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Lazio-Verona 1-2, le pagelle: rivelazione Tameze, Silvestri para tutto. Immobile inconcludente

Felipe Caicedo-Pawel Dawidowicz Lazio-Verona
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Il Verona batte la Lazio all’Olimpico per 2-1 nell’anticipo dell’11^ giornata. Tameze rivelazione, Silvestri para tutto. Immobile inconcludente. Le pagelle della partita

Il Verona sbanca l’Olimpico e batte la Lazio per 2-1 nel match dell’11^ giornata di Serie A. Una partita tattica, vinta dalla formazione che più ha cercato il successo nell’arco dei novanta minuti. Nel primo tempo è uno sfortunato autogol di Lazzari a sbloccare un match equilibrato, poi nella ripresa la Lazio pareggia con Caicedo prima del gol da tre punti di Tameze. Dopo aver fermato Juventus e Milan, mister Juric conquista il primo successo con una big. Dall’altra parte Inzaghi deve rilegare i fili di una squadra che ha vinto solo una partita su sei in casa in campionato.

Dopo il minuto di silenzio in onore di Paolo Rossi, la partita inizia con una lunga fase di studio da parte delle due squadre. Il copione è chiaro sin da subito: la Lazio prova a dettare i ritmi, il Verona difende con ordine e riparte in contropiede, appoggiandosi all’estro di Tameze e alla velocità di Zaccagni. La prima vera occasione è biancoceleste, con Immobile che non punisce un grave errore di Barak. Al 28′ Inzaghi perde Acerbi, costretto ad uscire per un problema muscolare. Una partita tattica ed equilibrata, ma che sul finire del primo tempo viene sbloccata dall’Hellas. Faraoni recupera palla, poi dal fondo serve in area Dimarco che calcia al volo verso la porta: una deviazione sfortunata di Lazzari rende la traiettoria imprendibile per Reina. Le squadre vanno a riposo sul punteggio di 0-1.

Nella ripresa la Lazio parte con piglio diverso, portandosi subìto nei pressi dell’area avversaria. Non è un caso che arriva l’occasione del pareggio, con Lazzari bravo a servire a Caicedo il pallone dell’1-1. Il Verona, però, non si scompone e continua a tenere le redini del gioco. Un errore di Radu porta Tameze – il migliore in campo – a realizzare il gol del 1-2 a venti minuti dalla fine. Inzaghi prova con i cambi a ridare energie ai suoi, ma il forcing finale non porta a nulla. Silvestri nega a Milinkovic e Pereira il pareggio con due parate strepitose. Finisce così 1-2 per il Verona che sale a quota 19 punti il classifica, superando la Lazio, ferma a 17. Di seguito le nostre pagelle per anticipare i voti del fantacalcio.

Lazio-Verona 1-2: le pagelle del match

Lazio

Reina 5,5: ormai è lui il titolare e nel primo tempo fa capire a tutti il motivo con due parate da grande portiere. Incolpevole sui gol subiti, salva la Lazio prima dell’intervallo dal possibile uno-due avversario. Preciso nelle uscite, prende un’ammonizione per proteste.

Parolo 6: il tuttofare di Inzaghi gioca da centrale di destra nella difesa a tre e lo fa da veterano. Marca a uomo Zaccagni – l’uomo più pericoloso del Verona – e la Lazio, dalla sua parte, non rischia mai. Il piede da centrocampista lo aiuta poi ad essere sempre preciso in fase di prima impostazione.

Acerbi 6: al 20′ sente un fastidio alla coscia destra, ma decide comunque di rimanere in campo. Poi, dopo otto minuti, capisce che non ce ne è, ed è costretto ad arrendersi. Situazione delicata per la Lazio che perde il leader della difesa: Salcedo, contro di lui, non aveva toccato palla.

dal 28′ Hoedt 5: il suo ingresso porta confusione al reparto. Sul primo gol subìto manca la sua presenza in area, poi soffre nella ripresa la velocità e i movimenti senza palla degli avversari. In calo dopo la convincente prova in Champions League contro il Club Brugge.

Radu 4,5: ha sulla coscienza il gol della vittoria avversaria. Da un suo retropassaggio sciagurato arriva la rete di Tameze. Un errore difficile da perdonare ad un giocatore che vanta 388 presenze con la Lazio.

Lazzari 5,5: devia nella propria porta il tiro di Dimarco che – con molta probabilità – sarebbe finito fuori. Un autogol sfortunato, ma che riscatta subìto nella ripresa fornendo a Caicedo l’assist del momentaneo pareggio.

dall’81 Fares sv: non si vede mai, ma prende un giallo per fermare una ripartenza del Verona.

Milinkovic-Savic 5,5: parte aggressivo, proponendosi spesso al limite dell’area di rigore, ma si spegne con il passare dei minuti. Si risveglia nel finale, andando vicino al pareggio con un colpo di testa parato da Silvestri. In assenza di Luis Alberto serviva più personalità.

Lucas Leiva 5: schierato titolare nonostante le condizioni fisiche non ottimali, viene spesso ingabbiato dai mediani avversari. Alla Lazio manca il suo filtro: troppo lento in costruzione.

dal 65′ Escalante 5: entra quando la partita è già compromessa. Il suo ingresso non fa cambiare marcia alla Lazio. L’argentino deve ancora trovare il suo ruolo in questa squadra.

