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Consigli fantacalcio, le strategie da adottare per un’asta perfetta

Asta Fantacalcio

Tutte le riflessioni da fare per non commettere errori durante l’asta di fantacalcio: chi scegliere, chi evitare e quanto spendere per ruolo

Distesi sul lettino al mare o tra l’erba in montagna, seduti su una panchina di una capitale europea oppure sulla poltrona di casa con l’aria condizionata a palla. Non importa dove, quel che conta è che si studi in vista della prossima asta di fantacalcio.

Il gioco più bello al mondo – dopo il calcio, si intende – è speciale anche per questo: non si fa in tempo a finire, che già si pensa a ricominciare. Giusto così, perché praticamente ogni successo arriva dopo una lunga fase di programmazione. I miracoli accadono di rado.

Ecco perché è importante arrivare preparati al fatidico giorno: bisogna conoscere i nuovi acquisti, le rose delle neo-promosse e i contesti tattici delle venti squadre di Serie A, annotare tutto su dei fogli bianchi oppure direttamente sul vecchio, caro listone e arrivare talmente sicuri di sé all’asta da non considerare neanche la possibilità di uscirne delusi. Di seguito tutto quello che dovete tenere a mente prima di affrontare l’asta del fantacalcio e nel corso della stessa.

Conoscere il regolamento della propria FantaLega

Più che altro, qui si parla di un pre-requisito. Per poter programmare una buona strategia di mercato, bisogna innanzitutto conoscere per bene le regole vigenti all’interno delle rispettive Leghe.

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Se si crea una Lega da zero o si entra in una già esistente, la prima cosa da stabilire è certamente se si tratti di un fantacalcio classico oppure Mantra. E anche nel primo caso, bisognerà capire se si terrà fede alle quattro categorie di ruolo tradizionali (portieri, difensori, centrocampisti e attaccanti) o se si includeranno anche i trequartisti, introdotti qualche anno fa senza una diffusione particolarmente ampia, ma comunque sufficiente per far sorgere quantomeno il dubbio. In quel caso, ci saranno regole particolari da seguire, come la presenza nel blocco in mediana di almeno tre centrocampisti classici più un trequartista, e così via.

A questo punto, è importante conoscere quali bonus e malus vengano adottati nella propria Lega. È molto probabile, anche se non sicuro (quindi assicuratevene comunque), che i punteggi attribuiti a discriminanti quali gol (+3), assist (+1), espulsioni (-1) e via dicendo siano sempre gli stessi, ma ci sono parametri che spesso cambiano di gruppo in gruppo.

Per esempio, ogni Lega decide se utilizzare il bonus imbattibilità, che regala un +1 ad ogni portiere che conservi la propria porta immacolata, oppure se inserire o meno i modificatori per ruolo, tra cui il più diffuso è di certo il modificatore difesa. E nel caso in cui ci siano, servirà capire i punteggi assegnati e i vari fattori che porterebbero a guadagnarseli. Questo perché in una Lega che non prevede questo tipo di regole, per esempio, potrebbe esser meno fruttuoso puntare su difensori dalla media alta e più saggio invece risparmiare per potersi permettere tre attaccanti di prima fascia. Se invece sarà presente il modificatore difesa, si potrà anche pensare di costruire la propria squadra in modo tale che ogni settimana si possano schierare quattro difensori di alto livello e magari comprare un big in meno a centrocampo o in avanti.

Scegliere il modulo da utilizzare

Partire con le idee chiare dal punto di vista del sistema di gioco da utilizzare non significa poi seguirle a tutti i costi sacrificando la qualità dei vari reparti – anzi, sarà importante adattarsi sempre all’andamento dell’asta per capire come comportarsi – ma avere una linea guida da seguire e non lasciarsi trasportare completamente dalle onde, una politica che spesso può portare all’assemblaggio di rose disfunzionali.

In generale, il modulo più efficace al fantacalcio è il 3-4-3, che permette lo schieramento in campo del maggior numero di giocatori con la più alta probabilità di andare a bonus. In poche parole: più attaccanti, meno difensori. Soprattutto in Leghe che non prevedano il modificatore difesa, il consiglio è certamente quello di basarsi sul tridente offensivo. Le difficoltà nel puntare su questo schieramento possono essere due: innanzitutto, in un fantacalcio numeroso diventa complicato acquistare sei attaccanti che garantiscano il voto (e per potersi permettere un tridente titolare, bisogna poter contare su almeno un paio di riserve discrete) per via dell’esiguo numero di calciatori listati in attacco ogni anno; per secondo, un tridente è certamente molto dispendioso dal punto di vista del budget, quindi per puntare sul 3-4-3 bisogna arrivare con un importante gruzzolo alla fase finale dell’asta, o si rischia di essere corti in difesa e deludenti in attacco.

