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Guida all'asta

Consigli fantacalcio, come scegliere i giocatori da acquistare all’asta

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Una guida sulle statistiche e i dettagli da controllare prima di fare un acquisto all’asta di fantacalcio, ruolo per ruolo

L’asta è sicuramente il momento più importante dell’intero gioco del fantacalcio. È in quel momento che si sceglie con chi affrontare una battaglia lunga una stagione, a chi affidare la propria porta e a chi il compito di portare i bonus utili alla vittoria. Ecco perché è importante arrivare ben preparati, conoscere i giocatori, le squadre e i regolamenti, per poter capire cosa cercare nei vari giocatori per assemblare un team vincente. Avere ben chiara la strategia da adottare per un’asta perfetta.

In ogni ruolo, ovviamente, si cercano caratteristiche differenti. In porta si vorrà un estremo difensore che subisca il minor numero possibile di reti, in attacco chi potrà guardare tutti dall’altro nella classifica marcatori. Ma è tutto qui? Non proprio. Ecco cosa devono avere i giocatori per meritare il posto in fantasquadra, ruolo per ruolo.

Portieri

La cosa più importante, per un portiere, è ovviamente prendere meno gol possibili. Ma ancora prima c’è da considerare – sicuramente è altrettanto ovvio – la titolarità. Questo perché, al termine della stagione, il miglior estremo difensore al fantacalcio sarà sì quello che avrà collezionato il minor numero di malus, ma che avrà allo stesso tempo giocato la maggior parte delle gare.

È dunque fondamentale giostrarsi al meglio i tre slot a disposizione: si può prendere un titolare e le sue due riserve quando si parla di squadre di altissima classifica, oppure tre titolari differenti quando si è agli opposti, nella fascia medio-bassa, per garantire la possibilità di alternarli in base all’avversario. Ma è un’opzione validissima anche quella nel mezzo, ovvero prendere un portiere di medio-alta classifica e la sua riserva, più un altro portiere, magari di una piccola.

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Per questo caso e per quello dei tre titolari differenti entra in gioco un fattore importantissimo: la griglia dei portieri. Si parla di quella tabella nella quale viene segnalato il numero di partite giocate contemporaneamente in casa o in trasferta da due specifiche squadre. Se la squadra A e la squadra B giocassero sempre entrambe in casa o entrambe fuori nelle stesse giornate, al fantacalcio ci si troverebbe per metà delle volte a schierare certamente il portiere di una squadra ospite, spesso più a rischio dei colleghi tra le mura amiche. Se A e B disputassero ogni giornata in alternanza – una in casa e una fuori – invece, idealmente si potrebbe schierare sempre il portiere che gioca in casa. Ovviamente poi tanto dipende dal valore delle squadre A e B e delle loro avversarie, ma la griglia resta un mezzo importantissimo per scegliere oculatamente il proprio roster di portieri.

Altri fattori da tenere a mente sono senz’altro il numero di clean sheet stagionali – visto che in alcuni fantacalci porta un bonus di +1 come bonus imbattibilità portiere – e la media voto, utile soprattutto quando si utilizza il modificatore difesa. In alcuni casi, per esempio, i portieri di squadre di primissimo livello hanno medie voto più basse di colleghi meno blasonati, perché magari sono messi poco alla prova ogni settimana dagli attaccanti avversari e in varie occasioni ricevono un 6 “alla presenza”. Alcuni estremi difensori – tra cui anche di molto validi – potrebbero invece garantire medie superiori al 6,5 perché molto sollecitati in gara, anche se incasseranno qualche gol in più.

Da non dimenticare, poi, la ciliegina sulla torta fantacalcistica dei portieri: l’abilità da pararigori. La neutralizzazione di un tiro dal dischetto è infatti il regalo più grande che un numero uno possa fare al proprio fantallenatore, che beneficerà in quel caso di un bonus di +3, pari a quello di un gol segnato. Basare la propria strategia sull’abilità da pararigori è un azzardo eccessivo, ma dare un’occhiata può far compiere una scelta sensata tra due pedine di simile livello.

