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Torino, un girone per risollevarsi: come cambia la squadra con Nicola

Singo Izzo Verdi Torino
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Dopo l’esonero di Giampaolo, il Torino ha ufficializzato l’arrivo di Nicola. L’allenatore, specializzato nelle imprese impossibili, punta su praticità e grinta per ritrovare il cuore granata

Non è la prima volta per Davide Nicola in casa Torino. Si tratta infatti di un ritorno in veste di allenatore, dopo che da giocatore aveva indossato la maglia granata nel ruolo di terzino. 35 presenze nella stagione 2005/06, per il tecnico di origini torinesi, ma cresciuto nelle giovanili del Genoa. Dopo il fallimento del progetto Mazzarri, in estate il presidente Cairo aveva deciso di cambiare mentalità e di affidare il nuovo corso al “maestro” Giampaolo. L’esperimento si è rivelato tutt’altro che positivo, e quindi anche Giampaolo ha subìto lo stesso destino del suo predecessore, venendo sollevato dall’incarico a stagione in corso.

Nicola dovrà risollevare il Torino dal terzultimo posto in classifica, a solo un punto di distanza dall’ultima posizione. Solo due vittorie per i granata e seconda peggior difesa del campionato: questi i primi aspetti da migliorare. Per evitare le tante rimonte che hanno caratterizzato il vecchio corso, il nuovo allenatore punterà soprattutto a ritrovare la grinta granata e una maggiore sicurezza mentale e tattica.

Come cambia il Torino con l’arrivo di Nicola

L’allenatore piemontese classe 1973, viene ricordato in Serie A soprattutto per le salvezze ottenute con il Crotone nella stagione 2016/17 e con il Genoa nel 2019/20. Durante queste esperienze  Nicola si è dimostrato un tecnico pratico, in grado di adattarsi alle rose che aveva a disposizione. I moduli principalmente utilizzati sono stati il 4-4-2 e il 3-5-2, spesso interscambiati durante la partita in base all’avversario. Nella sua gestione al Crotone utilizzando principalmente il 4-4-2 ottenne 13 vittorie e 9 pareggi in 42 partite, mentre con il Genoa ha usato il 3-5-2 in 17 gare su 22, conquistando 28 punti.

La rosa del Torino è stata creata già con Mazzarri in ottica di un 3-5-2,  e infatti anche Giampaolo ha dovuto abbandonare le sue idee sul trequartista nel rombo di centrocampo per affidarsi al modulo suddetto. Per questi motivi inizialmente Nicola potrebbe continuare con lo stesso modulo, in attesa di capire se durante il mercato di gennaio possa arrivare qualche rinforzo per modificare l’assetto della squadra.

Il nuovo allenatore potrebbe confermare il trio difensivo titolare delle ultime uscite, formato da Izzo, Lyanco e Bremer. Le uniche alternative sono rappresentate dal giovane Buongiorno e dall’esperto N’Koulou, sul quale però resta da capire la sua volontà di restare a Torino. In rosa manca un vero e proprio terzino destro per un eventuale passaggio alla difesa a quattro. Singo può essere adattato ma non ha particolari doti difensive. Sulla parte sinistra invece se la giocano in tre per un posto, con Ansaldi favorito su Rodriguez e Murru.

A centrocampo, Nicola predilige la sostanza con Rincon e Linetty quasi certi del posto. Per il terzo posto ballottaggio fra Lukic, Gojak e il giovane Segre, in attesa del pieno recupero. Con Gojak il modulo potrebbe leggermente modificarsi in favore di un 3-4-2-1. L’allenatore ha quasi sempre giocato con due punte, una centrale e una seconda punto a supporto. Il capitano Belotti è l’unico certo del posto. Al suo fianco bisogna valutare un eventuale partenza di Zaza, in quel caso il Torino potrebbe cercare un altro attaccante da utilizzare come vice di Verdi.

A sorpresa, potrebbero risalire le quotazioni di Edera, che in caso di 4-4-2 può occupare entrambe le fasce, con uno fra Singo e Ansaldi sulla fascia libera.

Probabile formazione del Torino con Nicola

(3-5-2): Sirigu; Izzo, Lyanco, Bremer; Singo, Lukic, Rincon, Linetty, Ansaldi; Verdi, Belotti.

Statistiche Giampaolo e Nicola

Il progetto Giampaolo è naufragato, e con lui le anche le sue idee di gioco. Nonostante qualche buona prestazione, i tanti gol subiti hanno condannato il tecnico, che con solo 13 punti in 17 partite non è mai stato in grado di risollevarsi dagli ultimi posti della classifica. Il suo score recita solo due vittorie, sette pareggi e ben otto sconfitte, con media punti di 0,76.

Deve cercare di far meglio Nicola, che nella scorsa stagione al Genoa si è salvato con una media punti di 1,33. In quella stagione il tecnico ottenne 28 punti in 21 partite, e con otto vittorie raggiunse il quartultimo posto all’ultima giornata. Stesso risultato a Crotone ma con una media punti inferiore spalmata su tutte le 38 partite di campionato (0,89).


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