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Barcellona, El Profe torna in cattedra: la leggenda di Xavi, nuovo allenatore blaugrana

Xavi Hernandez

Il Barcellona ha scelto Xavi come nuovo allenatore della prima squadra, da capitano a tecnico: la leggenda del Profe

Xavier Hernandez Crues, per gli amici Xavi, è il nuovo allenatore del Barcellona. A sei anni dall'addio ai blaugrana il tecnico di Terrassa torna in Catalogna, e lo fa dalla porta principale: quella dell'allenatore. L'ex leggenda blaugrana, storico capitano del club, avrà l'arduo compito di far riprendere la squadra dopo un avvio di stagione – a dir poco – turbolento, tra prestazioni molto al di sotto delle aspettative e risultati tutto tranne che soddisfacenti, sia in campionato che in Champions League. Ripercorriamo il suo cammino, andando a ritroso, partendo dalla nuova avventura da allenatore per “scoprire” poi la grandissima carriera da calciatore.

Xavi: dall'Al-Sadd al Barcellona, la carriera da allenatore

Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. Non è stato un giro immenso ma l'amore tra Xavi ed il Barcellona era destinato a ritornare. Ed era uno dei ritorni più attesi della storia del calcio. Sono 24 gli anni che Xavi ha passato al Barca come calciatore, 24. Sei quelli invece trascorsi dal suo addio, tra le lacrime. Adesso però, dopo aver chiuso la carriera da calciatore all'Al-Sadd ed averne iniziata un'altra da allenatore, sempre con i qatarioti, Xavi è pronto a lasciare un altro segno indelebile nella storia del club blaugrana, questa volta come allenatore.

Percorso da allenatore che per lui ha avuto inizio il 28 maggio del 2019, quando venne ufficializzato come nuovo tecnico dell'Al-Sadd. Due anni intensi i primi vissuti da tecnico, con il primo trofeo arrivato appena tre mesi dopo l'insediamento come allenatore, grazie alla conquista della Coppa dello Sceicco Jassem ai danni dell'Al-Duhail. Due anni intensi e ricchi di trofei. Oltre a quello già citato, nel primo anno arrivarono infatti anche altri tre titoli: la Coppa di Qatar, la Coppa delle Stelle del Qatar ed infine la Coppa dell'Emiro del Qatar. Anche la seconda, ed ultima, stagione da tecnico dei qatarioti è degna di nota. Altri tre trofei: la Coppa del Qatar, la Coppa dell'Emiro del Qatar ed il campionato, per un totale di ben sette trofei. In appena due anni da allenatore. I primi due anni da allenatore.

Xavi: dal Barcellona all'Al-Sadd, la carriera da calciatore

Cambiando l'ordine degli addendi il risultato non cambia…o quasi. Non basta la proprietà commutativa e non basterebbe nessuna proprietà per paragonare quello che è stato tra il Barcellona e Xavi. Una storia incredibile. Una carriera incredibile. In 24 anni è passato dall'essere uno dei tanti ragazzini che popolano la cantera del Barcellona ad essere uno dei pochi punti di riferimento nel panorama calcistico mondiale. Un professionista esemplare, un centrocampista fenomenale. Una visione di gioco che in pochi hanno avuto nella storia, questa l'arma principale di Xavi che, accompagnata da un piede ben più che educato, lo rendeva una manna dal cielo per qualsiasi attaccante giocasse in squadra con lui. È stato a lungo uno dei più forti (se non il più forte) del suo ruolo. È tutt'ora uno dei più grandi centrocampisti che il gioco del calcio abbia mai conosciuto. 

Dopo otto anni di giovanili, esordisce con il Barca dei grandi il 18 agosto del 1998, all'età di 18 anni. Esordio niente male per lui che, schierato nell'andata della finale di Supercoppa di Spagna contro il Maiorca, si presenta al suo nuovo pubblico subito con un gol. Nel resto della stagione sono 17 le presenze, nelle quali trova un altro gol molto importante, quello segnato contro il Valladolid. Gli basta qualche stagione per entrare nelle rotazioni e competere per una prestigiosa maglia da titolare. Per la precisione gliene bastano tre, con un posto in pianta stabile in cabina di regia conquistato a partire dal campionato 2002-03. Da quella stagione in poi sarà solo un crescendo, sia a livello personale che di squadra. Parte del merito è indubbiamente anche di Xavi, che inizia a far girare la squadra a meraviglia e trova in Iniesta un perfetto compagno di reparto.

Gli anni d'oro, nei quali raggiunge la piena maturità e la definitiva consacrazione, sono quelli che vanno dal 2008 (con l'arrivo sulla panchina del Barca dell'ex compagno di squadra Pep Guardiola) al successivo addio al club, avvenuto nel 2015. Ed è proprio la stagione 2008/09 che segna il picco della sua carriera da calciatore. Il Barcellona, rivitalizzato, riesce infatti a vincere il tanto desiderato triplete: ovvero riesce a portare a casa – nel corso dello stesso anno – Coppa del Re, campionato spagnolo e Champions League. Ma questo è solo quello che Xavi riesce ad ottenere insieme al resto dei compagni. Perché anche a livello individuale quella è per lui la stagione perfetta. Chiude l'annata con 54 presenze tra tutte le competizioni e la bellezza di 31 assist e 10 gol. Una stagione stratosferica per quanto concerne i numeri, fuori di testa. Una incisività maggiore rispetto agli attaccanti. Verrebbe quasi da dire che ogni qual volta la palla si stacca dal suo piede per un lancio lungo o un passaggio in avanti, finirà poi in gol. Quell'anno viene anche eletto come miglior giocatore della finale di Champions League, robetta di poco conto.

Da quella stagione in avanti è un continuo di annate formidabili e trofei. Ogni anno il Barcellona compete per la conquista di tutti i trofei ai quali partecipa ed ogni anno Xavi è uno dei protagonisti assoluti. Al termine della stagione 2014/15, nonostante avesse ancora un anno di contratto e nonostante la proposta del Barcellona di prolungare fino al 2018, decide che è il momento di lasciare il club blaugrana per provare un'altra esperienza. Saluta, tra le lacrime, in una conferenza stampa il 21 maggio 2015. Saluta 767 presenze dopo da giocatore con il maggior numero di presenze, record battuto solo da Leo Messi nel corso della scorsa stagione. Saluta dopo essere stato uno dei centrocampisti più forti del mondo.

Chiuso il capitolo blaugrana si accasa all'Al-Sadd, club con il quale firma un biennale con opzione per il terzo anno ed un ruolo di ambasciatore ai Mondiali di Qatar 2022. Con i qatarioti gioca per un totale di quattro anni, conquistando anche quattro titoli. A fine 2019, all'età di 39 anni, annuncia il ritiro. Il resto è storia.


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