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Soprattutto in Leghe che utilizzano il modificatore difesa, invece, puntare sul 4-3-3 può non rivelarsi una sciocchezza. In questo caso, però, ci saranno degli accorgimenti fondamentali da attuare. Il primo riguarda il portiere: servono voti alti. Il modificatore assegna infatti punti prendendo in considerazione la media voto dell’estremo difensore e non la sua fantamedia, che si trova aggiungendo anche bonus e malus. Per assurdo, in questo caso potrebbe dunque essere meno efficace acquistare il portiere della squadra meno battuta del campionato, che però magari subisce pochissimi tiri in porta e raramente va dunque oltre il 6 in pagella, rispetto a un altro leggermente più battuto ma anche maggiormente stimolato dagli attacchi avversari, in modo che possa regalare più spesso voti intorno al 7. Particolare attenzione poi va posta alla scelta dei difensori: in questo caso, meglio limitare le scommesse. Se si vuole pianificare un’intera stagione attorno al 4-3-3, sarà bene avere dei forti motivi per farlo, e quei forti motivi possono essere solo dei forti difensori. Anche in questo caso a valere è la media voto, ma i difensori abituati a prendere bonus sono anche quelli che spesso prendono i voti migliori.

Leggermente indietro al 4-3-3 c’è il 4-4-2, modulo da considerare sempre in Leghe con il modificatore difesa, ma che prevedendo un attaccante in meno sacrifica un giocatore proprio nel ruolo dal quale è più normale aspettarsi i bonus. Una scelta del genere comunque assume particolare interesse soprattutto in competizioni molto numerose, nelle quali non sarebbe possibile in ogni caso formare tridenti stellari. A quel punto, un buon centrocampista può valere più di un attaccante di secondo piano.

E tutti gli altri sistemi di gioco? Utilizzarli nel corso della stagione non è un crimine, anzi, possono dimostrarsi molto utili in casi di necessità. Ma basarci un’intera asta sarebbe poco oculato.

Conoscere i giocatori in lista

Prima di sedersi attorno al tavolo e iniziare l’asta di fantacalcio, è fondamentale conoscere i giocatori presenti in lista. È come conoscere la matematica per un ingegnere o l’italiano per uno scrittore. Se non si hanno a disposizione dei vocaboli, come si può costruire una frase? E se non si conoscono i giocatori della Serie A, come si può assemblare una rosa vincente?

Con i calciatori che anche lo scorso anno vestivano una maglia di Serie A, informarsi è certamente più facile. Le loro statistiche non si limitano infatti alle reti segnate o alle ammonizioni ricevute, ma – a seconda della fonte alla quale la FantaLega decide di affidarsi per i voti – si possono trovare sul web addirittura le fantamedie degli anni passati, così da potersi fare un’idea piuttosto precisa di ciò a cui si va incontro acquistando un tale giocatore.

Per i nuovi arrivati in Serie A, invece – che provengano da campionati esteri o salgano dalla Serie B – questa comodità non c’è. Sarà allora necessario andarsi a controllare il numero di gol e assist realizzati, la quantità di cartellini ricevuti, le eventuali statistiche sui calci di rigore e così via, magari allargando lo studio oltre la scorsa stagione (un’accortezza che resta consigliabile anche per chi lo scorso anno era in A). A tal proposito, la redazione di Calcio d’Angolo analizza attraverso le fantaschede il profilo dei nuovi giocatori arrivati in Serie A: caratteristiche, ruolo, inclinazione a bonus, malus, infortuni e consigli per il fantacalcio. Insomma, tutto quello che c’è da sapere prima di decidere se puntare o meno su di loro all’asta.