Difensori

Quasi sempre, al fantacalcio, si cerca di arricchire il più possibile il proprio pacchetto arretrato di difensori con il vizio del gol. Una strategia sensata, impossibile smentirlo. Ecco perché a costare di più sono quei difensori centrali alti e rocciosi, che oltre a proteggere il proprio portiere hanno nelle proprie corde una spiccata pericolosità nel gioco aereo e la sfruttano spesso e volentieri sui calci piazzati mettendo paura ai colleghi avversari.

Oppure si punta sui terzini di spinta, quei giocatori che arrivano più spesso dei propri colleghi di reparto nei pressi delle aree avversarie e hanno quindi una possibilità maggiore di incidere in zona bonus. Magari non segnano più degli spilungoni appena citati, ma spesso e volentieri mettono in cascina un buon numero di assist per i loro compagni, e un +1 fa sempre molto comodo.

Queste caratteristiche si acuiscono ancora quando si parla dei fuori ruolo, ovvero quei giocatori listati in difesa che però vengono schierati in posizione più avanzata dal proprio allenatore. Il caso più frequente è proprio quello dei terzini che sono impiegati come esterni di centrocampo in sistemi di gioco quali il 3-5-2, il 3-4-2-1 e il 3-4-3. In quel caso, tutti i pregi attribuiti finora ai terzini si moltiplicano esponenzialmente, perché già in partenza questi giocatori si trovano in posizione più avanzata e finiranno ancor più spesso in zona-assist o gol.

Un lusso è poi riuscire ad avere nella propria fantarosa dei difensori rigoristi o specialisti su calcio di punizione. Si tratta sicuramente di merce rara, ma che comunque non è totalmente impossibile da trovare. E avere un rigorista in difesa vuol dire potersi sempre aspettare che arrivi un gol dal reparto meno prolifico di tutti. Niente male di sicuro.

In tutto ciò, però, sarebbe sbagliato dimenticare che i difensori si chiamano così perché hanno un ruolo specifico, che è quello di protezione, schermatura per la propria squadra. Questo li porta molto, ma molto più spesso a trovarsi vicino alla propria porta rispetto a quanto non stiano vicini a quella avversaria. Motivo per cui vanno considerati anche fattori come il numero di autoreti segnate in carriera e nelle singole stagioni, ma soprattutto il loro rapporto con le sanzioni disciplinari. Ammonizioni ed espulsioni sono molto più frequenti per un difensori rispetto a un gol e per questo bisogna quantomeno farne una discriminante quando raggiungono livelli troppo alti. Se si è indecisi tra due giocatori pressoché equivalenti e uno di essi l’anno precedente ha “vinto” la classifica di ammonizioni del campionato… si potrebbe aver già trovato la risposta che si cercava.

Centrocampisti

Come in tutti, anche nei centrocampisti al fantacalcio si cerca innanzitutto la vena realizzativa. È senz’altro importante acquistare giocatori che possano regalare frequenti +3, anche attraverso i calci piazzati e i rigori, ma non bisogna dimenticare che spesso a centrocampo si possono scovare talenti del +1, ovvero dell’assist.

Neanche a dirlo, è fondamentale scegliere un pacchetto centrale ad alto tasso di titolarità (anche perché si giocherà spesso con linee a 4 o anche a 5), e come per i difensori – soprattutto con i mediani – bisognerà dare un occhio alle statistiche disciplinari. Capita non troppo di rado che i più ammoniti del campionato arrivino da qui, e non dalla lista dei difensori.

A centrocampo, però, di fondamentale importanza è il ruolo. Sotto una stessa dicitura vengono infatti raccolti giocatori dalle funzioni tattiche e dalle posizioni in campo molto, ma molto differenti. Un mediano di rottura – a meno di eccezioni particolari – sarà pochissimo intrigante per i fantallenatori. Ma assieme a lui in lista ci saranno anche fior fiori di esterni e di trequartisti, di giocatori di fantasia e altri particolarmente abili nell’inserimento, tutti associati da una capacità decisamente maggiore di essere incisivi in zona bonus.

