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Zemanlandia tocca quota 1000

Zdeněk Zeman

Zeman, 1000 lezioni di calcio spettacolo votato all’attacco

Domenica 7 Novembre il Foggia ha vinto contro la Paganese per 3-0 per una partita del girone C della Lega Pro, risultato che ha festeggiato nel migliore dei modi il traguardo delle mille panchine raggiunto da  Zdenek Zeman. Il Boemo si ama o si odia, lui che ha sempre prediletto il gioco spumeggiante ai tatticismi, il far divertire i tifosi e segnare sempre un gol in più attaccando gli avversari, senza badare alle reti subite. Il suo motto “Il risultato è casuale, la prestazione no”. A Zemanlandia è stato sempre fondamentale curare lo stile di gioco di squadra, solo la prestazione poteva domare la serie di variabili imprevedibili del risultato.

Il 4-3-3 votato all’attacco del Maestro Boemo

Era il 1968, le truppe sovietiche invadevano la Cecoslovacchia, negli anni della “Primavera di Praga” Il condottiero silenzioso, sempre con la sigaretta in bocca si trasferì con la sua famiglia a Palermo. Da sempre il suo marchio di fabbrica è il 4-3-3 votato all’attacco per mandare in visibilio il pubblico pagante. La difesa schierata in linea e il portiere che funge da libero aggiunto”. I terzini sono i padroni di tutta fascia e si sovrappongono continuamente. Il terzetto di centrocampo partecipa attivamente sia alla fase difensiva che a quella offensiva, il centrale ha sia compiti di regia che di riversarsi in attacco con sortite nell’area avversaria. I due attaccanti esterni hanno completa libertà su tutto il fronte d’attacco per non lasciare punti di riferimento e disorientare le retroguardie avversarie. Lo stile di gioco che si sposa con il modulo proposto dal Boemo si basa su triangolazioni continue alternate a verticalizzazioni “palla a terra”. E l’unica punta? Beh nei piani di Zeman è con certezza quello che segna una valanga di gol durante la stagione, il resto è storia..

40 anni di panchine, divertimento e calcio champagne

Ha iniziato la sua carriera da allenatore nelle giovanili del Palermo nel 1974, Zeman ha dimostrato di poter dare lezioni di gioco a chiunque avesse di fronte o di valorizzare giovani promesse a discapito del risultato finale e degli innumerevoli esoneri in carriera, ha comunque sempre lasciato il segno ovunque sia sia seduto in panchina in questi 40 anni.

Stagione 1984/85: La promozione storica in C1 con il Licata

In una recente intervista di Zeman per festeggiare le 1000 panchine raggiunte, il tecnico del Foggia ha dichiarato che il Licata ha interpretato il suo calcio come nessun’altra squadra allenata negli anni a seguire. L’annata 84-85 è caratterizzata dalla prima vittoria storica del campionato di serie C2 per la squadra siciliana, all’insegna dello spettacolo, gol a grappoli, emozioni e applausi della folla. Si gioca in un campetto di terra battuta e l’eclettico Presidente Giuseppe Alabiso decide di ingaggiare un giovane allenatore boemo di 36 anni, taciturno e dai metodi innovativi. La cavalcata verso la promozione in C1 è stata incredibile quell’anno. Il capitano storico del team era Vittorio Schifiliti e la stella Maurizio Schillaci (passato l’anno successivo alla Lazio), al tempo piú promettente del famoso cugino Totò che ci ha fatto sognare a Italia 90. Licata ama ancora Zeman e il tecnico porta sempre con sé il ricordo di questa meravigliosa esperienza durata 3 anni.

Il Foggia dei Miracoli, la nascita di Zemanlandia

Se dovessimo inserire il termine Zemanlandia in un dizionario la definizione sarebbe: “ Capacità di segnare una quantità impressionante di reti anche a costo di concedere qualcosa in fase difensiva”. Gli 11 di Zeman non erano soltanto dei semplici gregari, possedevano individualità notevoli e molti di loro hanno giocato negli anni a seguire in con ruoli fondamentali in squadre prestigiose. Nella stagione 90/91 l’attacco rossonero segnò la bellezza di 67 gol in 38 gare disputate, miglior attacco del campionato ( Udinese seconda con 53 gol fatti). Il tridente che ha fatto le fortune dell’allenatore Boemo era composto da Baiano-Signori-Rambaudi, il primo fu il capocannoniere della Serie B. La squadra vinse nettamente con 6 punti di vantaggio sul Verona conquistando la promozione nella massima serie, sbaragliando la concorrenza. Nel primo anno in serie A del Foggia furono 58 le reti segnate e altrettante quelle subite. Risultato? Secondo miglior attacco dopo il Milan e seconda peggior retroguardia dopo il fanalino di coda, l’Ascoli. Questo era Zeman, e questo era anche il Foggia dello storico Presidente Pasquale Casillo, il “Re del grano”. Non era però soltanto il Foggia del trio delle meraviglie, la squadra poteva contare sul portiere Franco Mancini, famoso per un sombrero ai danni di Marco Van Basten, grazie alla sua bravura a giocare con i piedi venne denominato “il libero con i guanti”. Maurizio Codispoti di mestiere faceva il terzino, mancino naturale, faceva su e giù per tutta la fascia in ogni maledetta partita. Una leggenda narra che gli misero centomila lire dentro lo scarpino sinistro per migliorare le sue doti di crossatore non sempre eccelse. A centrocampo c’era Andrea Seno, polmone del centrocampo della squadra rossonera, ceduto poi all’Inter nella stagione 1994.
Giuseppe Signori è stato l’uomo simbolo dell’era Zeman, il giocatore raccontó un aneddoto, era appena arrivato a Foggia e l’allenatore boemo gli disse: “ciao bomber”. Beppe sorride “Avevo segnato soltanto 5 gol con il Piacenza in serie B”.. L’altra “leggenda” del Foggia di Zeman è stato “Rambo” Rambaudi cresciuto a suon di gradoni, acqua&zucchero, ancora gradoni. Zeman è stato un'istituzione con le sue dichiarazioni “è stata la miglior partita dell’anno” dichiarò dopo aver preso 5 gol in una partita. Gli schemi venivano provati e riprovati in modo maniacale, per questo i giocatori si trovavano a memoria fino a mandare a segno il terminale offensivo “Ciccio” Baiano altro scudiero chiave di questo magnifico gruppo che includeva anche Igor Shalimov, Igor Kolyvanov e in seguito il regista Luigi Di Biagio, il difensore ex nazionale Argentina, José Chamot. Con Zemanlandia ci furono ben 3 salvezze in Serie A, tra cui un 9º posto sfiorando la zona UEFA.

