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Brasile, Neymar non riesce a vincere: le delusioni mondiali di O’Ney

Neymar Brasile

Il fenomeno brasiliano non è ancora riuscito a vincere la Coppa del Mondo: Qatar 2022 potrebbe essere la sua ultima chance

Credo che siamo tutti d’accordo sul fatto che Neymar da Silva Santos Júnior sia uno dei più grandi calciatori nella storia del Brasile.

O’Ney ha vinto ovunque sia andato: prima al Santos – la squadra di Pelé – poi al Barcellona, e oggi al Paris Saint Germain.

In un calcio così moderno e in continua evoluzione, i numeri sono tutti dalla sua parte.

Tra i trofei collettivi più importanti con i club, si registra sicuramente la Copa Libertadores vinta da assoluto protagonista nel 2011 col Santos. In quell’occasione, Neymar si meritò anche il premio Fifa Puskas Award, il riconoscimento che va all’autore del gol più bello dell’anno. Poi è stato tutto un crescendo: campionati a grappoli in Spagna e in Francia, ma soprattutto la Champions League alzata nel 2015 quando militava nel Barcellona.

O’Ney ha entusiasmato tutti anche con la maglia del Brasile. Basti pensare che molti lo considerano l’erede naturale del brasiliano numero 1, O’Rey.

Con la maglia verdeoro addosso, infatti, l’attuale giocatore del Psg – che ha già superato per numero di gol campioni assoluti del calibro di Ronaldinho, Rivaldo, Zico, Bebeto, Romario e Ronaldo – ha vinto la Confederations Cup nel 2013 e le Olimpiadi di Rio nel 2016.

Ma c’è una cosa che ancora gli manca. Forse la più grande. Forse la più difficile. Sicuramente, la più importante.

La Coppa del Mondo col suo Brasile.

 

Neymar verdeoro: il talento non basta

Il calcio in Brasile è più di uno sport. È una religione.

Lo è in ciascun paese del Sud America, in realtà, dove il calcio è preso con grande serietà e passione.

In Brasile però è diverso. Lì tutti – dal più piccolo al più grande – respirano, mangiano e dormono calcio.

È così almeno dal 1950, anno del cosiddetto “Maracanazo”. Quando la squadra di casa perse clamorosamente la finale di Coppa del Mondo contro lo sfavorito Uruguay, proprio al Maracanà di Rio de Janeiro. Da quel giorno, il popolo verdeoro si è spento letteralmente.

Fino all’arrivo di Pelè, il salvatore della patria. Addirittura 3 Mondiali vinti con lui in campo: 1958 (il primo della loro storia), 1962 e 1970.

Oggi però il Brasile è un’altra cosa. È l’unica nazionale ad essere Pentacampeon, ma quelle squadre passate di fenomeni assoluti non esistono più.

Ora la formazione di Tite, ricca comunque di talenti fuori dal comune, è molto più solida, compatta ed europea. Non esiste più il famoso “quadrato”, vale a dire quel modulo 4-2-2-2 pensato apposta per mettere in campo contemporaneamente 5 fantasisti. Oggi il calcio è cambiato, e serve molto più equilibrio.

C’è però un giocatore (anche se definirlo tale forse è po’ riduttivo), che sarebbe potuto stare benissimo in ciascuna delle formazioni passate. Al fianco dei mostri sacri del calcio brasiliano, con la sua tecnica ed il suo estro, non avrebbe certamente sfigurato: questo fenomeno risponde ovviamente al nome di Neymar Junior.

È lui l’asso dell’attuale calcio brasiliano. È lui il ragazzo a cui un paese intero si aggrappa per tornare a vincere quella Coppa del Mondo che manca dal lontano 2002, quando in campo a guidare la Seleçao c’era ancora Ronaldo Il Fenomeno.

Il talento non gli manca. Anzi. Forse ne ha anche troppo. Ma qualcosa in questi anni deve esser andato storto.

Tra infortuni, “mal di pancia” ed episodi sfortunati, Neymar non è ancora riuscito a riportare la Coppa in Brasile. Proprio dall’ultimo successo verdeoro, il trofeo continua a rimanere in Europa: 2006 Italia, 2010 Spagna, 2014 Germania e 2018 Francia.