Troppo? Decisamente no. Per mettere assieme una rosa da 25 calciatori è infatti impossibile pensare di potersi affidare solamente ai nomi più noti. Se si conosce soltanto la rosa della propria squadra del cuore o di quella campione d’Italia, sarà poi complicatissimo riuscire ad azzeccare i nomi giusti per completare il proprio roster. È invece essenziale studiare i migliori colpi anche tra le neo-promosse e le squadre di bassa classifica, dal cui cilindro spesso si riesce a estrarre almeno un coniglio a stagione. Arrivare all’asta eccessivamente”rilassati” difficilmente porterà benefici.

Dividere i giocatori in fasce

Una possibile organizzazione mentale prima dell’asta può essere data dividendo i vari giocatori per fascia di valore, ovviamente restando fedeli ai ruoli nei quali essi vengono suddivisi nel listone.

Nella 1^ fascia si inseriscono i giocatori considerati “top player“, ovvero i migliori della gamma. Tra i portieri si iscrivono quelli che danno maggiore sicurezza e garantiscono il minor numero di malus possibile, tra gli attaccanti quelli che potrebbero arrivare più in alto in classifica marcatori. Riuscire a comporre la propria rosa solo con questi calciatori è impossibile e bisogna comunque far attenzione a non strafare: un undici di buoni giocatori vale di più di sei top player e quattro “senza voto”.

In 2^ fascia si può annoverare quell’insieme di buoni giocatori e astri nascenti del campionato, che non hanno ancora compiuto il salto di qualità definitivo ma promettono bene. Si tratta dei giocatori ai quali si rivolge lo sguardo una volta mancati gli obiettivi della fascia precedente, magari quei bomber di provincia che partono lontani dai riflettori ma che spesso hanno anche riservato ottime sorprese ai fantallenatori.

La 3^ fascia può esser quella della sicurezza: lì si possono piazzare i calciatori che garantiscano la titolarità nella maggior parte delle giornate di campionato, ma che raramente riservano particolari sorprese. Sono quei “titolari sicuri” che fanno sentire la propria importanza quando i veri titolari rimangono in panchina e si beccano un senza voto, o che magari vanno a completare l’undici a seconda delle giornate, quando affrontano una partita da favoriti. È in questa fascia che si pescano gli affari “low-cost” a uno o due crediti.

In 4^ fascia si trovano le sorprese. Magari qualche chicca tra i nuovi arrivi stranieri, con un nome impronunciabile che funge quasi da repellente per gli altri fantallenatori. Oppure qualche neo-promosso dalla cadetteria, che in A s’è visto poco e niente ma in B ha comunque fatto il suo. O un giovane prospetto di una big di cui si parla bene ma che non si è ancora visto molto in campo. Sono dei vezzi, possono diventare delle chicche, fino a dei pupilli. Ma non c’è spazio per molti di loro alla stesso tempo in una fantarosa.

Quanti slot riservare ai colpi low-cost?

Comporre una squadra di sole scommesse sarebbe esageratamente azzardato. Una rosa che punti a lottare per il titolo deve essere competitiva nell’intero arco della stagione, e per farlo deve poter contare su dei pilastri. In un mondo ideale – ma forse anche in un fantacalcio a scarsa partecipazione – la rosa perfetta sarebbe composta da soli giocatori di 1^ e 2^ fascia. In Leghe più numerose, però, un ruolo fondamentale lo assumono quelli di 3^ e 4^, quelli che si possono considerare acquisti low-cost.

In una strategia per l’asta, però, la cosa migliore sarebbe riservare soltanto un numero ristretto di spot a questo tipo di calciatori. Tra i portieri, per esempio, a così poco si riusciranno a prendere solo i non-titolari, che comunque possono risultare molto utili. È infatti molto sensato avere una riserva tra i tre nel roster, anche due quando si ha il primo di una squadra di alta classifica. L’importante è ovviamente avere già il titolare di quella riserva e non rischiare l’acquisto in ordine inverso.

In difesa, la possibilità di risparmiare esiste ed è maggiore rispetto a tutti gli altri ruoli. Sugli 8 slot disponibili, si può pensare di sfruttarne addirittura la metà per acquisti a 1/2 crediti. Per scommesse che non partono nelle grazie del proprio tecnico o comunque non raffigureranno molto spesso nell’undici titolare, però, lo slot è solo uno.