Zeman, dalla Lazio alla Roma

Dopo aver stupito tutti nella sua esperienza con il Foggia dei Miracoli, Zeman passa alla Lazio nella stagione 1994-95 portando con sé i suoi fidi scudieri, Giuseppe Signori, Roberto Rambaudi e José Chamot. Le prime donne sono tante in rosa: i vari Boksic, Winter, Gascoigne, Fuser, Casiraghi, Signori e inizialmente per l’ex allenatore del Licata non è facile attuare le sue idee di gioco. Con l’aiuto di Dino Zoff che conosceva già l’ambiente i biancocelesti concludono la stagione al secondo posto in classifica lottando per buona parte del campionato alla corsa scudetto. Come da abitudine si chiude con il miglior attacco del campionato, incredibili furono i risultati: 8-2 contro la Fiorentina di Batistuta, 7-1 contro il Foggia e soprattutto i quattro gol rifilati alla Juventus di Marcello Lippi. Anche la seconda annata non è da buttar via, terzo posto in campionato, Beppe Signori capocannoniere, quarti di finale in Coppa UEFA e semifinale in Coppa Italia. Tra le tante scoperte di Zeman, c’è anche Alessandro Nesta. Il tecnico boemo aveva visto in allenamento questo giovane ragazzo e decise di farlo giocare in un’amichevole contro l’Ajax. Nonostante un esordio disastroso, l’ex Allenatore del Foggia continuò a schierarlo titolare fino alla fine del campionato e tutti conosciamo la gloriosa carriera del difensore della Lazio e della Nazionale. Nella stagione 1997-98 passa alla sponda giallorossa chiamato dal Presidente Franco Sensi, le prestazioni sono sempre spettacolari e la Roma chiude il campionato al 4º posto in classifica. In quegli anni Francesco Totti diventava il capitano della squadra e Zeman lo ha recentemente lodato dicendo “Totti è stato il più grande di tutti, ma il suo talento non è stato merito mio”.

Stagione 2011-12: Zeman vince il Campionato di Serie B con il Pescara

Nella stagione 2011-2012 Zeman viene premiato con la panchina d’argento come miglior allenatore e conquista la promozione in Serie A con il Pescara dopo 19 anni di assenza. Anche quell’anno la squadra del Boemo vanta il miglior attacco con 90 reti realizzate, il capocannoniere fu Ciro Immobile con 28 marcature. In questa squadra spumeggiante c’era anche Lorenzo Insigne, già allenato da Zdenek Zeman a Foggia e un giovane Marco Verratti che giocava come mediano/regista davanti alla difesa. L’ex Allenatore del Foggia ha parole al miele anche per lo scugnizzo del Napoli: “Attualmente è il piú forte giocatore italiano, è migliorato tantissimo su tutti gli aspetti”. Parole d’amore e rispetto anche per il classe 91 nei confronti del suo ex-allenatore: “Zeman mi diceva di pensare solo a divertirmi e giocare come se fossi in strada”.

Pillole di Zemanlandia

💊 Nella stagione 1988-89, con Zeman allenatore del Messina in Serie B, Salvatore “Totó” Schillaci vinse la classifica marcatori con 23 gol;

💊 Nella stagione 2001-02 con Zeman alla guida della Salernitana , Fabio Vignaroli realizzò 20 reti, secondo soltanto a Lulú Oliveira nella classifica cannonieri di Serie B;

💊 Nella stagione 2004-05 il Boemo allena il Lecce, si salva e ha il secondo miglior attacco, un gol in meno della Juventus ma anche  la peggior difesa del campionato.

💊 Dopo 3 anni di inattività è tornato al Foggia in Lega Pro quest’anno. Il primo amore non si scorda mai e festeggia le 1000 candeline da allenatore meno vincente ma più spumeggiante del mondo, tanti auguri Maestro!


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