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Serie A: le squadre riprendono gli allenamenti individuali

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Il primo passo ufficiale verso la riapertura del campionato italiano risale già a parecchie settimane fa. Una circolare di inizio maggio inviata dal Viminale ai prefetti aveva permesso infatti la ripresa degli allenamenti individuali per le squadre di Serie A, sempre nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri e del divieto di ogni forma di assembramento. Una decisione che aveva portato il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, a chiedere al comitato tecnico scientifico di valutare la decisione di estendere questa possibilità a tutti gli atleti di interesse nazionale.

L’Atalanta, l’Inter il Bologna hanno cominciato quindi ad allenarsi martedì 5 maggio, concedendo ai calciatori professionisti della prima squadra l’utilizzo dei campi dei centri sportivi per sedute individuali e volontarie. Altri club, invece, hanno preferito aspettare come Brescia, Fiorentina, Genoa, Sampdoria, SPAL, Torino e Udinese. Juventus e Lazio sono tra i club che si sono rimessi in moto relativamente presto, sottoponendo i giocatori a dei tamponi preventivi. Il Napoli ha ripreso le sedute qualche giorno più tardi, ma tutti i test ai quali si sono sottoposti i giocatori azzurri sono risultati negativi. La Roma si è ritrovata a Trigoria il 7 maggio per visite mediche e allenamenti individuali. Il Sassuolo ha organizzato allenamenti di mattina, dal lunedì al venerdì, con l’utilizzo di 3 campi e alla presenza di 6 atleti all’ora, uno per ogni metà campo, con tanto di presidio sanitario di emergenza. L’Hellas Verona è stato più scrupoloso, ma alla fine tutta la Serie A è tornata bene o male al lavoro.

In questi due mesi i calciatori si sono dovuti allenare a casa con mezzi di fortuna o avvalendosi degli strumenti inviati loro dalle rispettive società. La ripresa del campionato è fissata per sabato 13 giugno, a meno di particolari sorprese. Non si può rischiare di rimanere indietro. Prima di ricominciare a giocare bisognerà anche svolgere delle sedute collettive e osservare un periodo di auto-isolamento. Sarà necessario seguire tutte le indicazioni sanitarie alla lettera, perché la sensazione è che al minimo segnale negativo si potrebbe interrompere di nuovo tutto quanto, ma stavolta in via definitiva. Non si può più rimandare: la UEFA pretende che tutti i campionati nazionali volgano al termine per concludere anche le coppe europee nel mese di agosto.

Gli interrogativi sul riavvio della Serie A rimangono comunque tanti. Di certo, ci sono dubbi sulla tenuta fisica dei calciatori. Niente assicura che i valori espressi in campo fino a marzo rimangano inalterati. Ad esempio, la Lazio stava volando sulle ali dell’entusiasmo e si ritrovava seconda in classifica con un solo punto in meno rispetto alla Juventus, che aveva battuto sia nel girone d’andata sia nella Supercoppa Italiana di fine dicembre.

Tutti i tesserati i cui contratti erano in scadenza il 30 giugno dovrebbero comunque rimanere vincolati ai loro club fino al termine della stagione. Anche il calciomercato, quindi, ne uscirà stravolto. Un motivo in più per evitare il più possibile infortuni durante gli originali allenamenti casalinghi. I calciatori della Serie A hanno già superato diverse tappe che li separano dal fischio d’inizio delle partite vere e proprie. Si giocherà come prevedibile a porte chiuse, ma i tifosi non vedono l’ora di riprendere le attività legate al mondo del calcio come scommettere su quote alte o giocare al Fantacalcio, per esempio. A questo punto le aspettative sono ancora più elevate di prima. Lo scudetto conoscerà finalmente il nome del suo prossimo detentore.



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