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Come cambia il Cagliari con Di Francesco: 4-3-3 per un’identità forte

Eusebio-Di-Francesco-Roma
© imagephotoagency.it

Dopo aver salutato Zenga, i sardi hanno scelto l’ex Roma e Samp per dare una scossa e ripartire da un progetto tattico chiaro e ambizioso

Dopo una campagna acquisti che aveva lasciato tutti positivamente stupiti, il Cagliari nella stagione 2019/20 è partito fortissimo per poi spegnersi lentamente, fino a concludere non solo fuori dalla lotta per un posto in Europa, ma addirittura in quattordicesima posizione. Così, messi da parte Rolando Maran e il suo successore Walter Zenga, i sardi hanno ufficializzato lo scorso 3 agosto l’arrivo in panchina di Eusebio Di Francesco, reduce da un’esperienza negativa alla Sampdoria ma arrivato sino alle semifinali di Champions League con la Roma.

«Ripartiamo da un progetto – ha detto il presidente rossoblu Giulini durante la presentazione del nuovo tecnico – vogliamo ricominciare a giocare a pallone e a costruire qualcosa di importante». Per Di Francesco è arrivato un contratto biennale, con termine a giugno 2022.

L’idea tattica di Di Francesco

«Vogliamo portare entusiasmo e mentalità, oltre a un gioco divertente». Così si è presentato l’allenatore abruzzese alla sua prima conferenza in Sardegna. «Sarà fondamentale avere una forte identità di gioco, […] voglio una squadra propositiva. E non è una frase fatta: la voglio veramente».

Nelle sue precedenti esperienze, Di Francesco ha effettivamente cercato di rendere visibile il proprio marchio nel modo in cui le sue squadre giocavano. Spesso questo è accaduto attraverso il modulo, un 4-3-3 di ispirazione zemaniana, ma ci sono alcune idee che prescindono dal sistema di gioco adottato.

Molto importante per l’allenatore ex Samp è per esempio la densità intorno al pallone, che permetta, assieme a un’azione meticolosamente studiata di pressing alto e alla compattezza tra le linee, di recuperare il possesso in zone pericolose e colpire in transizione l’avversario. Così la sua Roma, per esempio, ha disputato le sue migliori gare durante la cavalcata che l’ha portata in semifinale di Champions League.

Quando chiamate a impostare un’azione manovrata, invece, le sue squadre tendono a sfruttare un iniziale possesso difensivo per poi risalire il campo utilizzando principalmente le corsie laterali, dove si formano dei triangoli tra i terzini, le mezzali e gli esterni offensivi. Questi giocatori, oltretutto, spesso variano le proprie loro posizioni in campo: capita di frequente di vedere le ali accentrarsi sulla trequarti, i terzini salire molto alti o anche le mezzali chiedere il pallone con i piedi sulla linea del fallo laterale.

Importante anche il ruolo del mediano di centrocampo, che in fase di possesso si abbassa spesso e volentieri tra i centrali per creare superiorità numerica in impostazione e in fase di non possesso si erge a diga davanti la stessa difesa. Nelle sue esperienze, Di Francesco ha potuto contare su giocatori come Magnanelli e De Rossi per svolgere quelle funzioni – ed entrambi parevano fatti per quel tipo di gioco.

Il suo 4-3-3, però, lo ha in più occasioni esposto a critiche di integralismo tattico, a cui Di Francesco ha risposto spesso in maniera un po’ piccata a parole, mentre sul terreno di gioco ha alternato nel tempo esperimenti poco efficaci e altri invece di grande successo, come il modulo fluido tra il 3-5-2 e il 3-4-3 utilizzato a Roma nella storica vittoria per 3-0 contro il Barcellona ai quarti di Champions.

Il Cagliari di Di Francesco

«Non sono un integralista, ma voglio partire dal 4-3-3. Poi, saranno gli allenamenti a farci capire se questo sarà possibile». In partenza, dunque, Di Francesco si affiderà al sistema di gioco che conosce meglio, ma che almeno offensivamente richiederà qualche aggiustamento per i rossoblu.

La rosa della scorsa stagione era stata infatti assemblata per rispondere alle necessità del 4-3-1-2 di Maran ed è dunque essenzialmente priva di ali d’attacco, centrali nell’idea tattica del nuovo allenatore. «Come esterni, vedo bene Joao Pedro a sinistra e Pereiro a destra» ha detto in conferenza l’ex Samp, aggiungendo però un «sulle fasce avrò bisogno di altri giocatori, perché quelli sono settori in cui si spende molto come energie».

Dando fiducia al tecnico e alle sue capacità di far adattare al gioco sull’esterno dei giocatori abituati ad agire per vie centrali, dunque, bisognerà comunque aspettarsi qualche nuovo innesto a rimpolpare quel reparto. In uscita, invece, la società ha chiaramente fatto sapere che nessuno è incedibile. Ci sono voci di mercato che aleggiano intorno a vari calciatori rossoblu come capitan Ceppitelli, Nandez, Pavoletti o Cragno e, con la giusta offerta, più di uno potrebbe partire.

Rispetto allo scorso anno, poi, Di Francesco non potrà contare su alcuni giocatori quali Cacciatore (già svincolatosi prima della chiusura della Serie A 2019/20), Cigarini (fine contratto), Ionita (andato al Benevento) o Pellegrini (tornato alla Juventus), più sulla carta quel Nainggolan che conosce molto bene dall’esperienza in giallorosso e che si sta cercando di trattenere sull’isola almeno per un’altra stagione.

E a chi gli ha chiesto cosa ne pensasse del lanciare giovani calciatori, in conferenza ha risposto: «Sono molto sensibile a quelli bravi. Far esordire Zaniolo al Bernabeu non è da tutti, ma l’ho fatto perché ci credevo. Bisogna avere il coraggio di credere nei ragazzi». Una bella notizia per Carboni e gli altri ragazzi promettenti della rosa rossoblu.

Probabile formazione Cagliari 2020/21

Dando per scontato che i sardi interverranno sul mercato per soddisfare le richieste del loro nuovo allenatore, questo potrebbe essere l’undici tipo considerando i giocatori attualmente sotto contratto. Con Ceppitelli al posto di Faragò, sarebbe Pisacane a giocare da terzino destro.

Cagliari (4-3-3): Cragno; Faragò/Ceppitelli, Pisacane, Carboni, Lykogiannis; Nandez, Oliva, Rog; Pereiro, Simeone, Joao Pedro. All: Di Francesco


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