Più prudente l’approccio al centrocampo, dove la linea sarà spesso a quattro e quindi serviranno tanti titolari. Quindi in linea di massima si possono puntare tre acquisti low-cost, uno dei quali una scommessa e due dei quali dei titolari di piccole squadre. In attacco, prendere un giocatore discreto a 1 credito è praticamente impossibile. Va bene risparmiare, magari prendendo i sostituti dei vostri titolari, ma non conviene pensare di poter fare acquisti a così poco, perché si resterà delusi.

Dividere il budget per ruolo

Un errore grossolano durante l’asta sarebbe quello di spendere tutto all’inizio e poi ritrovarsi con due spicci nel momento più importante, quando si lotterà per contendersi gli attaccanti. Proprio per questo motivo, può essere sensato partire già con un’idea di quanto investire per ogni ruolo, ovviamente in percentuale rispetto ai crediti di partenza.

Queste cifre possono oscillare da una parte o dall’altra a seconda di vari fattori. In un fantacalcio con modificatore difesa può per esempio essere sensato spendere qualcosa in più in quel ruolo, oppure in una certa Lega i prezzi dei portieri saliranno molto e allora sarà comunque giustificabile una spesa tra i pali leggermente maggiore a quella preventivata. Ma con la giusta flessibilità, avere questi riferimenti può essere utile a non esagerare.

Ecco le percentuali attorno alle quali orbitare per costruire una rosa equilibrata e vincente:

  • Portieri – 7%
  • Difensori – 13%
  • Centrocampisti – 30%
  • Attaccanti – 50%

Queste percentuali si convertono ovviamente in cifre concrete una volta stabilito il budget iniziale della FantaLega. Eccone alcuni esempi:

  • Budget 250: 18 P, 32 D, 75 C, 125 A
  • Budget 300: 21 P, 39 D, 90 C, 150 A
  • Budget 500: 35 P, 75 D, 150 C, 250 A
  • Budget 1000: 70 P, 130 D, 300 C, 500 A

Scegliere attentamente chi chiamare all’asta

Nelle Leghe private, esiste la possibilità di svolgere le aste seguendo un determinato ordine (principalmente alfabetico) oppure a chiamata discrezionale da parte dei partecipanti. In questo secondo scenario, bisogna muoversi con grande attenzione e drizzare in fretta le orecchie per capire come sia meglio muoversi in ogni contesto.

Di solito, i primi nomi a essere banditi sono quelli dei top player, dalla porta fino all’attacco. Anche se, ogni tanto, qualcuno decide di intramezzare questa serie di campioni con qualche pedina meno altisonante, una tecnica che si può rivelare alle volte molto efficace e altre invece controproducente, ma che va comunque presa in considerazione. Tanto dipende dagli umori dei fantallenatori e dall’andamento dell’asta.

Asta fantacalcio Fantardore - Fantalocride

Chiamare presto un giocatore low-cost o comunque di secondo piano può infatti creare confusione riguardo la sua giusta valutazione. Non avendo ancora molti altri affari conclusi in quel ruolo con cui fare un paragone, i partecipanti potrebbero pensare di esser giunti a un prezzo eccessivo ed esser poi smentiti nei minuti successivi, quando giocatori equivalenti potrebbero esser venduti più cari perché la lista dei nomi andrà verso l’esaurimento, ma si rischia – soprattutto in Leghe meno numerose – di commettere l’errore inverso e vedere poi i prezzi calare drasticamente in un secondo momento, quando tutti i partecipanti all’asta avranno la pancia già un po’ piena. La prima situazione è forse la più frequente, ma non la si può prendere per una statistica sempre veritiera.

Lo stesso discorso va pensato per i propri pupilli. Se già prima dell’asta si è pensato a qualche giocatore-feticcio da prendere assolutamente, quello sfizio che ci si vuole togliere o quel nome che si decide di prendere ogni anno e non si ha alcuna intenzione abbandonare proprio ora, bisogna fare attenzione a quando lanciarlo al bando. Probabilmente, il momento migliore può essere appena dopo i grandi nomi, anche se veramente tantissimo dipende dal gruppo di persone con la quale si svolge l’asta. Chiamarlo troppo presto è però una scommessa, perché come detto può portare a un affare come a una fregatura, mentre lasciarlo per ultimo sperando che tutti se ne dimentichino porta spesso a mangiarsi le mani, perché in molti potrebbero avere la sensazione di non avere più giocatori validi da prendere per la propria squadra e quindi il prezzo finirà per lievitare. Certo, in un fantacalcio dal numero ristretto invece molti nomi potranno restare fuori, e allora far finta di dimenticare il vostro pupillo low-cost potrà anche portarvi a prenderlo a 1 nei giri finali.