Un riguardo particolare andrà poi riservato anche in questo caso ai giocatori fuori ruolo, ma stavolta sia in positivo che in negativo. Se da una parte sarà infatti molto producente acquistare centrocampisti che vengono schierati dai propri allenatori in posizioni molto avanzate (come sulla trequarti in un 4-2-3-1, un 4-3-1-2 o in un 3-4-2-1, oppure da ali in un 4-3-3), si potrà allo stesso tempo correre il rischio di vedere alcuni dei propri giocatori arretrare sulla linea difensiva e allontanarsi dunque dalla zona più pericolosa. Laterali di centrocampo possono finire a fare i terzini, mediani possono scalare al centro della difesa a seconda di caratteristiche e necessità. L’importante è sempre “conoscere i propri polli”.

Attaccanti

Se la titolarità è un fattore determinante in ogni ruolo, in attacco lo è forse ancor di più. Questo perché il numero di slot in questo reparto si limita a 6 e nella maggior parte dei casi i fantallenatori puntano a schierare un tridente nell’undici titolare, più due riserve. Cinque su sei, dunque, saranno sempre tra i “convocati” e se non si fa attenzione alla loro titolarità si corrono rischi importanti.

Il parametro più importante, qui più che mai, è quello dei gol. È in attacco che si pesca il capocannoniere del campionato, come anche il bomber di provincia che va oltre le più rosee aspettative. Avere un centravanti da 20 reti o uno da neanche 10 fa tutta la differenza del mondo in un gioco come questo.

La questione dei fuori ruolo, in questo caso, è solamente a perdere. A segnare di più, solitamente, sono i giocatori schierati come centravanti, ovvero quelli scelti proprio per finalizzare la costruzione del gioco. Ma nello stesso reparto vengono listati calciatori che magari giocano da esterni in un 4-3-3 o in un 4-2-3-1, che possono certamente esser pericolosi ma non vivono di certo per il +3. Tanto sta nel conoscere le loro caratteristiche e sapere se si tratti per esempio di giocatori tecnici portati a rientrare sul proprio piede per calciare spesso in porta oppure su giocatori di sostanza che si sacrificano con rincorse all’indietro per il bene della squadra e magari perdono presenza e lucidità in zona bonus.

In attacco più che in ogni altro reparto (forse pari solo alla porta), poi, diventa importante valutare la possibilità di acquistare un titolare e la sua riserva. Sui centravanti viene infatti convogliato il maggior numero di crediti e, nel caso in cui la scelta non funzioni o sopravvenga un malaugurato infortunio, si rischia di buttare all’aria una stagione intera. Assicurarsi il sostituto-centravanti della stessa big, per esempio, può mettere una toppa in queste situazioni, ma anche garantirvi una maggiore sicurezza nei casi di turnover post-competizioni europee o variazioni di guida tecnica e di sistema di gioco.

Criteri generali

In linea di massima, esistono certamente dei criteri validi per scegliere i giocatori di ogni ruolo con i quali comporre la propria fantarosa. La sicurezza si guadagna scegliendo il maggior numero possibile di titolari, che riducano al minimo l’eventualità di ritrovarsi in dieci. È poi ovviamente importante guardare a chi è solito collezionare più bonus possibili stando lontani dai malus.

Un’altra regola non scritta è quella di affidarsi maggiormente alle squadre che lottano per posizioni importanti della classifica: a trovare con maggior frequenza voti alti sono sempre i giocatori delle squadre che trovano più spesso delle altre la vittoria. Dalle piccole è intelligente prendere i pezzi pregiati, ma è meglio fermarsi lì.

Parlando poi di errori grossolani, è necessario per assemblare una squadra competitiva disfarsi in buona parte del proprio bagaglio di tifo o di odio sportivo. Acquistare in blocco tutti i giocatori della propria squadra del cuore è controproducente, tanto quanto escludere a priori quelli della squadra rivale (soprattutto se si parla di una big). Può essere coerente con il proprio credo, può esser forse motivo d’orgoglio quando lo si racconta agli amici. Di sicuro, però, non può essere una strategia vincente.


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