È incredibile! Uno dei giocatori più forti al mondo, che gioca nella nazionale più forte al mondo, non riesce a vincere un Mondiale.

Ma adesso il problema è un altro.

Già, perché poche settimane fa, lo stesso Neymar ha rilasciato dichiarazioni scoppiettanti circa la sua partecipazione al Mondiale: se non cambia qualcosa nei prossimi anni, la Coppa del Mondo in Qatar nel 2022 potrebbe davvero essere la sua ultima apparizione a tale competizione con la maglia del Brasile. A soli 30 anni.

Ti prego O’Ney, non farci questo.

 

Le delusioni mondiali: Brasile 2014 e Russia 2018

Dopo il fallimento generale di Sudafrica 2010, il Brasile cambia rotta. Addio a tanti giocatori di vecchia data e a qualche tassello oggettivamente non all’altezza della vera nazionale verdeoro; dentro nuove leve e giovani di immenso talento. Tra questi, ovviamente, c’è anche Neymar, nuovo acquisto del Barcellona.

Il ragazzo prende fin da subito per mano la squadra allenata da Scolari, tornato in panchina nella speranza di ripetere quanto fatto 12 anni prima. Insieme a Dani Alves, Oscar e soprattutto Thiago Silva, porta ottimismo ed entusiasmo nel Brasile che partecipa all’edizione casalinga della Coppa del Mondo nel 2014.

L’esordio contro la Croazia a San Paolo è incoraggiante: 3-1 con doppietta di Neymar. La nazionale verdeoro vince quindi facilmente il proprio girone davanti al Messico, e si qualifica per gli ottavi di finale.

Qui incontra il Cile, storicamente una squadra molto tosta. E infatti, dopo l’1-1 dei tempi regolamentari, il Brasile ha la meglio solo ai calci di rigore. Ai quarti c’è quindi la Colombia, altra squadra sudamericana. La nazionale di Scolari è più forte e, a fatica, supera James e compagni per 2-1.

C’è però un problema. E bello grosso aggiungerei. Qui finisce il mondiale di Neymar.

Il ragazzo viene infatti messo ko da un dura ginocchiata di Zuniga all’altezza dell’osso sacro. Neymar ci rimette qualche vertebra, e pure la Coppa del Mondo. Il Brasile supera il turno, ma va in semifinale allo sbaraglio.

Senza O’Ney e Thiago Silva (squalificato), il Brasile viene letteralmente umiliato dalla Germania per 7-1: verrà soprannominato il Mineirazo, ma questa è un’altra storia.

4^ posto quindi per un Brasile distrutto, dentro e fuori dal campo.

Ma il fuoriclasse non si perde d’animo. E ci riprova l’edizione seguente, con una squadra decisamente più forte.

Ora sulla panchina il nuovo ct è Tite, che ha risollevato il morale di un paese intero – devastato dall’ultima partecipazione al Mondiale. L’uomo di punta è ancora Neymar Junior – nel frattempo trasferitosi al Psg – determinato, insieme all’amico Coutinho, a riportare la Coppa “a casa”.

Così però non sarà, neanche stavolta.

Dopo il primo posto nel girone davanti alla Svizzera, il Brasile batte agevolmente il Messico agli ottavi. Poi però arriva il Belgio.

Doveva essere il Mondiale di Neymar, ma purtroppo fu quello di Hazard e Mbappé.

I Diavoli Rossi superano infatti O’Ney e compagni 2-1 ai quarti di finale, per poi chiudere il proprio percorso al 3^ posto dietro Francia e Croazia.

Altra delusione mondiale per il Brasile. Altra delusione per Neymar Junior, che ancora una volta non riesce in quello che tutti speravano e che, in tanti, si aspettavano.

Oggi il Brasile è la squadra numero 1 del Ranking Fifa, ed è una delle accreditate alla vittoria finale in Qatar l’anno prossimo. Ma abbiamo appena visto che non sempre le cose vanno come te le immagini.

Neymar è un fuoriclasse assoluto, ma le possibilità di sollevare la Coppa del Mondo si riducono vertiginosamente. La sua ultima chance potrebbe davvero essere negli Emirati Arabi.

Il calcio è strano. Non sempre vince il più forte. Ma Neymar lo meriterebbe davvero.


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