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Argentina-Brasile, la sfida eterna: storia di campioni, trofei e passione

La storia infinita tra Argentina e Brasile: ecco le sfide più importanti tra la selezione Albiceleste e quella verdeoro

Il calcio sarà anche stato inventato dagli inglesi, ma a veder giocare certe squadre sudamericane e a sentir nominare certi giocatori non sembra proprio.

Il calcio europeo è uno spettacolo, ma in Sudamerica è tutta un’altra cosa. Non c’è niente da fare. Nei paesi latini, questo sport non è una semplice passione o un semplice lavoro: è una religione, per qualcuno una vera e propria questione di vita o di morte.

Storicamente, la selezione nazionale più forte, blasonata e ricca di talento è il Brasile.

Il suo alter ego? L’Argentina ovviamente, la sua acerrima rivale da sempre e per sempre.

L’Albiceleste e i verdeoro rappresentano due dei pezzi più importanti e passionali del calcio mondiale. Quando queste due formazioni scendono in campo l’una contro l’altra, il Sudamerica si ferma; l’intero mondo del calcio si ferma.

Argentina-Brasile non sarà mai una partita come tutte le altre.

 

Albiceleste-verdeoro: un tuffo nel passato

Inutile elencare vittorie, trofei e talenti che hanno militato in queste due nazionali: non basterebbe una giornata intera.

Il bilancio è sostanzialmente in parità. Nelle 106 partite totali fin qui disputate fra tutte le competizioni, il Brasile – l’unica nazionale ad essere “Pentacampione” – è avanti per 44 successi a 40. Mercoledì sera queste due nazionali torneranno a darsi battaglia per il ritorno delle qualificazioni ai Mondiali di Qatar 2022. Se da una parte la squadra di Tite ha già ottenuto il pass per la Coppa del Mondo, dall’altra i ragazzi di Scaloni ci sono quasi: al di là del risultato, sarà un incontro ricco di belle giocate e colpi di scena.

Questa rivalità però nasce molto tempo addietro, addirittura oltre un secolo fa. Era il settembre del 1914, e queste due squadre si ritrovavano per la prima volta di fronte su un campo da calcio. Era solo un’amichevole, e davanti a 18.000 persone a vincere per 3-0 fu l’Argentina padrona di casa.

Da allora, tante amichevoli e scontri in Coppa America – inizialmente conosciuta con il nome di “Sudamericano”. Il primo incontro tra Argentina e Brasile nella fase finale di una Coppa del Mondo risale al giugno del 1974. Per fortuna di entrambe, i verdeoro non potevano più contare sulla presenza di Pelè, mentre l’Albiceleste non aveva ancora conosciuto Maradona.

In Germania, le due squadre capitarono nello stesso “gironcino”. Ad avere la meglio fu il Brasile di Zagallo per 2-1: decisive le reti dei soliti Jairzinho e Rivelino.

In quegli anni era il Brasile a dominare. L’Argentina poteva contare su Mario Kempes, ma non aveva il talento e l’imbarazzo della scelta di cui potevano vantare i rivali: per oltre 10 anni, l’Albiceleste non riuscì più a vincere contro i verdeoro. Nemmeno ai Mondiali di Spagna 1982, dove le due squadre vennero sorteggiate nello stesso girone dell’Italia. E lì l’Argentina aveva già Diego Armando Maradona. El Pibe de Oro però dovette arrendersi contro Zico, Socrates e Falcao: semplicemente troppo forti.

Che scontri fra titani! Che giocate, che talenti! Campioni d’altri tempi. Tantissimi sono stati i giocatori fenomenali che hanno vestito le maglie di Argentina e Brasile. Ben 11 i palloni d’oro fra le due squadre.

D’altronde, è proprio qui che la maglia numero 10 è diventata la maglia del calcio. Tutto comincia con Pelè ai Mondiali di Svezia nel 1958, per poi proseguire ovviamente con Maradona, Zico, Riquelme, Ronaldinho, Messi, Neymar. Questa sfida ha sempre avuto un qualcosa di mistico, di inspiegabile, quasi di soprannaturale.

 

Seleccion-Seleçao: le sfide più recenti

È sempre stata guerra aperta tra queste due corazzate, sia in Sudamerica che ai Mondiali. Argentina e Brasile però non si affrontano in una Coppa del Mondo dal lontano 1990. Si giocava in Italia, e in palio c’era un pass per i quarti di finale. Da una parte un’Argentina più forte di quella che aveva vinto la coppa nel 1986: Maradona ancora a guidare il gruppo, poi Caniggia e Burruchaga. Dall’altra invece un Brasile a dir poco sotto i suoi standard: Careca, Valdo, Dunga e poco altro, visto che Romario e Bebeto erano fin troppo giovani. A prevalere fu la Seleccion, grazie al gol nel finale di Caniggia.

Da allora, tante gare amichevoli e partite valide per le qualificazioni mondiali. Qualche sfida durante le fasi finali delle varie Coppe America, e poi la super finale della Confederations Cup nel giugno del 2005, il torneo in preparazione al Mondiale di Germania nel 2006. In quell’occasione, il talento in campo era infinito, soprattutto sulla sponda verdeoro. Il povero Riquelme infatti non poté nulla contro lo strapotere tecnico di Ronaldinho, Kakà, Adriano e Robinho: 4-1 Brasile e tutti a casa!

Anche la Coppa America però vanta sfide interessanti nel corso della storia. Lo fu certamente quella dell’edizione del 2019. In quell’occasione, prima della vittoria finale, il Brasile superò l’Argentina 2-0 in semifinale grazie alle reti di Firmino e Gabriel Jesus.

Andò diversamente invece l’edizione successiva, che poi è l’ultima vera e propria sfida – “discretamente” importante – fra Seleccion e Seleçao. Era l’11 luglio scorso e, nella casa del Flamengo, Messi ha superato 1-0 il suo amico – e attuale compagno al Psg – Neymar Junior: decisivo il dolcissimo pallonetto di Angel Di Maria. Che amarezza per i verdeoro, che ancora una volta perdono contro i rivali di sempre davanti ai propri tifosi.

Il sogno di ogni amante del calcio, però, è vedere un Argentina-Brasile in finale di Coppa del Mondo.

Una volta ci sono andati molto vicino. Era il Mondiale del 2014 in Brasile: l’Argentina superò l’Olanda in semifinale, ma dall’altra parte i verdeoro non riuscirono a fare lo stesso con la Germania. Tutti sappiamo come andò a finire quella sfida che in patria tanti hanno ribattezzato il “Mineirazo”, memori dell’altrettanto grande delusione contro l’Uruguay nel 1950 al Maracanà.

Come detto, tutti sognano una finale di Coppa del Mondo tra Argentina e Brasile. Sarebbe davvero un sogno. Per tutti. Tranne che per argentini e brasiliani. Probabilmente, il loro cuore non reggerebbe.


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