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Juventus, Pirlo si presenta: “Dybala non è mai stato sul mercato”

Andrea Pirlo allenatore Juventus
Twitter.com/juventusfc

Prima conferenza stampa per l’allenatore bianconero: “Voglio riportare entusiasmo, puntando su un calcio propositivo”

Calmo e per nulla emozionato, voce bassa per esprimere concetti chiari e diretti. La prima conferenza stampa di Andrea Pirlo sembra essere quella di uno abituato ad affrontare questo tipo di situazioni, come se fosse in mezzo al campo a distribuire palloni ed assist ai compagni.

Sicuro soprattutto sul concetto di calcio che vorrà proporre: “Voglio riportare un po’ di entusiasmo, che è mancato nell’ultimo periodo. Voglio un calcio propositivo con grande padronanza del gioco. Ieri ai ragazzi ho detto solo due cose: dobbiamo avere sempre il pallone e quando lo perdiamo dobbiamo recuperarlo velocemente. Sono due concetti importanti a livello mentale, da fare entrare nella testa dei giocatori”.

“Higuain ha dato tanto, ma i cicli finiscono”

Dopo aver capito l’idea di gioco generale, le domande iniziano ad andare sui singoli giocatori, soprattutto quelli oggetto di mercato. Il primo è Higuain che non farà più parte del progetto Juventus: “Con Higuain ho parlato, è una persona che ammiro tantissimo e ha fatto un ciclo importante qui. È stato un grandissimo giocatore, ma abbiamo deciso che le strade si devono separare, i cicli finiscono. Ci siamo guardati negli occhi e abbiamo preso questa decisione”.

Subito sotto con altri due campioni al centro di voci di mercato nelle ultime settimane: Dybala e Khedira. “Dybala non è mai stato sul mercato. È un giocatore importante come gli altri, appena rientrerà farà parte del progetto. Su Khedira non posso dire tanto. È infortunato, vedremo quando starà meglio”.

Il ruolo che avrà Ronaldo potrebbe essere molto di più di un semplice calciatore, quasi un consigliere per Pirlo: “Ci siamo sentiti qualche giorno fa prima di iniziare per dargli l’orario degli allenamenti. Poi ieri abbiamo fatto una chiacchierata, parlato un po’ di tutto, del presente e del passato, da persone normali. Nelle prossime settimane andremo in profondità sulla tattica“.

“Avere la voglia della mia prima Juventus sarebbe l’ideale”

Si ritorna a parlare del passato e Pirlo spera di trasmettere ai suoi giocatori la voglia che ha trovato quando è arrivato alla Juventus nel 2011 con Antonio Conte in panchina: “Raggiungere quel tipo di voglia sarebbe l’ideale: era una grande squadra con grandi valori, mi piacerebbe riportarli nella mia Juventus. Solo così si possono raggiungere obiettivi”.

Per quanto riguarda il modulo e i calciatori da schierare il tecnico bianconero ha le idee molto chiare: Non ci sarà un modello fisso. L’idea potrebbe essere di difenderci a 4 e impostare a 3. Penso a un calcio di rotazione, la gioia di riconquistare il pallone. Deve essere una cosa mentale, sulla quale lavorare tutti i giorni e cercare di portare avanti durante le partite. Poi i giocatori hanno le caratteristiche per variare il modello di gioco di partita in partita.

Parole dolci anche per il neo-acquisto Arthur che per Pirlo è il prototipo del centrocampista moderno: “Arthur è un bravo giocatore, lo abbiamo visto e ammirato nel Barcellona negli ultimi anni. E’ un centrocampista di costruzione, può fare più ruoli: regista mezzala, ma anche giocare a due davanti alla difesa”.

“L’obiettivo è vincere, siamo qua per questo”

Essendo la prima avventura da allenatore ha dovuto costruire lo staff in fretta, facendo scelte oculate e mirate, come quella di Igor Tudor come vice: “E’ stata una mia scelta, avevo bisogno di un assistente con esperienza. Di uno che avesse già fatto l’allenatore in prima, che fosse stato un ex difensore per guardare la fase difensiva e che avesse un certo tipo di personalità all’interno dello spogliatoio e del campo. In più era anche un ex juventino, quindi era perfetto per lo staff”.

Sull’emozione della prima volta e sul fatto di fare il passo più lungo della gamba, il tecnico bianconero è sempre stato razionale, freddo e deciso nel prendere le decisioni: “Non ho neanche avuto modo di pensarci troppo, quando mi hanno chiesto di fare l’allenatore della prima squadra mi ci si sono buttato a capofitto senza preoccupazioni. Credo di essere al posto giusto al momento giusto. Al primo allenamento ero a mio agio, era un po’ strano per loro ma non per me. Conoscevo tante persone all’esterno della squadra che avevamo lavorato per me e con me. Mi sentivo proprio bene”.

Il tempo a disposizione per preparare la stagione è però poco anche perchè a breve i calciatori saranno impegnati con le rispettive nazionali, ma l’obiettivo è sempre quello di vincere: “È vero c’è poco tempo, alla fine dopo le nazionali ci saranno dieci giorni per lavorare prima dell’inizio del campionato. Dovremmo essere bravi e concentrati. L’obiettivo è sempre quello di cercare di vincere, non è facile ma siamo qua per questo. Partiamo tutti a zero punti, non importa chi danno per favorita, quei punti vanno conquistati.


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