto penalizzante, in quel caso verrebbe presa in considerazione la classifica maturata fino a quel momento, senza nessun possibile “ribaltone”. Sul format, si sono avanzate diverse tesi: la più concreta vede al momento una griglia scudetto da sei squadre, in cui le ultime quattro in graduatoria si giocherebbero l’accesso alle semifinali. Possibile anche la formula da quattro squadre, che porterebbe ad una lotta scudetto con semifinale e finale. Sembrano da escludere, invece, scenari troppo ampi – a otto squadre – o viceversa troppo restrittivi (finale secca).

Medesimo discorso per le squadre a rischio retrocessione: in ottica playout potrebbero essere coinvolte anche società molto distanti dalle ultimissime posizioni. Per non parlare delle difficoltà legate ai piazzamenti europei. Non stupisce, quindi, che le compagini italiane siano compatte nell’opporsi ad eventuali modifiche in corsa del format del campionato.

Le cinque sostituzioni

Così come per il cambio di formula, la novità delle cinque sostituzioni introdotta dall’IFAB non ha trovato grande consenso in Serie A. La critica più ricorrente è che la nuova regola andrebbe ad avvantaggiare le squadre con una panchina più lunga. In ogni caso, qualora – come probabile – tale modifica fosse recepita dal regolamento della Serie A, ogni squadra sarà autorizzata a utilizzare un massimo di cinque sostituti da mandare in campo nel corso della partita in tre slot temporali, in modo da non dare agli allenatori nuove possibilità di perdita di tempo.

La Diretta Gol in chiaro

Infine, l’ultima proposta avanzata da Spadafora davanti alle telecamere del Tg3 è quella di trasmettere in chiaro le partite della Serie A, sul modello della Bundesliga: Molti in questi giorni mi hanno chiesto di fare riferimento al modello tedesco, in Germania Sky ha trovato l’accordo per trasmettere la Diretta Gol delle partite. Credo che dovremo assolutamente pensarci anche in Italia. Questo eviterà assembramenti in luoghi pubblici e bar qualora riprendesse il campionato”. Il problema è che la situazione italiana è ben diversa da quella tedesca: c’è in corso una trattativa sofferta tra Lega e broadcaster, poiché quest’ultimi non hanno intenzione di pagare l’ultima rata dei diritti tv. Le parti sono decisamente distanti ed è chiaro che il problema di un’offerta parallela, accessibile a tutti, potrebbe indebolire i club di A nella vertenza con Sky e Dazn.

La proposta di Spadafora va quindi valutata nella sua ricaduta, perché naturalmente una cosa sarebbe limitare la Diretta Gol in chiaro ai primi due turni di campionato (come avvenuto in Germania), un’altra pensare di poterla mettere a regime per tutto il prosieguo della stagione. La strada percorribile per la Diretta Gol in chiaro porta dritti a Sky Sport News Hd (canale 200 sul satellite e 481 sul digitale terrestre) e Tv8 (canale 8 sul digitale terrestre), il canale di cui già si parlò per la diretta in chiaro di Juventus-Inter dell’8 marzo, poi saltata.

Già individuata anche la fascia oraria, che sarebbe quella delle partite con fischio d’inizio alle 18:45. L’intenzione di Spadafora è quella di offrirla anche per le partite serali delle 21:00, per evitare assembramenti, con la possibilità di vedere in leggera differita i gol e le azioni principali. Sull’argomento, la data da segnare sul calendario è quella del 27 maggio, quando si riunirà la commissione dei diritti tv per fare il punto della situazione. A tifosi e fantallenatori non resta che aspettare.



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