Un’idea per le primissime fasi dell’asta di ogni ruolo può essere quella di chiamare giocatori che sicuramente interessano tante persone, ma che non si vuole acquistare a ogni costo per la propria fantasquadra. In questo modo, si potrà cominciare a farsi un’idea riguardo i prezzi per le chiamate a venire. Attenzione però: se si chiama un giocatore poco interessante, si finisce per doverselo tenere a 1. Bisogna muoversi sempre con molta cautela.

Evitare errori da principiante

In generale, come in ogni ambito, è importante evitare errori da principiante. Per esempio, un errore di tanti neofiti e tifosi di calcio è quello di affidarsi completamente alla propria squadra del cuore anche al fantacalcio. Prendere in blocco i propri beniamini è una cosa assolutamente controproducente, perché sono davvero poche (o nessuna) le squadre che riescono a garantire una continuità di gol tale da permettere il raggiungimento di punteggi discreti ogni settimana. Uno 0-0 nella Serie A, a quel punto, può costare ogni volta la giornata. E non ne vale la pena. Affidarsi al cuore è giusto, ma oltre le tre, massimo quattro pedine per squadra (per quelle di alta classifica, altrimenti decisamente meno) sarebbe meglio non andare.

Un altro errore da evitare è non capire quando sia il momento di lasciare la presa. Questo accade per esempio con i propri pupilli, per i quali si è disposti a sborsare cifre stellari anche se non rispecchiano affatto il loro valore fantacalcistico. Affidarsi ai propri “affetti” può portare soddisfazione e magari anche quello è un modo per divertirsi, ma di certo non di vincere.

Un altro caso in cui si rischia di non capire quando fermarsi per un giocatore è ai primi nomi del ruolo. Per esempio, può capitare di sborsare cifre folli per il primo centrocampista o il primo attaccante chiamati e poi ritrovarsi con un pugno di crediti in mano, a scervellarsi su come riuscire ad assemblare una rosa decente, che possa reggere la longevità di un intero campionato. La risposta, nella gran parte dei casi, è semplice: non si può. E formare una rosa equilibrata e lunga è fondamentale per competere.

Scarica la nostra Guida per l’asta del fantacalcio. Consigli, notizie, le rose complete e le formazioni tipo di tutte le squadre di Serie A

Anche l’estremismo è da evitare. Ci sono strategie interessanti da seguire durante un’asta, ma bisogna sempre utilizzarle in maniera razionale, moderata. Per esempio, una di queste può essere risparmiare crediti in difesa per spendere di più in attacco. Seguendo questo credo, tanti fantallenatori puntano a dei trii di portieri di medio-bassa classifica e a vari colpi a 1 nel pacchetto arretrato, pescando magari i migliori dalle piccole e qualche giocatore meno appariscente delle grandi, per poi colpire forte al momento di formare il tridente offensivo. L’errore sta nell’estremizzare. Ci sono casi in cui si arriva a comprare i tre portieri delle neo-promosse, che inevitabilmente nonostante la rotazione finiranno in più di un caso per regalarvi un’imbarcata di malus, e difensori economici perché spesso in ballottaggio o addirittura già notoriamente riserve. In attacco si possono prendono anche tre dei migliori dieci marcatori annuali, ma se ogni turno il portiere vanifica uno o due di quei gol e in difesa si collezionano gli sv, di sicuro non si andrà da nessuna parte. E perdere il fantacalcio con il miglior tridente offensivo fa ancora più male.

In ogni caso, l’esperienza sicuramente aiuta e, anzi, da un certo punto di vista è necessaria. Per non commettere errori durante l’asta – sfida quasi impossibile da raggiungere nella sua totalità – bisogna infatti conoscere benissimo le squadre e i giocatori di Serie A, ma anche i fantallenatori intorno al tavolo, e soprattutto riuscire a capire nel minor tempo possibile l’andamento dell’asta in corso. Per farlo serve una sensibilità speciale, che arriva con l’esperienza, o tanta fortuna. E con la fortuna se ne son vinte a bizzeffe di Leghe, ma arrivare preparati al fatidico giorno aiuta a incanalare anche quella nei giusti binari.


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