Akpa-Akpro 5,5: gara di pressione e dinamismo. È il classico giocatore che si vede poco, ma che fa alla perfezione il lavoro sporco. Nella ripresa prende un giallo pesante: era diffidato e salta il Benevento

dall’81 Pereira sv

Marusic 5: la Lazio, dalla sua parte, non gioca mai. La costante pressione di Faraoni lo costringe ad abbassare il raggio d’azione, non rendendosi mai pericoloso. Gambe pesanti e poca voglia.

Caicedo 6,5: gioca la terza partita da titolare in stagione e non fa rimpiangere la scelta. Una sua invenzione permette alla Lazio di pareggiare il match ad inizio ripresa. Fa salire la squadra conquistando falli preziosi e prova più volte a servire in profondità Immobile. Centravanti vero: dai suoi piedi arrivano solo gol spettacolari.

dal 65′ Correa 5: entra per dare imprevedibilità e velocità al gioco della Lazio, ma non tocca mai la palla. L’argentino non è al top della condizione e si vede.

Immobile 5: si divora in avvio il gol del vantaggio, nel primo tempo la squadra gli fa arrivare pochi palloni giocabili. Nella ripresa aumenta il suo raggio d’azione, svariando su tutto il fronte offensivo, ma senza trovare il modo di pungere. Generoso, ma inconcludente.

All. Inzaghi S. 5: la Lazio versione campionato delude ancora. Nessun tiro in porta nel primo tempo, poca cattiveria e fantasia nelle giocate. L’uscita di Acerbi sembra mandare in frantumi le certezze di una squadra che ha subìto 19 gol in 11 partite. C’è da lavorare, e in fretta: la classifica non aspetta.

Verona

Silvestri 7: primo tempo da spettatore, nella ripresa mostra tutto il suo talento salvando il risultato. Scalda i guantoni respingendo un tiro di Lazzari, poi nel finale prima cancella un colpo di testa di Milinkovic e poi compie un autentico miracolo su Pereira. Un fenomeno tra i pali.

Lovato 6,5: Juric lo mette a uomo su Milinkovic e tiene fisicamente il duello con il serbo. Non soffre l’inedita posizione tattica, aiuta spesso in raddoppio e non si fa mai saltare. Attento e coriaceo.

Dawidowicz 6: cattura meno l’occhio, ma non fa mancare la prestazione. Nessun intervento decisivo, ma tiene sempre la linea non concedendo la profondità agli avversari. Con il passare dei minuti prende le misure a Lazzari, che non riesce mai a saltarlo.

Magnani 6,5: guida la linea con autorevolezza, tanti interventi puliti e precisi. Messo sempre bene con il corpo, non concede mai la profondità ad Immobile e chiude ogni tentativo avversario. Nella ripresa prende un giallo evitabile per una gomitata a Correa.

Faraoni 6,5: quando affronta la Lazio – sua ex squadra – non fa mai mancare la prestazione. Dai suoi piedi nasce l’azione che porta all’autogol di Lazzari. La fascia destra è di sua proprietà, Marusic non lo salta neanche una volta.

Tameze 8: il migliore dei suoi. Si muove su tutto il fronte offensivo senza dare punti di riferimento agli avversari. Qualità e dinamismo. Nel primo tempo due veroniche e un colpo di tacco, nella ripresa la prestazione viene premiata con il gol da tre punti: da solo davanti a Reina non manca di freddezza. Giocata da ko.

dal 69′ Favilli sv 

Veloso 7: prestazione da capitano. Detta i tempi di gioco, fa legna in mezzo al campo e poi permette ai suoi di ripartire con lanci sempre precisi. Mente rapida e calcio pulito: gli avversari contro di lui corrono a vuoto.

Dimarco 6,5: schierato sulla linea del centrocampo, aiuta Magnani a contenere Lazzari. Si preoccupa più della fase difensiva, ma alla prima sortita offensiva il Verona trova il vantaggio.

Barak 6: Immobile lo grazia non punendo in avvio un suo errore da matita blu. La posizione più arretrata a centrocampo lo penalizza: pochi inserimenti e disattenzioni gravi in difesa che, però, non incidono sul risultato.

Zaccagni 6: era l’uomo più atteso, ma delude. Sul finire del primo tempo si divora il colpo del ko, facendosi ipnotizzare da Reina. Nella ripresa salva da ultimo uomo chiudendo Akpa-Akpro che già pregustava la gioia del gol.

dall’87 Lazovic sv

Salcedo 6,5: dalla sua pressione nasce l’azione che porta al secondo vantaggio del Verona. Schierato per la prima volta da titolare, soffre la marcatura di Acerbi in avvio, ma prende coraggio con il passare dei minuti. Bene come rifinitore, da migliorare la presenza in area: chiude senza tiri in porta all’attivo. Ammonito pochi minuti prima della sostituzione.

dal 77′ Colley sv

All. Juric 8: il Verona non è più una sorpresa, ma una solida realtà della Serie A. La partita la vince prima di iniziarla, con idee tattiche nuove e brillanti. Imbattuto contro le big, si porta a 19 punti e a ridosso della zona Champions. La squadra gioca bene, segna tanto e subisce poco. Le premesse per restare in alto a lungo ci sono.


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