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Come cambia il Genoa con Maran: 4-3-1-2 e stabilità difensiva

Rolando-Maran-allenatore-Chievo

Dopo l’esonero di Nicola, il presidente Preziosi e il nuovo ds Faggiano hanno scelto di affidare la guida tecnica all’ex Cagliari Maran

Rivoluzione tecnica in casa Genoa: nuovo direttore sportivo e nuovo allenatore. Come sempre il presidente Preziosi non si smentisce e rinnova nuovamente tutta l’area tecnica del grifone. Dentro Daniele Faggiano, che rileva il ds Francesco Maroccu – arrivato appena 12 mesi prima – e Rolando Maran che sostituisce l’esonerato Davide Nicola che era subentrato a stagione in corso a Thiago Motta e aveva guidato la squadra verso la salvezza.

L’ufficialità è arrivata nella giornata di mercoledì 26 agosto, Maran sarà il nuovo allenatore del Genoa e firmerà un contratto che lo legherà per due stagioni ai rossoblu, fino al 30 giugno 2022. Il tecnico trentino ritorna su una panchina di Serie A a distanza di sei mesi dal suo ultimo incarico. Infatti il 3 marzo scorso venne esonerato dal Cagliari dopo una serie negativa di 11 giornate senza vittorie che avevano fatto precipitare la squadra dal quarto al quindicesimo posto.

L’idea tattica di Maran

Rolando Maran si è fatto conoscere da tutto il calcio italiano quando sfiorò la promozione in Serie A col Varese nel 2011/12, subentrando a Benito Carbone e guidando la squadra fino alla finale play-off poi persa contro la Sampdoria. Da quell’anno è riuscito ad entrare nel giro della massima serie, senza più uscirne e guidando Catania, Chievo e Cagliari nelle ultime otto stagioni.

Il modulo preferito dal tecnico trentino è il 4-3-1-2 ma è comunque capace di adattarlo agli uomini che ha a disposizione. In passato ha anche giocato con la difesa a tre, ma potendo costruire e plasmare la squadra partirà da quel modulo come base sul quale inserire i giocatori a disposizione e quelli che verranno dal mercato.

L’allenatore è sempre stato molto attento alla fase difensiva, costruendo le sue squadre considerando come fase prioritaria quella arretrata. Però non subisce l’iniziativa degli avversari, aspettandoli in difesa per poi ripartire in contropiede nel più classico dei catenacci, ma punta molto sull’intensità del pressing. Tutti devono correre – attaccanti compresi – e la squadra deve essere corta, in modo che sia diminuita la fatica del pressing.

La pressione alta ha come caratteristica implicita quella del sacrificio degli attaccanti nella prima parte della costruzione dell’azione degli avversari, che devono essere molto attenti e precisi ad effettuare il pressing in modo da recuperare subito palla e contrattaccare velocemente. In questo modo c’è molto meno spazio da percorrere verso la porta avversaria e meno difensori da superare.

Molto importanti per Maran sono anche le palle inattive, sia in fase offensiva che difensiva. Basti pensare che la sua tesi all’esame da allenatore a Coverciano si basava sul posizionamento della difesa sui calci d’angolo.

Il Genoa di Maran

Al Cagliari – soprattutto nell’ultimo anno – ha cercato di proporre un calcio diverso rispetto a quello prettamente difensivo del suo Chievo. Merito in primis dei calciatori che aveva a sua disposizione che avevano molta più qualità rispetto ai precedenti. Stesso discorso anche col primo Catania con Gomez, Barrientos, Almiron, Lodi e Bergessio, giocatori molto tecnici che prediligevano avere il pallino del gioco in mano.

A Genoa troverà una squadra quasi completamente da costruire. Rispetto alla stagione precedente sono già andati via tutti i calciatori in prestito: Perin, Romero, Iago Falque, Pajac, Goldaniga e Saponara. Tutti calciatori che potevano essere fondamentali nello scacchiere tattico di Maran.

Nei prossimi giorni ci sarà l’incontro col ds Faggiano e con la dirigenza per fare il punto sul mercato e cercare di puntare gli obiettivi da raggiungere nella sessione estiva che inizierà l’1 settembre prossimo. Sicuramente saranno molte le operazioni del grifone, anche perchè col cambio tecnico e di modulo – Nicola ha giocato spesso con la difesa a tre – sono molti i ruoli che dovranno essere rinforzati.

Per Maran è fondamentale l’asse centrale della squadra: i due difensori centrali, il playmaker basso, il trequartista e l’attaccante centrale. Un ruolo primario è anche quello della seconda punta, un giocatore abile tecnicamente e tatticamente in grado di sfruttare tutti gli spazi creati dalla punta centrale. A Cagliari è stato ricoperto con grandi risultati da Joao Pedro, mentre a Genova potrebbe essere Pandev il prescelto per questo ruolo.

Probabile formazione Genoa 2020/21

Il Genoa dovrà muoversi sul mercato per cercare di colmare i buchi lasciati dai prestiti che hanno lasciato la squadra alla fine del campionato scorso. Al momento manca un portiere titolare, la società sta cercando di riportare Perin a titolo definitivo in Liguria, col calciatore che accetterebbe di buon grado la destinazione ma c’è da trovare l’accordo con la Juventus.

Sugli esterni di difesa sembrerebbe esserci abbondanza – Biraschi, Criscito, Ghiglione e Barreca – mentre centralmente è rientrato Gunter dopo la stagione a Verona che va a completare il reparto ma si cercherà di inseguire qualche outsider nella finestra di calciomercato. A centrocampo ci sono sia i titolari che le alternative con Schone perfetto nel ruolo di play davanti alla difesa e i vari Lerager, Sturaro, Radovanovic, Behrami che possono alternarsi come interni.

L’altro ruolo completamente scoperto è quello del trequartista, potrebbe esserci un ritorno di fiamma per Iago Falque però non da le necessarie garanzie fisiche (è spesso infortunato). In avanti la squadra sarebbe al completo se si riuscisse a confermare Pinamonti, con Pandev in appoggio e Favilli e Salcedo – anche lui rientrato dal prestito al Verona – come alternative.

Genoa (4-3-1-2): Marchetti; Biraschi, C. Zapata, Gunter (Masiello), Criscito; Sturaro, Schone, Radovanovic; Lerager; Pandev, Pinamonti. All. Maran


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