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Come cambia la Fiorentina con Prandelli: ritorna la difesa a quattro

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Prandelli ritorna sulla panchina della Fiorentina, sulla quale era già stato dal 2005 al 2010. Esonerato Iachini, che paga il brutto inizio di campionato con otto punti in sette giornate

Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Ed è il caso di dirlo per Prandelli, che ritorna a Firenze dopo i fasti del quinquennio 2005-2010. Per la Fiorentina americana del presidente Commisso è il secondo esonero in un anno, dopo quello di Montella. Iachini paga un inizio di stagione non proprio esaltante, con una Fiorentina al dodicesimo posto in classifica, a quota otto punti. Negativi anche i numeri inerenti ai gol fatti e subiti, visto che i viola hanno segnato durante questa sua ultima gestione solo 10 reti, subendone 12. Prandelli, invece, ritrova una panchina di Serie A dopo quasi un anno e mezzo. L’ultima esperienza era stata quella di Genoa dal dicembre del 2018 al giugno 2019.

Come cambia la Fiorentina con l’arrivo di Prandelli

L’arrivo di Prandelli sulla panchina della Fiorentina comporterà anche un cambio di modulo della formazione tipo viola. Non più dunque difesa a tre, ma probabile ritorno a quella a quattro. A parte l’annata al Genoa − in cui ha utilizzato quasi costantemente il 3-5-2, anche per non stravolgere un modulo che da quelle parti aveva avuto una certa fortuna− Prandelli ha sempre utilizzato un modulo a quattro, variando nei vari casi tra 4-2-3-1, 4-3-1-2 e 4-3-2-1 .

Tra i pali, Dragowski ha ormai il posto assicurato, ma vedrà cambiare il pacchetto arretrato davanti a lui. I centrali della nuova difesa di Prandelli dovrebbero essere Pezzella e Milenkovic, mentre a sinistra Biraghi e Caceres si giocheranno un posto da titolare, così come a destra Lirola e Venuti. L’ex Inter e lo spagnolo sarebbero in vantaggio sui rispettivi contendenti.

Passando al capitolo centrocampisti, la bagarre si fa più interessante. Sia in caso di centrocampo a due che a tre, Castrovilli avrà sicuramente la maglia da titolare. Il numero 10 potrebbe agire anche come trequartista in tutti e tre gli ipotetici moduli. Quanto a Bonaventura, potrebbe essere adattato anche in avanti, viste le tante primavere di Ribery. Per il ruolo da metronomo possibile tandem Amrabat-Pulgar. Attenzione, però, anche al redivivo Borja Valero e all’ex Sassuolo Duncan. In avanti, invece, possibili esterni di corsa e qualità con Callejon a destra e Ribery a sinistra e uno tra Cutrone, Kouame e Vlahovic ad agire come prima punta.

Probabile formazione Fiorentina con Prandelli

(4-2-3-1): Dragowski; Lirola, Milenkovic, Pezzella, Biraghi; Amrabat, Pulgar; Callejon, Castrovilli, Ribery; Vlahovic

Statistiche Iachini e Prandelli

Iachini lascia la Fiorentina dopo appena 30 gare, in cui ha raccolto 41 punti totali. Numeri alla mano, lo score di Iachini a Firenze non è stato proprio esaltante, viste le sole 12 vittorie raccolte tra campionato e Coppa Italia contro le otto sconfitte. Dal punto di vista realizzativo, i viola hanno messo a referto 44 reti subendone 34. Per l’ormai ex allenatore marchigiano, si tratta del settimo esonero in carriera dopo quelli di Chievo, Brescia, Sampdoria, Palermo, Udinese ed Empoli.

Per Prandelli è un dolce ritorno in quella Firenze, che lo ha consacrato come allenatore di grande livello. Nei suoi primi cinque anni di Fiorentina − dal 2005 al 2010 − il tecnico bresciano ha raccolto ben 411 punti in 240 gare complessive tra Serie A, Coppa Italia, Europa League e Champions League. Score niente male, con 119 vittorie, con 367 gol fatti e 257 subiti. Con lui in panchina, la Fiorentina aveva ritrovato quel grandissimo prestigio, ormai dissolto dopo la caduta del patron Cecchi Gori.

Tra le sue maggiori soddisfazioni (e rimpianti) sulla panchina viola: la semifinale di Coppa Uefa/Europa League persa nel 2008 contro i Glasgow Rangers e l’eliminazione agli ottavi di finale della Champions League 2010 contro il Bayern Monaco, dopo un arbitraggio a dir poco imbarazzante. Da non dimenticare il suo quadriennio sulla panchina dell’Italia, con cui ha raggiunto la finale del campionato europeo 2012 persa contro la Spagna e il terzo posto alla Confederations Cup 2013.


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