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Benevento, alla scoperta di Glik: statistiche e consigli per il fantacalcio

Kamil Glik Benevento
© imagephotoagency.it

La fantascheda di Kamil Glik, nuovo acquisto del Benevento. Tutto per il fantacalcio: ruolo, caratteristiche e inclinazione a bonus, malus e infortuni

Il primo acquisto del Benevento appena tornato in Serie A è stato il difensore polacco Kamil Glik, vecchia conoscenza del calcio italiano con le maglie di Palermo, Bari e soprattutto Torino. Le Streghe per lui hanno pagato circa 3 milioni di euro al Monaco, club nel quale ha giocato nelle ultime quattro stagioni.

La redazione di Calcio d’Angolo ha analizzato il profilo del giocatore: caratteristiche, ruolo, inclinazione a bonus, malus, infortuni e consigli per il fantacalcio. Tutto quello che c’è da sapere prima di decidere se comprarlo o meno all’asta.

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Chi è Kamil Glik

Kamil Jacek Glik nasce il 3 febbraio 1988 a Jastrzebie-Zdroj, una città polacca dell’Alta Slesia, al confine con la Repubblica Ceca. Quando vi nacque suo nonno, però, era territorio tedesco, motivo per cui possiede anche quel passaporto (sul quale il suo cognome è riportato come Gluck). Vive in un quartiere di case popolari e suo padre – dopo una lunga dipendenza dall’alcol – muore d’infarto a soli 42 anni.

I primi calci al pallone li tira con la squadra locale del Miejski Osrodek Sportu, poi si sposta di qualche km per vestire le maglie del Wodzislaw Slaski e del Silesia Lubomia, rimanendo comunque in Slesia. A 18 anni arriva però una chiamata dalla Spagna: a volerlo è l’Horadada, un club di Tercera Division – il quarto livello del calcio spagnolo – grazie a cui si mette in mostra agli occhi delle migliori squadre della penisola iberica.

Dopo soli sei mesi di permanenza, infatti, Glik vola nella capitale per vestire addirittura la maglia del Real Madrid, pur essendo quella della squadra C. Ci resta per due stagioni, al termine delle quali però torna in patria. È un primo treno mancato per il difensore, che così compie in teoria un importante passo indietro nella propria carriera. Eppure, le cose si rivelano differenti.

Nel 2008 Glik firma per il Piast Gliwice, esordendo così nel massimo campionato polacco a 20 anni e mezzo e si afferma subito come pilastro difensivo dell’undici titolare. Le gioca quasi tutte nelle successive due stagioni, meritando di entrare a far parte della Nazionale polacca U21 – da lui scelta a discapito di quella tedesca – e poi anche in quella della selezione maggiore (della quale è attualmente vice-capitano alle spalle di Lewandowski).

A quel punto, passa un altro treno. Stavolta la destinazione è l’Italia, più precisamente Palermo. I rosanero sono di recente rimasti privi di Sabatini, ma non hanno perso il fiuto per gli affari. Eppure Glik nei primi sei mesi riesce a disputare appena quattro gare di Europa League, senza mai debuttare in Serie A. L’appuntamento è rinviato al gennaio successivo, quando si trasferisce al Bari di Ventura, un tecnico che sarà centrale per la sua carriera, anche più avanti.

L’allenatore genovese ne fa infatti da subito un suo titolarissimo, concedendogli ben 16 presenze nel girone di ritorno, iniziando da una gara sentita come il derby contro il Lecce, che il Bari vince per 0-1 nel finale. Al termine della stagione, il Palermo lo cede per 2,35 milioni al Torino, che gioca in Serie B e che ha appena messo sotto contratto anche lo stesso Ventura. In granata, Glik rimane per un intero lustro, portando la squadra dalla cadetteria sino all’Europa League, vestendo per tre anni la fascia di capitano ed emozionandosi nel leggere i nomi dei caduti di Superga durante le celebrazioni annuali.

Quando lascia il club, per il polacco è “un momento importante della mia carriera, sono molto felice ma allo stesso tempo c’è un po’ di malinconia dentro me“. La destinazione è il Monaco, club francese che sborsa 11 milioni e con il quale al primo anno centra le semifinali di Champions League e la vittoria della Ligue 1 (unica eccezione al dominio PSG iniziato nel 2012), ovvero il suo primo trofeo in bacheca.

In Nazionale gioca da titolare l’Europeo del 2016 e il Mondiale del 2018, poi al termine della scorsa stagione decide che sia arrivato il momento di lasciare il Principato e di tornare in Italia. “Mi è sempre mancata“, dice in una recente intervista. Così al Torino cominciano a pregustare il ritorno a casa del figliol prodigo, ma le aspettative vengono deluse: la nuova missione di Glik sarà quella di salvare il Benevento.

