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Quanto guadagnano gli arbitri di Serie A

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A seconda dello status e dell’anzianità, i direttori di gara prendono cifre differenti, tra stipendio fisso e gettone a partita

Quello dell’arbitro è un lavoro difficile, impossibile negarlo. Ovviamente non si fatica più che in miniera e non ci si spreme le meningi più che al CERN, questo è chiaro. Ma i direttori di gara sono chiamati – oltre che a un notevole sforzo fisico per sostenere i ritmi di gare disputate da atleti professionisti – a prendere decisioni complesse a mente calda in pochi istanti e di reggere la grande, grandissima pressione sulle loro spalle.

In un mondo – quello del calcio – che si è avvicinato sempre più allo showbiz lasciandosi alle spalle il disprezzo decoubertiniano per il professionismo, in cui un calciatore o un allenatore di primo livello strappano contratti da decine di milioni all’anno, può venire spontaneo chiedersi anche: ma quanto guadagnano gli arbitri in Italia?

Quanto guadagna un arbitro di Serie A

La Commissione Arbitri Nazionale di Serie A (conosciuta ai più come C.A.N. A)  dell’Associazione Italiana Arbitri (A.I.A.) è attualmente composta da 21 arbitri, 40 assistenti arbitrali e 17 osservatori, più la Commissione composta dal designatore Nicola Rizzoli e altri tre membri. Il budget annuale stanziato per gli stipendi di arbitri e assistenti è di circa 4,8 milioni euro: 4 milioni per i primi, 800mila euro per i secondi.

La retribuzione di ogni arbitri  prevede una quota annuale e un premio partita, variabili a seconda di fattori quali il ruolo ricoperto, l’importanza della gara e l’anzianità.

Stipendio annuale per gli arbitri di Serie A

Lo stipendio percepito su base annuale dagli arbitri di Serie A si lega alla questione dei diritti d’immagine e frutta loro una parte piuttosto sostanziosa del proprio compenso. Si parla infatti di cifre che vanno dai 45mila agli 80mila euro. I criteri sono quelli di status (arbitri internazionali) e di anzianità (gare dirette in Serie A):

  • Arbitri internazionali: 80mila €
  • Arbitri oltre le 71 gare in Serie A: 72mila €
  • Arbitri tra le 51 e le 70 gare in Serie A: 62mila €
  • Arbitri tra le 26 e le 50 gare in Serie A: 55mila €
  • Arbitri fino a 25 gare in Serie A: 45mila €

Decisamente più contenuto il compenso stagionale invece per gli assistenti, che ricevono cifre tra gli 8 e i 24mila euro a seconda della loro esperienza e del titolo di “internazionale”. Ben più proficuo il ruolo di designatore arbitrale rivestito dall’ex fischietto Nicola Rizzoli, il cui stipendio annuale corrisponde a 200mila euro.

Premi per partita in Serie A

Oltre ai diritti d’immagine, i fischietti italiani ricevono anche un bonus per ogni direzione di gara. Anche in questo caso, la cifra percepita è superiore rispetto a quella degli assistenti. Dal momento dell’introduzione del Video Assistant Referee (VAR), poi, le diversificazioni nei premi da assegnare è ulteriormente aumentata. A tali somme, poi, vanno aggiunti anche i rimborsi legati all’alloggio e alle spese di viaggio.

Quanto vale una partita di Serie A per un:

  • arbitro: 3.800 €
  • assistenti: 1.000 €
  • quarto uomo: 500 €
  • VAR: 1.500 €
  • assistente VAR (AVAR): 700 €

Premi per partita nelle coppe

Non bisogna dimenticare che, oltre al campionato, gli arbitri italiani dirigono ogni anno anche diverse partite di altre competizioni come la Coppa e la Supercoppa italiana, più la Champions e l’Europa League per gli internazionali. Ecco quanto frutta una direzione in:

  • Coppa Italia:
    • fino agli ottavi: 1.000 €
    • quarto di finale: 1.500 €
    • semifinale: 2.500 €
    • finale: 3.800 €
  • Supercoppa italiana: 3.800 €
  • Europa e Champions League (solo arbitri internazionali):
    • fino agli ottavi di finale: 4.800 €
    • dai quarti di finale: 5.800 €

Quanto guadagnano gli arbitri nelle categorie inferiori

Dai Giovanissimi alla Serie D

La carriera di arbitro inizia dalle categorie giovanili, poi man mano si scalano le gerarchie e si comincia a dirigere gare dei campionati dilettantistici, il più importante dei quali è la Serie D.

Per le proprie prestazioni in tali categorie, i giovani arbitri vengono ricompensati a seconda della distanza tra la sede arbitrale di riferimento e il terreno di gioco in cui si andrà a lavorare. Le cifre non sono neanche lontane parenti quelle percepite dai colleghi di Serie A, una cosa comprensibile soprattutto a livello giovanile, leggermente meno in categorie come la D, dove l’unica differenza è l’aggiunta di alcuni buoni pasto.

Lavorare in queste categorie serve principalmente ad accumulare esperienza e non è certamente possibile sopravvivere semplicemente arbitrando. Nella grandissima parte dei casi, oltretutto, nessuno viene spedito oltre i 25 km dalla propria sede, visto il grande numero di strutture e di arbitri a disposizione.

  • fino a 25 km dalla sede arbitrale: 30 €
  • fino a 50 km: 38 €
  • fino a 75 km: 42 €
  • fino a 100 km: 52 €
  • fino a 150 km: 57 €
  • fino a 200 km: 68 €
  • fino a 250 km: 78 €
  • fino a 300 km: 88 €

Serie C e B

In Serie C, le cifre cominciano ad alzarsi leggermente. Il compenso per una direzione di gara è fisso, mentre per arrivare al totali si aggiungono i buoni pasto e un corrispettivo per ogni km percorso a partire dal domicilio dell’arbitro. E  gli spostamenti possono tranquillamente superare anche i 600 km.

In Serie B rimane lo stesso criterio per quanto riguarda i rimborsi del viaggio e i buoni pasto, ma cambia consistentemente il compenso per la direzione della gara, che è di otto volte e mezza superiore.

  • premio partita Serie C/Serie B: 200 €/1.700 €
  • due buoni pasto a partita: 60 € (30 €  ciascuno)
  • rimborso viaggio: 0,21 cent/km

In Serie B rimane lo stesso criterio per quanto riguarda i rimborsi del viaggio e i buoni pasto, ma cambia consistentemente il compenso per la direzione della gara, che sale da 200 a 1.700 euro.


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