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Campionato che vai, soprannome che trovi: i soprannomi più fantasiosi della storia del calcio

Campionato che vai, soprannome che trovi: i soprannomi più fantasiosi della storia del calcio

In quanto a fantasia, il calcio sudamericano non sembra conoscere rivali

La narrativa è tutto. Nello sport, così come nella vita, sono i piccoli dettagli a rendere, col passare del tempo, le grandi storie indimenticabili. Nelle grandi imprese, i nomi dei protagonisti, o i loro soprannomi, sono importanti quasi quanto le gesta degli stessi e non è un caso che spesso, nel pensare a un determinato eroe, spesso si abbia la netta sensazione che il nome scelto, non possa che essere l’unico possibile. Avete presente quell’amico di cui nessuno ricorda il vero nome tanto che vi siete abituati ad usare il soprannome? Quello che anche quando lo andavate a trovare a casa, scoprivate che anche i genitori lo chiamavano col nomignolo?

Ecco, questa stessa cosa succede, spesso inconsciamente, nel mondo del calcio e dello sport più in generale. Calciatori e , che sembrano aver creato un legame pressoché indissolubile col proprio soprannome.

L’origine di questi nickname è spesso misteriosa, o altresì collegata ad alcuni eventi di discutibile veridicità che contribuiscono a creare quell’alone di mistero che rende certi giocatori indimenticabili. Questi sono alcuni dei soprannomi che per pensarli, sarebbe stato necessario riunire una task-force di alcuni dei più grandi romanzieri fantasy di tutti i tempi.

Maxi Moralez, El Frasquito

Maximiliano “Maxi” Moralez, detto “el frasquito” è una vecchia conoscenza del calcio italiano grazie alle oltre cento presenze in serie A con la maglia dell’Atalanta. Proprio in quegli anni, il noto giornalista Federico Buffa spiegò in diretta dagli studi di Sky l’origine del soprannome del calciatore argentino.

“El frasquito” sarebbe infatti il sarebbe il barattolino di marmellata che le mamme argentine davano ai propri figli per colazione. L’apertura del barattolo ha un suono molto riconoscibile, uno “snap” per usare le parole del giornalista, che ricorderebbe il rumore con cui Maxi calcia il pallone. Pura poesia.

Camp Nou-Barcellona

Juan Sebastian Veron, La Brujita

Siamo sempre in argentina, ed il soprannome è quello di uno dei centrocampisti più talentuosi e longevi che si siano mai visti su un campo di calcio. L’ex centrocampista di Parma, Lazio e Inter, solo per citare le esperienze italiane, è infatti da sempre soprannominato la “Brujita” che si potrebbe tradurre letteralmente in “la streghetta”. Il motivo? Misterioso, ma ereditato dal padre, calciatore simbolo dell’Estudiantes che veniva soprannominato “La Bruja”, ovvero la strega.

Diego Pablo Simeone, El Cholo

Diego Simeone, leggendario allenatore e storico centrocampista argentino, viene da sempre soprannominato “El Cholo”. Un termine derivato etimologicamente dalla parola azteca “Xoloitzcuintli” che significa “miscuglio di razze”. Il soprannome è stato poi tramandato di padre in figlio e non è un caso che il centravanti del Cagliari Giovanni, sia ai più noto come “El Cholito”.

Alessandro Del Piero, Pinturicchio

Si narra che il soprannome dello storico numero dieci bianconero sia stato deciso da Gianni Agnelli in persona. Il quale, probabilmente dopo una punizione vincente, decise di paragonare Del Piero allo storico pittore di fine Quattrocento noto per stile ed eleganza a discapito di un fisico piuttosto esile.

Edmundo, O’Animal

Edmundo Alves de Souza Neto, per tanti “Edmundo” ma per moltissimi, semplicemente, “O’animal”. Il soprannome deriverebbe dall’affermazione di un giornalista che lo definì come “l’animale della partita”, il migliore in campo non solo per l’indiscutibile tecnica ma anche per ferocia con cui giocava ogni pallone.

Julio Ricardo Cruz, El Jardinero

 Fu lo stesso ex-centravanti dell’Inter a spiegare l’origine del suo bizzarro soprannome. Ai tempi degli allievi, era solito fermarsi a giocare con qualche compagno nei pressi di un tagliaerba. Una cosa che non passò inosservata e aiutò la nascita del suo soprannome subito dopo quel goal al Boca Juniors che accese più di qualche riflettore sul giovane attaccante argentino.

Massimo Maccarone, Big Mac

Arrivato nel Regno di Sua Maestà per indossare la maglia del Middlesbrough, Massimo Maccarone venne quasi immediatamente soprannominato “Big Mac” dai suoi nuovi tifosi. Il motivo? Probabilmente per gli anglofoni pronunciare correttamente “Maccarone” era una sfida ai limiti del paranormale.

Zbigniew Boniek, Il bello di notte

Anche il soprannome dell’ex centrocampista di Roma e Juventus fu un’ispirata trovata dell’avvocato Agnelli, nata in seguito ad alcune ottime prestazioni “serali” in Coppa dei Campioni. Il soprannome, come racconta lo stesso Boniek, nacque ad un gala di New York quanto Agnelli presentò prima Platini come “il bello di giorno” e poi Boniek come “il bello di notte”.


Redazione

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# Squadra G V P S +/- Punti
1 Inter Milan

Inter Milan

24 20 3 1 47 63
2 Juventus

Juventus

25 16 6 3 21 54
3 AC Milan

AC Milan

25 16 4 5 18 52
4 Bologna

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26 13 9 4 16 48
5 Atalanta

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24 14 3 7 24 45
6 Roma

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25 12 5 8 15 41
7 Lazio

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25 12 4 9 5 40
8 Fiorentina

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25 11 5 9 8 38
9 Torino

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25 9 9 7 1 36
10 Monza

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26 9 9 8 -3 36
11 Napoli

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24 10 6 8 5 36
12 Genoa

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13 Empoli

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26 6 7 13 -18 25
14 Lecce

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15 Udinese

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26 3 14 9 -15 23
16 Frosinone

Frosinone

25 6 5 14 -20 23
17 Sassuolo

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18 Verona

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20 Salernitana

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