Ruolo e caratteristiche di Kamil Glik

Alto 1,90 m, Glik è un giocatore che fa della forza fisica e dell’aggressività i propri principali punti di forza. Per via dei suoi frequenti interventi duri, il polacco era stato addirittura soprannominato Assassin’s Glik, in riferimento al noto videogioco Assassin’s Creed. Altra caratteristica fondamentale è il suo carisma, il suo essere leader, che lo ha portato molto spesso a meritare il rango di capitano nelle sue esperienze passate e a entrare profondamente nei cuori dei suoi tifosi.

Secondo il suo allenatore ai tempi del Piast Gliwice, però, la sua dote migliore è la lettura delle situazioni, la capacità di capire prima degli altri cosa succederà. Qualcosa di molto utile per un giocatore imponente, ma che ormai ha 32 anni e neanche nel fiore della sua carriera spiccava per la sua velocità. Anche per questo ricorre più spesso di altri colleghi all’infrazione del regolamento.

Il suo punto di riferimento è sempre stato Lucio – essendo tifoso del Bayern Monaco – e con il brasiliano condivide la pericolosità nel gioco aereo, che si concretizza di frequente su situazioni di calcio piazzato. “Sono solo più fiducioso e così salto più in alto per fare gol” ha dichiarato qualche tempo fa l’ex Toro.

Indice titolarità di Kamil Glik al Benevento

Al Benevento, Glik sarà sicuramente titolare nell’undici di Inzaghi, che lo scorso anno ha alternato diversi centrali al fianco di Caldirola. Quest’anno ha optato per la scelta di un partner fisso e, data l’esperienza internazionale del polacco, non ci sono dubbi sul fatto che possa guidare da leader la retroguardia giallorossa per l’intera stagione.

Inclinazione bonus di Kamil Glik al fantacalcio

Già negli anni a Torino, Glik aveva dimostrato il proprio fiuto del gol. In cinque stagioni con la maglia granata, il polacco ha segnato 12 reti, arrivando addirittura nel 2014/15 a collezionarne 7. Nel Principato tale pericolosità non è svanita, anzi: in Francia ha segnato 11 gol in quattro campionati, 14 contando anche le altre competizioni. Tra questi, addirittura un calcio di rigore, anche se difficilmente sarà lui lo specialista delle Streghe. Al fantacalcio, comunque, in questo senso Glik è una mossa davvero interessante in ottica +3.

Inclinazione malus di Kamil Glik al fantacalcio

Facendo dell’aggressività il proprio credo, Glik è spesso finito negli anni sui taccuino dei direttori di gara. In passato, è arrivato a toccare l’apice di 11 ammonizioni in una sola stagione, poi per due volte si è fermato a 10, con un minimo di 6 da quando ha esordito in Serie A a oggi (a parte le 5 di quest’anno, dovute allo stop del campionato francese).

Al Toro erano poi arrivati anche tre rossi, alcuni dei quali in seguito a interventi davvero brutti, ma questa tendenza è man mano scomparsa e il polacco al Monaco non è mai stato espulso. Un miglioramento che può soddisfare i fantallenatori, senza stupirsi eccessivamente nel caso in cui, comunque, al Benevento un rosso alla fine arrivi. E anche alle autoreti, in fin dei conti, non è completamente immune.

Frequenza infortuni di Kamil Glik

Glik è un giocatore che fa del suo fisico la propria principale forza, motivo per cui cura allenamenti e alimentazione in modo maniacale. Per questo motivo, nonostante i suoi 32 anni, nel corso della sua carriera non ci sono stati infortuni particolarmente gravi. Alcuni problemi lo hanno costretto a star fermo per una settimana nel 2012 e per poco più nel 2017. L’unico anno sfortunato è stato il 2018, quando tre infortuni a coscia, spalla e inguine lo hanno costretto a saltare in tutto 5 gare ufficiale. Dopotutto, poteva andare molto peggio.

Prendere Kamil Glik al fantacalcio?

Glik ha tante qualità che porterebbero a puntare su di lui al fantacalcio – la titolarità, i bonus, la tenuta fisica, la grande esperienza internazionale – e un solo vero problema: i malus. Se si punta su di lui, si deve essere consapevoli che diverse ammonizioni potranno intervallare un gol e l’altro. In ogni caso, le giocherà praticamente tutte e il ricordo lasciato al fantacalcio è positivo nonostante i gialli, basta chiedere a chi lo aveva in rosa nella stagione 2014/15. Se il costo rimane contenuto è un buon affare, se viene pagato come i top player del ruolo ci si può fare un ragionamento in più.

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La fantascheda di Kamil Glik per il fantacalcio

Caratteristiche: 6,5

Titolarità: 8,5

Bonus: 7

Malus: 4,5

Infortuni: 7

Fantavalore: 6,7

Il fantavalore è la media aritmetica delle valutazioni assegnate dalla redazione di Calcio d’Angolo alle caratteristiche del giocatore, alla titolarità, alla frequenza dei bonus, alla capacità di evitare malus e all’inclinazione agli infortuni. 


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